Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“La finestra di fronte”

2003: La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek

“Il film è intonato a una costante intensità di sentimenti… Gli interpreti sono straordinariamente partecipi” (Il Corriere della Sera), “Un film molto bello, intenso, ben scritto e dove le cose giuste avvengono al momento giusto, con motivazioni psicologiche precise” (Repubblica), “Ferzan Ozpetek aveva già dimostrato nei suoi film precedenti grande sensibilità narrativa, uno stile sobrio e personale nel muovere la macchina da presa e una non comune capacità di dirigere gli attori. Qui raggiunge il suo risultato più maturo, coadiuvato da una ammirevole prova d’attori corale” (Ciak): unanime il giudizio positivo della critica.

lafinestradifronte-locandina Glitter Photos La finestra di fronte-dvd

Con buona pace di Salvatores Muccino & company, Ferzan Ozpetek si conferma il miglior regista operante oggi in Italia.

Dopo due gioielli come Il bagno turco e Le fate ignoranti era difficile realizzare un altrettanto ottimo prodotto che potesse avere l’approvazione sia della critica che del pubblico. Il colpo è riuscito.

La finestra di fronte è uno dei migliori film degli ultimi anni e ha quei pregi da noi piuttosto rari (e che ritroviamo spesso nel cinema francese o inglese e in tanta parte del buon cinema americano): una storia ben congegnata che ti coinvolge immediatamente, personaggi con un dramma umano in cui ti ritrovi e ti immedesimi, una realizzazione tecnica impeccabile, un formidabile cast di attori (primeggia naturalmente uno degli ultimi grandi del nostro cinema: Massimo Girotti non poteva accomiatarsi da noi in modo migliore, fornendoci un’interpretazione che è al di là di ogni encomio).

Una ricerca del senso da dare alla propria vita con il sospetto che la si stia sprecando, un affresco della storia italiana degli ultimi 60 anni con le sue illusioni-disillusioni, un quadro di cosa significhi rimpiangere e rinunciare, la graduale formazione di una maggiore consapevolezza di sé, il giusto tentativo di fuggire dalle convenzioni, un omaggio agli amori  ritenuti impossibili, un appello a un mondo più giusto, la possibilità che i sogni si realizzino se si ha la volontà di rischiare… sono alcuni dei tanti temi rintracciabili in questo film in cui presente e passato (la Roma di oggi, la Roma del 43) mirabilmente s’intrecciano e si arricchiscono l’un l’altro.

Miscellanea di giallo e storia d’amore, dramma di una nazione e inno alla vita… Intrigante e spesso poetico, toccante e sincero, senza ombra di retorica, diretto e sceneggiato magistralmente, il film contiene  molti momenti belli che difficilmente saranno dimenticati: basta citare la sequenza in cui la protagonista sale nella casa del vicino e per la prima volta si trova a guardare ‘dalla finestra di fronte’, e soprattutto la scena del ballo tra Giovanna Mezzogiorno e Massimo Girotti (una scena che da sola vale mille premi!).

Ferzan Ozpetek

scheda

Note:

-Su IMDb i premi e riconoscimenti al film.

-Ha scritto Tullio Kezich (Corriere della Sera, 1 marzo 2003): “…la figura per cui La finestra di fronte si colloca da subito fra i film che resteranno è quella di Massimo Girotti, che dopo essere stato l’eroe dell’Italia fra guerra e dopoguerra rinnova ora la memoria di quegli anni. Pochi attori hanno incarnato in modo così completo l’intero palpito della vita di una nazione; e Massimo, sublime di dolcezza e vulnerabilità, esce di scena alla grande facendo l’ultimo dono a un cinema che si era dimenticato di lui”.

agosto 14, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. L’ho visto più di una volta e non mi sono mai pentito: l’emozione è stata la stessa, il coinvolgimento sempre totale. Una bellissima storia ottimamente realizzata da tutti i punti di vista.

    Commento di dubius | agosto 15, 2009

  2. Un film profondo e mai pesante, intenso e commovente… Un cast che dà il meglio di sè, una regia da 10 e lode.

    Commento di gianni87 | agosto 15, 2009

  3. Con questo film, che poteva essere tranquillamente candidato all’Oscar, ammetto che il mio odio per il cinema italiano è diminuito.
    Un saluto.

    Commento di agegiofilm | agosto 20, 2009


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