Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Betty Love”

2000: Nurse Betty di Neil LaBute

Un’opera distribuita in Italia con notevole ritardo.
Un’opera difficilmente catalogabile: oscilla tra la fiaba e il thriller, la commedia e il noir, il melodramma e il film denuncia, l‘umorismo e l‘impegno.

Premiato al Noir Festival di Courmayer, vincitore a Cannes per la migliore sceneggiatura, il film ha avuto ottime recensioni negli USA e in Europa: gli aggettivi elogiativi si sono sprecati (brillante crudele sorridente irresistibile divertente graffiante commovente intrigante ironico…).

Eppure si ha l’impressione di un tentativo malriuscito di imitare l’umorismo surreale e metaforico di Fargo, con l’aggravante di essere anche molto lento, senza ritmo, con situazione incongrue e altamente improbabili. Una black comedy complessivamente noiosa e a volte irritante (la cosa migliore risulta alla fine… la locandina).

Oscillante tra la commedia sorridente e “la denuncia dei rapporti umani basati sulla prevaricazione e la crudeltà” (‘Repubblica’, 25 Novembre 2001), tra il ritratto di un personaggio molto simile alla Dorothy del Mago di Oz e l’analisi del potere falsamente consolatorio della televisione, non ché “metafora di ogni dipendenza e di ogni fuga dalla realtà” (‘Il Messaggero’, 26 Novembre 2001), Betty Love è diretto da Neil LaBute,  per la prima volta alla regia di un’opera non tratta da un suo soggetto e da una sua sceneggiatura).
Molti i riferimenti culturali (Fellini, Coen, Tarantino…) ma non bastano per rendere un lavoro coinvolgente ed interessante.

Dopo Bridget Jones, abbiamo la conferma che Renée Zellweger possiede un grande talento drammatico ma non comico:  esagera puntando tutto su smorfie e mossettine, ripetitive e fastidiose (e qui non è aiutata da un pessimo doppiaggio): la Zellweger, in una pallida imitazione di Doris Day, ha conquistato con questo film il Golden Globe, preferita –inspiegabilmente– alla Juliette Binoche di Chocolat e alla Brenda Blethyn de L’Erba di Grace… Misteri delle giurie…).
Bravo, come sempre, Morgan Freeman ma i suoi duetti col “figlio” (Chris Rock) sono insopportabili. Perfetto nel suo ruolo di “uomo dei sogni” Greg Kinnear.

Pubblicato su Cineocchio
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Regia: Neil LaBute
Sceneggiatura: John C. Richards, James Flamberg
Cast: Renée Zellweger, Morgan Freeman, Chris Rock, Greg Kinnear, Aaron Eckhart, Tia Texada, Crispin Glover, Pruitt Taylor Vince, Allison Janney, Kathleen Wilhoite, Elizabeth Mitchell, Deborah May, Dona Hardy, Mike Kennedy, Steve Franken, Steven Gilborn, Susan Barnes, Steven Culp, Matthew Cowles, George D. Wallace
Fotografia: Jean-Yves Escoffier
Montaggio: Steven Weisberg, Joel Plotch
Musiche: Rolfe Kent
Produzione: Abstrakt Film, Propaganda Films
Distribuzione: UIP
Paese: Germania, USA (2000)
Genere: Commedia, Thriller
Durata: 112’ circa
Uscita Italia: 30 Novembre 2001
Uscita USA: 8 Settembre 2000

Trama:
La popolare soap “A Reason to Love” trova in Betty , giovane donna mal maritata e di buon cuore, una delle spettatrici più devote. Il marito, inetto venditore di automobili, la tratta come una schiava e dimentica persino il suo compleanno. Una notte, mentre sta guardando la registrazione della puntata del giorno di “A Reason to Love”, Betty osserva estasiata il suo personaggio preferito, il dottor David Ravell, mentre guardando la luna afferma di sapere che “lì fuori” c’è una persona speciale, che lo aspetta. La donna ha la netta sensazione che queste parole siano rivolte direttamente a lei…

Note:
Su IMDb i numerosi riconoscimenti al film.

giugno 21, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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