Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Lontano da lei”

2006: Away from her di Sarah Polley

Ottimi i giudizi della stampa: “…la regista sa mantenere l’equilibrio difficile della dedizione, la forza e delicatezza dei sentimenti” (L’Espresso), “Guardandosi dal mettere sotto sequestro le nostre emozioni, questa dolceamara storia di tramonto ha il coraggio di parlarci di cose come il tempo che passa e le sue ferite, l’amore e la solitudine…” (Repubblica), “Percorso da un dolore sommesso e composto, immerso come per contrasto in una luce accecante che sembra a sua volta sfumare i contorni delle cose, Away From Her lascia segni profondi nel cuore” (Ciak) .

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La canadese Sarah Polley ha meno di trent’anni ma ha già un curriculum di tutto rispetto come attrice, sceneggiatrice, regista, produttrice…
Lontano da lei è l’ultimo lavoro da lei diretto ed ha fondamentalmente il pregio di essere doppiamente coraggioso: nell’essere un film più europeo (bergmaniano quasi) che hollywoodiano, nell’affrontare una tematica (l’Alzheimer) tutt’altro che accattivante (e infatti il botteghino americano non l’ha premiato).
Un’opera asciutta al massimo (i patetismi e i facili sentimentalismi sono rigorosamente evitati) che poco concede allo spettatore. Immediato è il paragone, nell’affrontare un argomento così angoscioso, con La famiglia Savage, anche questa diretto da una donna.
Alla Polley non riesce quello che ottiene la Jenkins: emozionare il pubblico, coinvolgerlo, interessarlo al dramma dei protagonisti. A mio parere Lontano da lei (lodato e apprezzato, come detto, dai maggiori critici) ha due sostanziali difetti: centra la sua attenzione quasi esclusivamente sulla coppia colpita dal dramma (il che genera poco movimento nella storia), ritrae figure in cui è difficile identificarsi. Julie Christie (candidata all’Oscar e premiata con il Golden Globe ) è bravissima ma il suo personaggio è piatto e monocorde: sempre uguale dall’inizio alla fine, mai un dubbio o una perplessità, mai un momento di sconforto o di disperazione…
Leggermente più variegato il personaggio interpretato da Gordon Pinsent ma l’unica figura che sembra  reale, e quindi avvicinabile a noi spettatori, è quella interpretata da Olympia Dukakis: una donna che ha delle certezze, delle debolezze, determinata e indecisa nelle sue scelte contraddittorie, che combatte, che cede … un vero essere umano.
Formalmente il film è perfetto (fotografia, movimento di macchina, inquadrature, taglio di immagini, colonna sonora, ambientazione… tutto è al meglio) ma nel complesso risulta pesante e non facilmente digeribile.

Da vedere comunque, per il difficile argomento che affronta seriamente e per l’ottima prestazione dell’intero cast.

scheda

lontanodalei

agosto 3, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Un film estremamente toccante e pulitamente emozionante. Uno dei migliori della sua annata.

    Commento di alessandra | agosto 3, 2009

  2. Giustamente consigli di vedere il film… ma dal tuo commento traspare che non ti ha entusiasmato. Peccato. L’ho visto due volte e la seconda l’ho apprezzato ancora di più.

    Commento di luca | agosto 3, 2009


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