Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Pietà per i giusti”

1951: Detective Story di William Wyler

Nato in Francia ma dall’età di 18 anni trasferito negli USA (chiamato dallo zio, tra i fondatori della Universal), William Wyler è stato sicuramente uno dei più importanti registi di Hollywood, tra i più intelligenti e originali, “dotato di una capacità di introspezione psicologica fuori del comune” (Fernaldo Di Giammatteo).

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A lui si devono opere celebri e celebrate come La calunnia, La voce nella tempesta, Figlia del vento, Piccole volpi, La signora Miniver, I migliori anni della nostra vita, Gli occhi che non sorrisero, L’ereditiera, Vacanze romane, Ore disperate, La legge del Signore, Il grande paese, Quelle due, Ben Hur, Funny girl… Ha diretto le più grandi star: basti pensare a Bette Davis, Humphrey Bogart, Merle Oberon, Laurence Olivier, Greer Garson, Fredic March, Myrna Loy, Olivia de Havilland, Montgpmery Clift, Barbara Stanwyck, Audrey Hepburn, Gregory Peck, Shirley MacLaine, Peter O’Toole, Jean Simmons, Charlton Heston, Barbra Streisand… tutti nomi che da soli fanno la storia del cinema americano.

Wyler, tra l’altro, è famoso per la sua abilità di dare il massimo di significato alla singola immagine, riuscendo a mantenere a fuoco più personaggi e quindi a diminuire l’importanza del montaggio a favore della costruzione interna all’inquadratura (i critici parlano di ‘Cinema democratico’ di contro all’autoritarismo del linguaggio classico dove è il regista a selezionare arbitrariamente ciò che si deve mostrare). Con la sua unità di tempo e di luogo quasi assoluta, Pietà per i giusti ne è un’ottima esemplificazione.

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Su Film.Tv.it è scritto:
Wyler dirige con grande concentrazione spazio-temporale questo adattamento di un testo teatrale, di cui rispetta le tre unità. Sostenuto da brillanti prove degli attori fin nei ruoli più marginali, il film affronta senza reticenze un tema scottante in anni ancora di codice Hays
William Wyler, regista abilissimo e “organizzatore” straordinario, riesce a rilanciare la grandezza del teatro al cinema e a ristabilire col pubblico un contatto più umano e diretto. “Pietà per i giusti” è caratterizzato da una forte impronta realistica attenuata da un’ironia flebile, e descrive (senza nessun sensazionalismo, con un gran rigore essenziale e immagini sapientemente organizzate) esistenze disastrate,confuse, disorientate fisicamente e moralmente.
Eleaonor Parker e Kirk Douglas collaborano con interpretazioni intense e realmente sofferte.

Un film dalla sorprendente modernità per il suo anticonformismo e che al contempo costituisce un formidabile ritratto della società degli anni Cinquanta, un film dal ritmo incalzante che non conosce un attimo di pausa, un film (doppiato benissimo) che ci offre l’opportunità di rivedere sullo schermo –tutti insieme- uno stuolo di celebri caratteristi che hanno reso grande Hollywood.

Un capolavoro assoluto, da studiare nelle Accademie per la tecnica registica e per l’arte interpretativa di tutti.
Afferma giustamente Leslie Halliwell:
Avrebbe potuto essere la negazione del cinema, ma l’abilità professionale con cui viene trattato ne mostra invece l’essenza.

scheda

Note:

– Su IMDb i premi e riconoscimenti al film

– Lee Grant, messa sulla lista nera per le sue idee di sinistra dal maccartismo, vinse a Cannes il premio come migliore attrice.

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agosto 11, 2009 - Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Difficile trovare un regista che possa vantare tante opere indimenticabili…

    Commento di gardenia | agosto 11, 2009

  2. Terribili il maschilismo e la mentalità bigotta degli anni 50. Non è un semplice noir ma una delle migliori opere drammatiche della cinematografia americana.

    Commento di leanoa | agosto 11, 2009

  3. Un noir spietato che non lascia un attimo di tregua e che fa riflettere come il passato non sempre sia migliore del presente. Formidabili tutti gli attori

    Commento di gianni87 | agosto 13, 2009

  4. Rivisto recentemente su Sky, stesso godimento di sempre: un assoluto capolavoro che onora l’arte cinematografica

    Commento di exdubius | febbraio 19, 2012


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