Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

Perché il cinema statunitense vince su quello italiano

cinema5Molti di noi non perdono un’occasione per “piangere” sul cinema italiano (pessima distribuzione, media distratti, pubblico non interessato) e lamentarsi dello strapotere di Hollywood. Leggiamo sull’ultimo Venerdì di Repubblica: “Per i dati del Cinetel, l’Auditel del cinema, nella scorsa stagione non sono calati gli spettatori, ma quelli che hanno scelto titoli nostrani. I più penalizzati sono i film d’autore, ma anche giovanilisti e cinepanettoni non hanno fatto boom”.

Le cifre parlano chiaro: 55,67% la percentuale delle presenze per i film statunitensi nel periodo settembre 2007-giugno 2008 (per i film italiani 33,99%); nel periodo settembre 2008-giugno 2009 le prime sono salite al 63,47%, le seconde sono scese al 24,95%.

Maurizio G. De Bonis afferma: “Il cinema italiano professionale, medio e libero, non esiste più…”. Il grande regista francese di origine armena Robert Guediguian sostiene che il cinema italiano racconta solo “storielle”, non più vicende interessanti, capaci di coinvolgere anche il pubblico straniero.

A mio parere, quello che spesso manca al nostro cinema (e che invece è la forza del miglior cinema americano) è il raccontare delle storie. Abbiamo una serie di sketch triti e ritriti oppure la mostra delle elucubrazioni più o meno intellettualoidi di misconosciuti geni.

Eppure fin dai primi anni del Novecento si pose il problema di come incoraggiare le persone ad entrare nelle sale e tenere gli spettatori inchiodati alle poltrone. Si fece un semplice ragionamento: la passione, l’amore, l’avventura sono gli ingredienti della maggioranza dei libri e delle opere teatrali… perché allora non trasferire questi elementi sul grande schermo? Al buon soggetto (affidato alle mani di esperti sceneggiatori) si aggiungano la presenza di star in grado di affascinare il pubblico, un regista di provata affidabilità, scenografie e ambientazioni che colpiscano… E il gioco è fatto.

Gran parte del cinema italiano, dalla fine degli anni 70, sembra aver gradualmente dimenticato questa grande lezione del cinema americano.

Il nostro cinema ormai da troppo tempo oscilla tra i giocattoloni natalizi (insulsi per lo più, girati svogliatamente e badanti solo a sfruttare la notorietà del comico di turno e che allontanano il pubblico amante del cinema) e i prodotti altamente impegnati (di difficile fruizione e che spesso fanno pentire lo spettatore di aver pagato il biglietto).

Generalmente se vado a vedere un film americano, avrò assistito a uno spettacolo di pregevole confezione e anche se il film non mi piace vedo attori quasi sempre perfetti, una bella fotografia, una ambientazione accurata… tanta tanta professionalità. Se un film italiano non mi piace, probabilmente niente si salva.

Meno volgarità, minor inseguimento del successo televisivo, maggiore professionalità da parte di tutti, maggiore disponibilità a raccontare storie in cui “io” possa riconoscermi senza ricorrere ad astruserie e cervellotici simbolismi: forse, così facendo, le sale dove si proiettano film “nostrani” saranno meno deserte.

p.s.

Illuminanti l’articolo di Igor Principe e l’articolo di Tempi Moderni: il primo è del 2005, il secondo del 2000… ma attualissimi.

Interessante il risultato del sondaggio realizzato dallo Studio Grizzaffi:

Il Cinema italiano è in crisi per:

Mancanza di idee 21.75%

Film poco spettacolari 19.11%

Mancanza di soldi 18.29%

Circuiti di promozione inefficienti 14.17%

Mancanza di registi validi 10.54%

Mancanza di attori validi 1.48%

La lingua poco diffusa 0.49%

Il Cinema italiano non è in crisi 14.17%

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agosto 9, 2009 - Posted by | varia | , , , ,

8 commenti »

  1. Inutile piangersi addosso. Il cinema ha fatto epoca. Ma oggi non è più attuale,dopo la guerra era l’unico divertimento e io ho passato molte ore al cinema.Trascorrevo volentieri i miei pomeriggi al cinema. Ma ora i motivi di divertimento sono tanti e poi
    la mentalità è cambiata.Ogni epoca ha i suoi gusti: all’epoca della antica Roma la gente adorava vedere sbudellarsi nella arena.
    Ma insomma non avete ancora capito che noi ora non andiamo più con la parrucca in testa??????

    Commento di giovanni | agosto 9, 2009

  2. Be’ io questi tanti motivi di divertimento, come dice giovanni, non li vedo. Ma più che divertimento direi di evasione. La TV? comoda e casalinga? Direi di no se non ci si vuole sorbire reality e ripetitivi spettacoli di intrattenimento. Il computer? be’ quello è diventato un elettrodomestico,e poi diverte fino ad un certo punto. Il resto è quello che è sempre stato. Ma il cinema è l’evasione allo stato puro, il regalarsi una storia non tua e viverla, ma con la possibilità di non volerla.
    Cmq io trovo che il cinema italiano stia copiando la televisione, cose veloci, volgarotte,sketches,tette e culi,far ridere… insomma un “pacco” continuo.
    Un saluto

    Commento di marina | agosto 9, 2009

  3. Il cinema… inattuale? Non credo! Credo anzi che “la passione, l’avventura e l’amore” raccontati attraverso il film siano più attuali che mai. Ma c’è troppo di tutto e nel troppo, nella confusione, nel rumore di fondo sempre più assordante che ci circonda emerge solo quanto riesce ad essere più urlato, spesso volgare, e nudo… semplicemente perché infrange una soglia dell’attenzione che teniamo sempre più alta.

    Commento di brad.d.d. | agosto 10, 2009

  4. Penso che Giovanni si sbagli sulla inattualità del cinema: come spiegare altrimenti che la stragrande maggioranza di spettatori sia costituita da giovani e giovanissimi?

    Commento di cinemaleo | agosto 10, 2009

  5. La qualità da sola non basta, ci vuole la promozione. Più di una volta mi è capitato di vedere in televisione film italiani usciti nelle sale un anno prima, film che avrei visto volentieri al cinema ma di cui non sapevo assolutamente nulla.

    Commento di petrella | agosto 12, 2009

  6. La distribuzione, la mancanza di talento sia di attori che registi, la televisione… Questi motivi sono secondari, secondo me. Il problema può essere la qualità che tuttavia non manca (anzi) ai film italiani. Solo che quest’ultimi, cioè i film italiani di livello alto, sono film di nicchia che non molti vedono e che non fruttano denaro. Quindi a questo punto la colpa è da dividere tra i produttori che non puntano sulla qualità perchè schiavi del dio denaro e gli spettatori che troppo spesso ormai ricercano nel Cinema la distensione più che la qualità. E per quest’ultimo motivo ha un’importante colpa lo stato che con la televisione (qui entra in gioco la televisione) abitua il 50% degli spettatori a ricercare altro che la qualità al Cinema, rendendoli dei perfetti consumatori… (Chi ha orecchie per intendere, intenda).
    Tuttavia non dobbiamo credere che gli USA siano , in questo senso, un’ isola unica e felice. Secondo me tutto il Cinema occidentale (tra cui ovviamente spicca Hollywood) sta vivendo il momento precedente ad una forte crisi stilistica e tematica. Non ci sono più idee efficaci. Sono adagiati da troppo tempo sugli allori. La decadenza è scritta. E quello che è avvenuto a noi negli anni ottanta, avverà ed è già in parte avvenuto all’ America. E tutto in favore (mi dispiace essere ripetitivo)di un’altra Cinematogrfia quella orientale e mi riferisco in particolare a quella indiana,iraniana e soprattutto coreana.
    Un saluto a tutti.

    Commento di esulecinefilo | agosto 12, 2009

  7. @ esulecinefilo. Condivido quanto dici sul pubblico che troppo spesso dal cinema vuole solo pura evasione e su Hollywood che tra remake e ripetitivi “giocattoloni” mostra scarsità di idee.

    Commento di cinemaleo | agosto 13, 2009

  8. Concordo con petrella. Recentemente ho visto “Cover boy” e “Tutta colpa di Giuda”, due veri gioiellini che nelle sale hanno fatto una brevissima apparizione (all’estero sono stati invece molto apprezzati): perché non sono stati pubblicizzati a dovere?

    Commento di gianni87 | agosto 19, 2009


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