Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Paradise Now”

2005: Paradise Now di Hany Abu-Assad

Il film è stato presentato in anteprima mondiale alla 55esima Berlinale dove ha ricevuto numerosi premi, tra cui quello di Amnesty International e dei lettori del Berliner Morgenpost, nonché il premio per il miglior film europeo.

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“Difficile trovare soggetto più incandescente di quello affrontato da ‘Paradise Now'” ha scritto giustamente Il Messaggero.

Hany Abu-Assad, nativo di Nazareth ma abitante in Danimarca, ha girato il film proprio a Nablus (in condizioni complicatissime, spesso sotto le bombe e i raid aerei), dove l’idea stessa di pace appare sconfitta in partenza, e ha inteso (con il maggior distacco possibile) registrare la vita quotidiana della popolazione palestinese nei territori occupati (la posizione geografica di Nablus, schiacciata in una valle lunga e stretta, sommata ai posti di controllo dell’esercito israeliano, danno alla città un’atmosfera di claustrofobia palpabile).

Abu-Assad ci mostra le motivazioni degli attentatori e lo sfondo su cui si muovono, un ritratto impressionante non solo della psicologia di due “kamikaze per caso” ma anche della fenomenologia di un conflitto tanto apparentemente assurdo quanto tragicamente irrefrenabile: senza giudicare e scavando oltre il contingente per cercare l’uomo, i suoi pensieri e sentimenti (e con una leggerezza che permette anche l’affacciarsi di una certa ironia liberatoria).

Qualcuno ha detto che per fare un buon film occorrono tre cose (storia tensione e realtà). E’ indubbio che il lavoro di Abu-Assad le possiede tutte e tre. Asciutto, essenziale, teso… cattura da subito l’attenzione dello spettatore, spettatore che si immerge completamente in una piccola storia che parla di un grande conflitto, in un racconto che ha una morale ma che non pretende di fare la morale.

Come ha scritto più di un critico, Paradise Now recupera la miglior lezione del cinema politico/civile (si pensi al Pontecorvo di La Battaglia di Algeri), un film in cui realtà e finzione si mescolano perfettamente e senza sbavature e il cui pregio maggiore è avere il coraggio di presentare gli attentatori né come mostri né come martiri né come eroi né tantomeno come esaltati. Cercando di esplorare le motivazioni che portano degli esseri umani ad uccidere e ad essere uccisi, guardando dentro di loro, si scopre che sono delle persone (e il fatto che sono delle semplici persone rende il tutto più tragico e terribile). Il film ci dà la possibilità di conoscere una realtà che ci riguarda tutti, ma da un punto di vista completamente nuovo. Paradise Now mostra la tragedia di diventare assassino e assassinato allo stesso tempo: ci fa comprendere da dove vengono, come possono diventare e come fare affinché questi uomini e i motivi della loro esistenza vengano meno.

Ottimo il cast, dai due protagonisti Kais Nashef e Ali Suleiman (due giovani attori del teatro palestinesi) alle due attrici qui inevitabilmente in parti di contorno, Lubna Azabal (vista recentemente in I tempi che cambiano) e Hiam Habbas (eccezionale protagonista de La sposa siriana Il giardino di limoni L’ospite inatteso).

scheda

sito americano

note:

premi e riconoscimenti su IMDb

044 055

28 29 18 30

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agosto 30, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

8 commenti »

  1. Amnesty ha dichiarato “solo il cinema, andando a scoperchiare e a scoprire un vissuto, ci può offrire un quadro reale della drammaticità di un certo tipo di condizione umana”. Verissimo e questo film ne è un esempio: un bellissimo messaggio attraverso un’opera coinvolgente al massimo e benissimo realizzata

    Commento di fabio | agosto 30, 2009

  2. Ho visto il film tempo fa (ovviamente in seconda serata su rai 3!). concordo in pieno con la recensione. credo sarebbe un film da diffondere, da far conoscere ai ragazzi, perchè insegna più di tante lezioni di storia. insegna a porsi domande, e a dubitare delle risposte consuete.

    Commento di luisa | agosto 30, 2009

  3. Senza retorica nè facili melodrammi abbiamo la rappresentazione di una situazione troppo tragica per aver bisogno di sottolineature. Regia perfetta, film imperdibile

    Commento di luca | agosto 30, 2009

  4. Film estremamente coraggioso ed encomiabile da tutti i punti di vista: speriamo che lo abbiano visto in molti. Un abbraccio

    Commento di annafiore | agosto 31, 2009

  5. bella recensione…

    Commento di brumy | agosto 31, 2009

  6. Un film che afferra la tua attenzione, senza permetterle di allentarsi fino all’ultima immagine.

    Commento di streep | settembre 1, 2009

  7. Difficile trovare soggetto più bruciante di quello affrontato da “Paradise Now” e con encomiabile sobrietà.

    Commento di garrulus | settembre 2, 2009

  8. My tribute to “Paradise Now,” a provocative look at Palestinian suicide missions and Israeli occupied forces. This film was Oscar-nominated for Best Foreign Film and won the Golden Globe.
    The music is “Love Is Found” by Sade (http://www.youtube.com/watch?v=zFGoQ4ECkzg&feature=email).

    Commento di shootingin | ottobre 5, 2011


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