Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il Segreto di Vera Drake”

2004: Vera Drake di Mike Leigh

Scrive Il Morandini:Qualità evidenti: puntigliosa ricostruzione urbana d’epoca (l’angustia claustrofobica degli ambienti, sottolineata dalla verticalità delle inquadrature e dal colore monocorde, tra grigio e marrone); l’asciutta e rispettosa tenerezza verso personaggi umili e comuni; la bravura veristica degli interpreti”. Come non essere d’accordo?

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Non ho gli elementi per giudicare se questo fosse il miglior film a “Venezia 2004”: è comunque sicuro che ci troviamo di fronte a un grande regista (Mike Leigh), a una attrice straordinaria (Imelda Staunton, giustissima la nomination agli Oscar), a un film bellissimo.

Perfetta la ricostruzione degli anni 50 in tutte le sfumature, stile secco e asciutto, equilibrio-moderazione-sensibilità nell’affrontare un argomento che ancor oggi fa discutere e su cui volentieri ci si azzuffa, stupefacente complesso di attori (giustamente la critica ha notato che anche chi ha solo due battute recita come Laurence Olivier!), attenzione totale da parte dello spettatore. Ripeto, un film bellissimo che ricorderemo per lungo tempo e che tutti i maschietti dovrebbero vedere per imparare due o tre cosette che forse ancora ignorano.

Mancanza assoluta di patetismo, di didascalismo, di propaganda, di punti di vista imposti. Il regista descrive senza giudicare. Abbiamo il quadro di una società in cui le classi sono nettamente separate, il trionfo dell’ipocrisia in un’epoca che non è poi tanto lontana dall’attuale, “il contrasto fra morale pubblica e morale individuale, tra ciò che si ritiene giusto e ciò che stabilisce la legge” (Stefano Lo Verme): sarà lo spettatore ad interrogarsi e ad esprimere la sua personale idea.

Mike Leigh, ritenuto -con Ken Loach- uno dei massimi esponenti del cinema realistico inglese, conferma qui la sua abilità di ritrarre intensamente e con profonda sincerità persone semplici con cui è facile identificarsi, personaggi dalla ricca umanità che coinvolgono ed emozionano quanto mai (basti pensare a quei piccoli gioielli che sono Tutto o niente e Segreti e bugie).

p.s.

Giustamente L’Unità (6 Novembre 2004) scriveva: “… a Venezia almeno due film trattavano argomenti sui quali la Chiesa ritiene di avere l’ultima parola, l’aborto e l’eutanasia. In Il mare dentro di Alejandro Amenabar, il tetraplegico Ramon Sampedro, deciso a farla finita, deve sostenere un dibattito con un prete e riesce, strappando l’applauso, a ridicolizzarlo.
In Vera Drake, si parla invece di aborti clandestini: ma il film, che proviene da un paese anglicano come l’Inghilterra, è nel contesto dal quale siamo partiti una boccata d’aria fresca, perché… non c’è un prete, in tutto il film, manco a pagarlo in sterline, e non si pronuncia mai la parola «peccato»”
.

scheda

sito ufficiale

note:

premi e riconoscimenti su IMDb

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agosto 31, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Non sono d’accodo:
    Ottimi gli attori, ma al di là di questo l’ho trovato un film piatto.
    Senza veri buoni o cattivi, senza prendere veramente posizione per qualcuno.
    Per Vera Drake? No, la mia partecipazione emotiva al processo finale è stata minima.
    Da metà film in poi è una donna che si trincera dietro a singhiozzi e pianti, senza un’alternanza di sentimenti (comunque in questo molto brava l’attrice… è il regista che secondo me doveva avere più fantasia nel darle alternanza di situazioni). Vera è in un modo (sorridente, solare, quasi sbarazzina) prima dell’accusa, e poi fissamente in un altro, dopo che la polizia l’ha scoperta (non credo di fare nessun spoiler: l’evento dell’arresto è anche nel trailer del film).
    Forse unico personaggio degno di nota, per maturità ed umanità, è il commissario di polizia. Di bello spessore.
    Manca di suspanse mil film (la suspanse non è cosa solo da film gialli o triller).
    Per fare un esempio: durante l’interrogatorio viene detto a Vera che l’amica incassava soldi al suo posto, e lo sgomento della protagonista piomba ancora più in basso. Per lo spettatore non è un gran colpo di scena: questa informazione era già stata data prima, in una scena in cui non ci era stato legato nessun cambio d’emozione.
    Un particolare, secondo me “sprecato”, che avrebbe potuto introdurre una svolta narrativa, uno spiazzamento nello spettatore.
    I primi 20 minuti del film sono interessanti, per l’introduzione di tutti i personaggi e per l’ambientazione Londinese degli anni 50…. dopo si sconfina nel “mattone”, passatemi il termine. I temi trattati (che potrebbero essere molti), mai veramente approfonditi dal regista.

    Commento di nicola | agosto 31, 2009

  2. Mi sto comportando con le tue recensioni come faccio con l’oroscopo… lo leggo a giornata finita per vedere se ci aveva azzeccato. Faccio lo stesso con i film, dopo che li ho visti vengo a leggerti per vedere se siamo d’accordo, altrimenti mi sento condizionata dalle tue critiche…
    Se non fossi una mangiatrice di pellicola sai quanti soldi mi risparmierei dal momento che i tuoi giudizi al 99% li condivido…
    ciao

    Commento di lupasolitaria | agosto 31, 2009

  3. Illustra benissimo il clima degli anni cinquanta su un tema che fa riflettere. Ottimi gli interpreti. Film di impegno civile così ben fatti ne vorremmo di più

    Commento di brad | settembre 1, 2009


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