Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il Falsario”

2007: Die Fälscher di Stefan Ruzowitzky

ilfalsario

“E’ uno dei lavori più vitali e spiazzanti che il cinema abbia dedicato alla Shoah” (Il Messaggero, 25 Gennaio 2008),  “…un noir storico lineare ma appassionante” (Rolling Stone, Novembre 2007), “Poco noto, l’episodio reale cui si rifà è di per sé appassionante; il bel cast, la sceneggiatura senza vuoti e l’efficace regia contribuiscono a sottolinearlo” (Repubblica, 25 Gennaio 2008)… Numerosi i giudizi positivi… con cui non mi trovo d’accordo.

si può vedere

Premiato con l’Oscar, presentato con successo (e con polemiche) al Festival di Berlino un paio d’anni fa, osannato dalla critica, Il Falsario ha il merito di raccontare una storia (vera) poco nota e certamente interessante (un gruppo di ebrei viene internato nel lager di Sachsenhausen con il compito di falsificare valuta inglese e americana).

Sarà che film su nazisti e campi di concentramento ne abbiamo visti tanti (“Ogni anno la Berlinale offre film di produzione germanica che tornano ad affrontare il nodo del nazismo. Non è forse ora che il cinema tedesco e quello austriaco tornino a guardare avanti liberandosi di quello che sta ormai diventando un senso di colpa che le nuove generazioni non possono addossarsi per l’eternità…”, Giancarlo Zappoli), ma ci sembra che questo non aggiunga nulla di nuovo (ricorrendo al solito cliché “tutti i buoni da una parte tutti i cattivi dall’altra”). Un lavoro in cui regia sceneggiatura attori non riescono, a mio parere, ad emozionare e coinvolgere.

Il tema centrale dovrebbe essere le contraddizioni le paure i conflitti… di chi si mette al servizio del nemico per aver salva la vita, i sensi di colpa nei riguardi di chi non gode gli stessi privilegi e dei compagni che non si riesce a proteggere. Ma tutto questo non traspare nel film.
Ogni singolo personaggio è monolitico, senza sfaccettature… il che lo rende poco credibile: un emblema, un simbolo ma non un essere umano in cui ci si possa identificare. Si stenta ad appassionarsi alla vicenda narrata, si scivola a volte nella noia.

Da lodare tecnicamente (buoni le riprese con macchina a spalla, l’utilizzo del teleobiettivo, la fotografia livida, la forte accentuazione del chiaroscuro nelle immagini) il film (a cui è da rimproverare un eccesso di musiche non sempre usate a proposito) è diretto da Stefan Ruzowitzky, regista viennese piuttosto eclettico (al suo attivo documentari, video musicali, melodrammi, horror…).

tuttelerecensioni

Regia: Stefan Ruzowitzky
Sceneggiatura: Stefan Ruzowitzky
Cast: Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, Martin Brambach, August Zirner, Marie Bäumer, Veit Stübner, Sebastian Urzendowsky, Andreas Schmidt, Tilo Prückner, Lenn Kudrjawizki, Arndt Schwering-Sohnrey, Werner Daehn, Dolores Chaplin
Fotografia: Benedict Neuenfels
Montaggio: Britta Nahler
Musiche: Marius Ruhland
Produzione: Aichholzer Filmproduktion, Magnolia Filmproduktion
Distribuzione: Lady Film
Paese: Austria, Germania 2007
Genere: Drammatico, Storico
Durata: 98 Min
Uscita Italia: 1 Febbraio 2008
Uscita Germania: 22 Marzo 2007

Sito Ufficiale

Trama:
Berlino, 1936. Sorowitsch è un abile falsario, gigolò e giocatore d’azzardo di successo. Un giorno però la sua fortuna viene meno, viene arrestato e portato nel campo di concentramento di Mauthausen. Otto anni dopo, Sorowitsch viene trasferito nel campo di Sachsenhausen e qui ritrova il sovrintendente Herzog, responsabile del suo arresto, che lo ha scelto appositamente insieme ad un gruppo di abili truffatori e falsari per stampare un’elevatissima somma di denaro falso, così da rimpinguare le casse dello stato ed avere i fondi necessari a portare avanti il conflitto bellico…

Note:
Su IMDb riconoscimenti e premi

luglio 23, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , ,

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