Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il Cavaliere della valle solitaria”

1953: Shane di George Stevens

“The greatest story of the West ever filmed” (Imdb). Un film mito che è nel cuore di tutti i cinefili, uno dei più grandi successi del cinema americano, esaltato (giustamente) dalla critica del tempo e che sbancò i botteghini di tutto il mondo.

ilcavalieredellavallesolitaria

Sceneggiato da A.B. Guthrie Jr., tratto da un romanzo di Jack Schaefer, Il Cavaliere della valle solitaria è il primo e unico western di George Stevens (premiato per questo lavoro come miglior regista dal National Board of Review Awards), uno dei più grandi direttori hollywoodiani (a lui si devono lavori indimenticabili come Follie d‘inverno del 1936, La Donna del giorno del 1942, Un Posto al sole del 1951, Il Gigante del 1956).

Un lavoro imitatissimo, citato come pochi, continua fonte d’ispirazione (nel 1985 Clint Eastwood si è basato su di lui per realizzare Il Cavaliere pallido; Lance Holl nel 1987 rifece il film ambientandolo nel futuro col titolo Alba d’acciaio; Sergio Leone con Per un pugno di dollari e Akira Kurosawa con La Sfida del samurai vi si ispirarono direttamente), e ancora oggi esaltato dalla critica (“Un lavoro eccelso, con inquadrature e composizioni grandiose, in grado di dare al film la forza e il respiro che gli permettono di essere il monumento a un certo tipo di western”, Federico Passi. “Considerato, a ragione, uno dei capolavori non solo del genere western, ma di tutta la storia del cinema in generale”, Spaziofilm.it. “Bellissimo western, tra i migliori di sempre per la perfetta fusione tra avventura e romanticismo”, Il Giornale, 5 Giugno 2003).

Paragonato dai critici francesi ai cavalieri medievali che cercavano il Sacro Graal (una interessante analisi della figura del cavaliere è fatta da Renato Bordone), il protagonista è il simbolo dell’eroe purissimo che difende gli oppressi senza nulla chiedere. E ciò che rende il film notevole e modernissimo è che, nonostante tutto, è assolutamente spoglio di retorica (pur risultando massimamente avvincente e spettacolare).
Uno dei primi western a puntare soprattutto sulla psicologia dei personaggi (non per niente è il film preferito da Woody Allen), colpisce la nostra attenzione non tanto per il susseguirsi degli avvenimenti, quanto per lo splendido paesaggio ritratto con un inedito velo di malinconia (la fotografia vinse l‘Oscar), per l’insolito verismo con cui viene descritta la vita dei contadini, per l’interessante quadro di un momento importante della storia americana (il contrasto tra allevatori e agricoltori), per il ritratto (veritiero e poetico al contempo) di un eroe misterioso (dolce e paziente ma anche –alla bisogna– violento e giustiziere), un personaggio “divenuto il massimo “identificatore” delle giovani generazioni di allora, e massimo eroe del West e probabilmente di tutto il cinema” (MyMovies) -(1)-.

Impreziosito dalla famosa e indimenticabile colonna sonora di Victor Young, Il Cavaliere della valle solitaria (secondo ‘il Farinotti’ “la più alta espressione di tutto il cinema”) si avvale della presenza di un ottimo cast. Oltre a Jack Palance (in una delle sue prime affermazioni), a Ben Johnson (uno dei migliori caratteristi americani), alla rivelazione Brandon De Wilde, al sempre ottimo Van Heflin, a una perfetta Jean Arthur (l’attrice preferita di Frank Capra per tutti gli anni Trenta), abbiamo uno dei più celebri divi hollywoodiani: Alan Ladd, campione d’incassi per tutti gli anni Quaranta, qui offre forse la sua migliore interpretazione, performance straordinaria che lo ha collocato tra i vertici dei miti di ogni tempo.

p.s.
Giustamente tutti i critici hanno sottolineato la bravura e la sensibilità nel delineare la storia d’amore tra i due protagonisti: appena accennata, fatta solo di sguardi e di gesti… La si intuisce più che vederla: una vera e propria lezione di regia e sceneggiatura.

Regia: George Stevens
Sceneggiatura: A.B. Guthrie Jr., Jack Sher
Cast: Alan Ladd, Jean Arthur, Van Heflin, Brandon De Wilde, Jack Palance, Ben Johnson, Edgar Buchanan, Emile Meyer, Elisha Cook Jr., Douglas Spencer, John Dierkes, Ellen Corby, Paul McVey, Edith Evanson, Leonard Strong
Fotografia: Loyal Griggs
Montaggio: Tom McAdoo, William Hornbeck
Musiche: Victor Young
Produzione: George Stevens e Ivan Moffet per Paramount Pictures
Distribuzione: Paramount
Paese: USA (1953)
Genere: Western
Durata: 116’ circa
Uscita Italia: 24 Settembre 1953
Uscita USA: 23 Aprile 1953

Trama:
Johnny Starret, che coltiva un appezzamento di terreno in una vallata solitaria, è esposto ai soprusi di un certo Ryker: vantando ipotetici diritti, costui
vorrebbe impadronirsi di tutta la valle, cacciandone gli altri coloni. Un giorno capita alla fattoria di Starret un cavaliere sconosciuto…

Note:
“Shane. Shane. Come back!”: frase scelta da 1500 addetti ai lavori dell’American Film Institute come la numero 47 tra le 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film di produzione USA.
Nel 1993 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Ultima apparizione di Jean Arthur, in seguito attiva solo in teatro.
-(1)- Nel delineare una piccola storia del genere “western”, a proposito di questo film avevo scritto: forse per la prima volta “la frontiera è vista con sguardo critico più che mitico e si inizia ad affrontare il tema della ragione dei più deboli”.

giugno 10, 2009 - Posted by | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

11 commenti »

  1. Un film che trasuda fascino in ogni suo componente. Uno struggente stupendo motivo sonoro accompagna uno dei migliori classici che hanno reso famosa Hollywood, generatrice di miti immortali… e questo capolavoro ne è una esemplificazione magnifica

    Commento di gianna | giugno 11, 2009

  2. Pochi film come questo si presentano come campioni di ideali facilmente condivisibili (la terra, la solidarietà, la pace, la giustizia…), ideali spesso protagonisti nei film americani e che qui sono più accattivanti del solito perché, come giustamente sottolinei, non cè traccia di retorica. Bello… e magnifico Alan Ladd.

    Commento di streep | giugno 11, 2009

  3. Un film dalla grande emotività, sorprendentemente moderno. Sceneggiatura “insolitamente” intelligente per un western, ma questo è un semplice western?

    Commento di movie | giugno 11, 2009

  4. Shane che si allontana verso l’orizzonte sul suo cavallo è meritoriamente una delle scene più famose dell’intera storia del cinema

    Commento di dubius | giugno 13, 2009

  5. Un capolavoro che non ci si stanca mai di vedere, a distanza di tempo non ha perso un briciolo della sua bellezza sia per forma che per contenuto. La difesa dei valori tradizionali e immutabili su cui è impossibile non concordare arricchiscono questo gioiello, ma da apprezzare sono soprattutto le sue qualità squisitamente cinematografiche

    Commento di livani | giugno 13, 2009

  6. Un film dal significato morale eccellente interpretato da tanti volti che sono imperituri nella memoria di ogni vero amante del cinema.

    Commento di annafiore | giugno 14, 2009

  7. Tante le situazioni, tanti i risvolti della storia suggeriti solo da uno sguardo: tutti gli aspiranti registi dovrebbero imparare a memoria questo film immortale!

    Commento di myra | giugno 16, 2009

  8. Musica estremamente evocativa, bellissima. Film da vedere e rivedere

    Commento di bellarmino | giugno 11, 2011

  9. sono d’accordo con te…bellissimo film che non può mancare nella videoteca di un vero cinefilo….e da far vedere ai propri ragazzi.

    Commento di pensieriprofondi | aprile 2, 2012

  10. Quanti ricordi, ero poco più di un bambino quando l’ho visto la prima volta…

    Commento di primularossa | febbraio 14, 2013

  11. Questo film è memorabile per essere sapientemente calibrato e piano di calore umano. Non un semplice western: tra i migliori film drammatici…

    Commento di antoniogarg | marzo 4, 2013


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