Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

Karl Malden: la scomparsa di un grande

Si sa, una delle componenti che spiegano la forza del cinema hollywoodiano è la grandissima bravura e la potente personalità dei suoi caratteristici, volti indelebili impressi nella memoria di ogni vero appassionato di cinema. Ieri è morto uno dei suoi migliori rappresentanti, ma definire Malden “caratterista”  è probabilmente fargli torto.

malden

Una carriera lunghissima. Noto ai più giovani per la serie televisiva “Le Strade di San Francisco”, interpretò numerosissimi celeberrimi film: “Fronte del porto” (1954), “Baby Doll” (1956), entrambi di Kazan; “Io confesso” (1953) di Alfred Hitchcock, “Prigioniero della paura” (1957) di Robert Mulligan, “I due volti della vendetta” (1961) di Marlon Brando, “Il grande sentiero” (1964) di John Ford, “Uomini selvaggi” (1971) di “Blake Edwards” e “Pazza” (1987) di Martin Ritt. Premiato con l’Oscar per “Un tram che si chiama desiderio” di Elia Kazan, si distinse anche nella regia con un’opera contro il maccartismo, “Il fronte del silenzio”, e fu insegnante di Marlon Brando all‘Actor‘s Studio.
Di origine serba, si distinse giovanissimo a Broadway (dove affrontò celebri drammi di Arthur Miller, Clifford Odets, Tennessee Williams) prima di affrontare il grande schermo dove si affermerà fin dagli anni Cinquanta. Dal 1988 al 1992 fu direttore della Academy (Academy of Motion Pictures Arts and Sciences).

Di lui, “attore di grande grazia ed eleganza” (parole di Dario Argento che nel 1971 lo diresse ne “Il gatto a nove code”) così scrive MyMovies:
“Con Karl Malden davvero finisce un’epoca, precisa, storicizzata, quella dell’Actor’s Studio. L’attore faceva parte proprio del primo gruppo, quello dei Clift, Brando, Newman, Dean, Steiger, Franciosa. Furono quello che cambiarono il cinema. Non più happy end istituzionale, a volte innaturale, ma temi reali drammatici e dolorosi, insomma non più il sogno ma la vita. E c’è un paradosso singolare: era il più anziano di tutti, di una decina di anni e più. James Dean, il più piccolo aveva 19 anni di meno, sì, avrebbe potuto essere suo figlio. I coetanei di Malden si chiamavano Power, Taylor, Lancaster, Ladd, Kelly. Gente della generazione precedente, che non c’è più da tanto tempo. Davvero un cinema e un mondo lontano.
Malden è stato un attore “totale”, significa buono per tutti i ruoli, semplicemente perchè non era un divo, non ne aveva il corpo e il volto, non ne aveva l’appeal. Era soltanto bravo”.

ps
Su IMDb i  tantissimi riconoscimenti a Karl Malden

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luglio 2, 2009 - Posted by | eventi, omaggi | , , , , ,

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