Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Fa’ la cosa sbagliata”

stagione 2009-2010

2008: The Wackness di Jonathan Levine

Critiche non concordi: si va da “… un filmetto che sogna di essere più grande di quello che è” (Screenweek) a “… una piccola delizia” (Cineblog).

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Menzione speciale al Sundance Festival (dove il pubblico lo ha premiato come miglior -stranamente- film drammatico), Fa’ la cosa sbagliata non è semplicemente un ennesimo film sul passaggio all’età adulta, sulla formazione e maturazione di un ragazzo, ma un interessante e buon esempio del più recente cinema indipendente americano (“ancora una volta, il cinema indipendente riesce a sorprendere, dimostrando come anche con mezzi più modesti sia possibile realizzare qualcosa di nuovo” scrive Giulia Mazza su Cinema4Stelle).

Incomunicabilità e solitudine sono i temi latenti del di questo lavoro (ambientato nella New York estiva del 1994, una New York -recita il pressbook del film- “in cui pulsa il movimento hip hop, una città il cui sindaco Rudy Giuliani, sta utilizzando metodi controversi per affrontare il problema del crimine e dei senza tetto”) che riesce ad essere -al contempo- irriverente, sottilmente spiritoso, tenuamente malinconico…  Un inno all’amicizia e ai rapporti transgenerazionali. Un’opera dolce-amara misurata e garbata, quasi controcorrente, che forse non tutti gradiranno ma che ha l’indubbio merito di presentare in modo originale qualcosa di già visto sullo schermo e di indurre il pubblico a qualche proficua riflessione.

Fotografia quasi magica, colonna sonora formidabile, ritmo giusto, montaggio rapido, sceneggiatura ben scritta (con qualche pecca di superficialità però) caratterizzano questa opera seconda di Jonathan Levine (dopo l’inedito in Italia All the boys, presentato al Toronto International Film Festival del 2006). Ma la vera forza del film è costituita dalla coppia ottimamente assortita dei due protagonisti: un insolito e sorprendente Ben Kingsley e il giovane divo televisivo Josh Peck, piacevolmente non stereotipato, catturano immediatamente l’attenzione e la simpatia dello spettatore, emozionandolo più di una volta.

p.s.

Nato e cresciuto a New York, Jonathan Levine ha iniziato a fare film all’età di 12 anni. Dopo essersi laureato in semiotica dell’arte alla Brown Universiy ha lavorato a New York come assistente personale del celebre autore e regista Paul Schrader.

Nel 2002 si è trasferito a Los Angeles per frequentare il Conservatorio dell’American Film Institute come regista. Il film di tesi di Jonathan, Shards (Frammenti), su un DJ hip hop che cerca di liberarsi dalla sua dipendenza da metanfetamina, è stato proiettato in vari festival in giro per il mondo e ha vinto il premio per il Miglior Cortometraggio all’American Black Film Festival.

La HBO ha acquisito i diritti di distribuzione del film e lo ha mandato in onda dal 2005; come riconoscimento per la regia di Shards, l’American Film Institute ha conferito a Jonathan il prestigioso Richard P. Rogers Spirit of Excellence Award.

scheda

sito ufficiale

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settembre 2, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

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