Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno”

2001: Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno di Laura Betti

Scrive Roberto Nepoti (‘Repubblica’, 8 Ottobre 2001) : “…c’è molta lucidità, la lucidità di un profeta che ci annunciò con largo anticipo, e con l’acre consapevolezza di non poterlo evitare, quel che stava per capitarci: la trasformazione antropologica del cittadino in consumatore, l’omologazione culturale, la produzione e l’acquisto di beni superflui, lo sviluppo senza il progresso”.

laragionediunsogno-locandina Glitter Photos

Una vera e propria dichiarazione d’amore da parte di Laura Betti: e le dichiarazioni d’amore non si discutono (“…un documento bello e straziante” ‘Corriere della Sera’, 1 Settembre 2001).

“Nel Fondo Pier Paolo Pasolini di cui è presidente, Laura Betti ha trovato una quantità impressionante di materiale, filmati, video, lettere, carte, e ha faticato ad eliminare cose ancora magiche e sorprendenti, che però avrebbero reso il film lungo un centinaio di ore” (Natalia Aspesi, ‘Repubblica’, 20 Agosto 2001). Immagini già viste, altre inedite per uno struggente omaggio a una delle personalità più stimolanti del Novecento italiano e che è doveroso vedere, anche se si esce dalla visione con tanta amarezza in bocca.

pasoliniDue cose però lasciano perplessi.
Non c’è nel film un qualcosa che unifichi il tutto, che faccia da filo conduttore, che dia un senso all’operazione (oltre l’omaggio). La scelta di una fotografia volutamente sporca, sgranata antica: si è forse voluto dire che l’epoca di Pasolini è ormai un altro mondo, un’epoca lontana mille miglia?

«Ho fatto un film sognando le parole di Pier Paolo immerse in tutto ciò che da tempo non lo riguarda, come un’enfatica, mondana e stridente democrazia, una falsa capacità di capire una non troppo furtiva apologia della bassa cultura… bassa, strisciante, penetrante e capace di una potente e vorace assimilazione.
Ho fatto un film comunque certa della sua ineffabile e straordinaria ironia nello scuotersi di dosso la polvere di tanto beato e approvato orrore ma anche dal suo immenso amore per le vittime che sanno di poesia. Un buon odore…
Ho fatto un film – non so ancora come sia accaduto – di certo perché volevo vedere dove lui è veramente. Infatti si tratta di un film, appunto, ma ancor più di un delirio sano…»
(Laura Betti).

tuttelerecensioni

Regia: Laura Betti
Sceneggiatura: Laura Betti
Cast : Francesca Archibugi, Bernardo Bertolucci, Mimmo Calopresti, Sergio Citti, Franco Citti, Mario Cipriani, Pappi Corsicato, Ninetto Davoli, Mario Martone, Enzo Siciliano, Paolo Volponi, Andrea De Sica, Sergio Citti
Fotografia: Fabio Cianchetti
Musiche: Bruno Moretti
Montaggio
: Roberto Missiroli
Produzione: Palomar, Strream, Mc4, Arte
Distribuzione: Mikado Film
Paese: Italia, Francia (2001)
Genere: Documentario
Durata: 90’ circa
Uscita Italia: 5 Ottobre 2001

Trama:
Laura Betti, una delle amiche più intime del regista, delinea un percorso della memoria tra interviste, sequenze di film e testimonianze di chi lo ha conosciuto, accostando altresì le parole di Pasolini e la sua immagine ai temi più intricati e irrisolti della nostra società.

Note:
Presentato fuori concorso nell’agosto 2001 al Festival di Venezia.
Il lavoro è stato molto apprezzato dalla critica:
“Film di montaggio molto ben fatto, pudico, toccante, evoca insieme con Pasolini un clima culturale e una società letteraria belli e spariti, che forse non torneranno mai. La scelta di immagini e citazioni è originale, affettuosa” (Lietta Tornabuoni, ‘La Stampa’, 5 ottobre 2001).
“Il film resta un grido di dolore, la testimonianza, per chi l’avesse scordato, del valore profetico di Pasolini. E quelle immagini finali di immigrati, neri, barboni, illustrano bene ciò che in un verso augurale definì l’incendio di una nuova preistoria” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 5 ottobre 2001).
“Montando interviste e brani di film, delegando al grande amico di PPP e grande poeta e scrittore Paolo Volponi il racconto del PPP più privato e più intimo, scegliendo e organizzando o, talora, disorganizzando i suoi materiali, la Betti va con mano sicura al dunque, all’essenziale, senza requisitoria, perché immagini e parole dicono da sé” (Goffredo Fofi, ‘Film Tv’, 14 ottobre 2001).

Annunci

giugno 8, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: