Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

Estate libri cinema (prima parte)

Si sa, d’Estate si è (o si dovrebbe essere…) più rilassati, il tempo libero aumenta, si è più disposti a qualche buona lettura.
Girovagando tra bancarelle e librerie, un appassionato di cinema può trovare tante “chicche” atte a soddisfare curiosità e ad aumentare conoscenze.
Segnalo quattro libri “scoperti” e letti recentemente…

estatelibricinema1

Del primo ne ho già parlato: Non sono che un critico di Morando Morandini, un libro, è scritto nella presentazione, educato, che insegna a imparare a leggere, con leggerezza, non solo il cinema, ma la vita. Del resto il cinema non è una forma di vita?
Vorrei qui sottolineare quanto Morandini afferma sul “messaggio” e sulla “morale”.
Giustamente sostiene che un film ha sempre una ideologia più o meno mascherata ma occorre tener presente che è anzitutto e soprattutto cinema, ossia una storia raccontata in un certo modo. Può contenere idee, proposte, punti di vista, giudizi, ma prima di tutto è cinema. Nessuna ossessione di “messaggio” quindi, questo vi sarà ma non autonomamente, al di fuori del testo.

Collegabile a questa considerazione è il discorso sull’atteggiamento del pubblico, sul criterio che questi dovrebbe seguire nel giudicare il “messaggio dell’opera”: nemmeno lo spettatore più colto e raffinato, riesce ad avere una reazione puramente ed esclusivamente estetica di fronte a un film come di fronte a qualsiasi altro prodotto artistico. Senza che ne siamo consapevoli, spesso di fronte allo schermo ci comportiamo come bambini ingenui: il film descrive atti immorali? E’ un film immorale. C’è un legale disonesto? L’Ordine degli Avvocati insorge. Un Ebreo è presentato in modo negativo? Scatta immediatamente l’accusa di antisemitismo…
Il Morandini analizza profondamente questa reazione di molti di noi e vale veramente la pena di leggere attentamente quanto scrive, per concludere che il giudizio morale non può essere separato da quello estetico. Il contenuto, o tema, di un film non è il suo soggetto (storia, intreccio), ma il soggetto più l’atteggiamento del regista verso di esso…

L’occhio di vetro è una raccolta di critiche cinematografiche scritte da Pietro Bianchi tra il 1945 e il 1950, in un periodo cioè che vedeva il cinema avere un’importanza ben diversa da oggi.

Il libro (impreziosito da una bellissima introduzione di Oreste Del Buono) è una miniera di perle interessantissime e ci mette a conoscenza di molte cose dimenticate o ignorate o sbalorditive. Ad esempio…

Scrive Bianchi in un articolo del 19-1-1946: Ora la guerra è finita, la libertà è giunta, inglesi americani e russi han vinto; ma il nostro amico non è riuscito, non diciamo a vedere “Scarface”, che forse sarà andato al macero anche in America; non solo non ha visto né “La grande illusione” né “Ninotchka”. Ma neppure ha visto i più famosi dei film americani prodotti durante la guerra, e si vede gabellar come nuovi dai direttori dei cinematografi vecchi polpettoni come “L’incendio di Chicago”, o vecchi bei film come “I lancieri del Bengala”, che egli conosce ormai scena per scena.

Articolo del 26-1-1946: Un amico gli chiede “come va questa faccenda? …me ne vado al cinema e dopo un po’ mi accorgo che si tratta di un vecchio film americano, visto quattro o cinque anni prima”. La risposta è che gli americani ritengono il cinema non un’arte, come crediamo noialtri critici, ma un’industria… Si vede che come gli americani rivendono a noi italiani il materiale usato che non gli serve più, così ci rinvogano film vecchi che loro non osano proiettare neppure nell’ultimo paese del Minnesota o del Tennessee…

Articolo del 7-8-1949: “Citizen Kane” fece parlare mezza America nel 1940: nove anni dopo, col titolo “Quarto potere”, è stato presentato a Milano per soli tre giorni, in piena canicola. Eppure si tratta di una pellicola geniale…

Perché non si ama il vero cinema, in Italia? Forse è per colpa dei distributori che darebbero via l’anima per avere sul mercato non una ma cento Rita Hayworth, non uno ma cento Robert Taylor?

—————–

Morando Morandini, Non sono che un critico, NPE, Parma 1995
Pietro Bianchi, L’occhio di vetro, Edizioni Il Formichiere, Milano 1979
Mauro Moggi, I Cult Movie, Xenia Edizioni, Milano 2001
Rhiannon Guy, Portala al cinema, Einaudi, Torino 2006

continua…

tutteleproblematiche

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luglio 17, 2009 - Posted by | varia | , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. Il libro di Morandini è fondamentale per chi vuole masticare un po’ di cinema. L’abbiamo molto usato al corso di cinematografia che feci lo scorso anno.
    p.s.
    bentornato!

    Commento di brad | luglio 18, 2009


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