Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Piccolo Buddha”

1993: Little Buddha di Bernardo Bertolucci

piccolobuddha

Sostanzialmente la critica ha apprezzato il film ma non ha nascosto qualche perplessità: “Avvince il respiro unitario che fonde il gusto meraviglioso dei quadri metastorici con gli inserti inquietanti del nevrotico presente” (Il Corriere della Sera), “…scegliendo la saggezza della via di mezzo Bertolucci non convince del tutto, non riesce a comunicare, quantomeno allo spettatore laico occidentale, il sentimento di “compassione” su cui si basa il messaggio buddhista” (La Repubblica), “Bertolucci è un vero maestro della regia, capace di affrescare grandi scene e grandi emozioni ma a volte il ritmo è un po’ lento, le pause troppo prolungate, l’intento filosofico un po’ troppo evidente” (Hyperreview.com).

Glitter Photos

Non tutto è plausibile in questo interessante lavoro che costituisce l’ultima realizzazione ’internazionale’ di Bernardo Bertolucci e che (dopo L’ultimo imperatore e Il tè nel deserto) conclude il suo trittico dedicato all’Oriente, ma il risultato finale è talmente affascinante che la cosa rimane poco importante ed essenziale.

Oscillando tra descrizione reale e atmosfera magica, tra contemporaneità e leggenda, tra presente e passato, il film integra mirabilmente due storie fondendole in un unico ammaliante spettacolo: la ricerca della reincarnazione di un maestro Lama da una parte, la vita di Siddharta e il suo diventare Buddha dall‘altra.

Un film semplice e complesso al contempo (“…se si vogliono trovare reminiscenze e citazioni si possono fare i nomi di Fellini, Pasolini e… De Mille” scrive Il Farinotti), un grande spettacolo visivamente splendido (per la perfetta ricostruzione ambientale, per gli splendidi costumi, per i coreografici movimenti di massa, per la fotografia dalla doppia valenza con la sua fredda grigia monocramia nelle scene americane e la ricca esotica policramia in quelle asiatiche, per i magici effetti speciali mai fini a se stessi…).
Un trionfo della spiritualità laica, una riflessione sulla precarietà della vita (il mandala che viene pazientemente costruito per poi venir spazzato via…), una poetica fiaba che interpreta la realtà e le dà un significato profondamente religioso (“una religiosità senza Dio”, nota Lietta Tornabuoni su La Stampa, “una religiosità liberatrice” scrisse Enzo Siciliano su L’Espresso) ): un invito alla mitezza alla tolleranza all’amore per il prossimo, oggi più che attuale e necessario in un mondo che necessita come non mai di apertura mentale e di comprensione per ‘il diverso’.

Un film anomalo nella produzione del grande regista, senza le tensioni, i drammi, i conflitti, le analisi polemiche sulla società, i tormentati psicoanalitici scavi psicologici… che solitamente ritroviamo nella maggioranza dei suoi lavori. Un’opera questa, calma e distesa e che (pur essendo una gioia per gli occhi) ha l’indubbio merito di non sbattere in faccia il grande budget a sua disposizione.

 

Reeves_Piccolobuddha

Regia: Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura: Mark Peploe, Rudolph Wurlitzer
Cast: Jo Champa, Bridget Fonda, Tsultim Gyeles Geshe, Chris Isaak, Jigme Kunsang, T.K. Lama, Mantu Lal, Raju Lal, Greishma Makar Singh, Kanika Panday, Rudraprasad, Keanu Reeves, Khyongla Rato Rinpoche, Sofyal Rinpoche, Santosh Bangera, Bhisham Sahni, Ying Roucheng, Raj Kaur Sachdev, Anupam Shayam, Domo Tshomo
Fotografia: Vittorio Storaro
Montaggio: Pietro Scalia
Musiche: Ryuichi Sakamoto
Produzione: Jeremy Thomas
Distribuzione: Penta Film
Paese: Gran Bretagna 1993
Genere: Allegorico, Drammatico
Durata: 139 Min
Uscita Italia: 1 Dicembre 1993
Uscita USA: 25 Maggio 1994

Trama:
Una delegazione di monaci buddisti ritiene Jessie, figlio di un ingegnere e di un’insegnante, la reincarnazione di un grande Lama e chiedono ai genitori di poterlo condurre nel Tibet. Dopo pareri contrastanti con la moglie e in preda ad una crisi esistenziale, Dean, decide di accompagnare il figlio nel regno di Bhutan in Tibet.

Note:
Il Lama Norbu, che parte da un monastero bhutanese alla volta di Seattle, è interpretato da Ying Ruocheng, viceministro della cultura cinese tra 1986 e 1990.
Su IMDb premi e riconoscimenti.

luglio 26, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. secondo me è il film migliore di bertolucci, molto meglio del lungo e pomposo ultimo imperatore

    Commento di MonsierVerdoux | luglio 26, 2009

  2. Il Lama Dorje si è incarnato in tre diversi bambini di estrazione diversa: bellissimo messaggio di universalità

    Commento di carlo | luglio 27, 2009

  3. Un kolossal, una fiaba, un film intimista: raramente questi aspetti sono stati armonizzati così mirabilmente.

    Commento di laura | luglio 27, 2009

  4. Un film stupendo, forse non all’altezza di suoi altri lavori, ma comunque sempre un film che libera il proprio io interiore. Assolutamente da vedere.

    Commento di cinemasema | luglio 28, 2009


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