Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Ray”

2004: Ray di Taylor Hackford

Il film ha entusiasmato gli Americani (e non solo) e ha fatto il pieno di premi: nei cinema ha avuto un grande successo (a mio parere non del tutto meritato).

ray si può vedere

I critici italiani si sono nettamente divisi: chi ne canta le lodi, chi lo demolisce. Il mio consenso va a Lietta Tornabuoni che, su ‘L’Espresso’ scrive “Ray è (…) una biografia popolare ovvia, piatta, antiquata, piena di banalità e di espedienti narrativi all’americana (…). Tediosa e scrupolosa”.

L’inizio è folgorante: le mani volano sulla tastiera, bianco nero nero bianco… Ma dopo pochi minuti la delusione avanza e un senso di falso, di costruito, di retorico permea il tutto che vuole rappresentarci l’ennesima realizzazione di un American Dream.

La partenza è un’infanzia terribile e traumatica, l’arrivo è il trionfo di un genio (poco riconoscente, egoista, incurante dei sentimenti delle donne e degli amici che abbandona man mano). Il percorso è illustrato dettagliatamente (troppo) con scene ripetute e gratuite che continuamente confermano quanto detto poco prima destando nello spettatore poca aspettativa e un po’ di noia.

jamie-foxx-oscarJamie Foxx è il punto di forza del film e la sua straordinaria prestazione è fuori discussione, ma a me, personalmente, non ha trasmesso niente: ho visto la copia esatta delle immagini che la memoria conserva del vero Ray e la cosa mi ha dato fastidio (mi sarebbe piaciuto un attore che interpretasse il personaggio e non lo riproducesse fedelmente).

Un film che stenta a coinvolgere pur avendo dei lati positivi (l’inserimento delle riprese originali delle città degli anni 50/60, la ambientazione impeccabile, la fotografia…).

La decisione di inserire le incisioni originali delle musiche è ottima ma non c’è una canzone che si senta per intero o su cui non vi parlino sopra (perfino con “Georgia on my mind” e che dovrebbe poi costituire una delle scene madri!). L’unica vera emozione si ha nella sequenza in cui Ray, da bambino, comincia ad imparare i suoni: dieci minuti di altissimo livello (ma un po’ pochino per uno spettacolo di quasi tre ore).

p.s. il doppiaggio, banale e tutto sopra le righe, non aiuta.

il riformista recensione pubblicata il 31 gennaio 2005

Regia: Taylor Hackford
Sceneggiatura: James L. White
Cast: Jamie Foxx, Kerry Washington, Regina King, Clifton Powell, Harry J. Lennix, Bokeem Woodbine, Aunjanue Ellis, Sharon Warren, C.J. Sanders, Curtis Armstrong, Richard Schiff, Larenz Tate, Terrence Howard, David Krumholtz, Wendell Pierce, Chris Thomas King, Thomas Jefferson Byrd, Rick Gomez, Denise Dowse, Warwick Davis
Fotografia: Pawel Edelman
Montaggio: Paul Hirsch
Musiche: Craig Armstrong, Ray Charles
Produzione: Taylor Hackford, Stuart Benjamin, Howard Baldwin, Karen Baldwin
Distribuzione: UIP
Paese: USA (2004)
Genere: Drammatico, Musical
Durata: 152’ circa
Uscita Italia: 25 Gennaio 2005
Uscita USA: 29 Ottobre 2004

Trama:
Ray Charles Robinson si innamorò della musica da piccolissimo. A cinque anni suonava già il pianoforte. Poi, una serie di avvenimenti tragici cambiò per sempre il corso della sua vita…

Note:
Premi e riconoscimenti su IMDb

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giugno 28, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Jamie Foxx è di una bravura impressionante e si può dire che regga l’intero film sulle sue spalle, film tecnicamente perfetto (fotografia da 10 e lode) ma lento e poco avvincente nel suo complesso.

    Commento di dubius | giugno 28, 2009

  2. Stupefacente il mimetismo del protagonista… ma il film è superficiale e a tratti noioso. Mi ha molto deluso.

    Commento di leanoa | giugno 28, 2009


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