Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Viaggio a Kandahar”

2001: Safar e Ghandehar di Mohsen Makhamalbaf

Presentato a Cannes 2001, questo film (scriveva Natalia Aspesi su ‘Repubblica’, 12 Maggio 2001) “ha travolto con lo splendore delle sue immagini e la crudeltà della storia tutto il Festival, cui ha ridato il senso del grande cinema”.

viaggio-a-kandahar  Glitter Photos


Strettamente parlando, l’opera dell’iraniano Mohsen Makhamalbaf non mi ha entusiasmato.
Ma essa non va vista come un semplice film: in realtà è un documentario di drammatica attualità che affronta temi durissimi, è un forte atto di accusa verso il regime talebano, è un coraggioso appello a condizioni più liberali che non siano solo un miraggio.
Nulla di quello che vediamo in meno di un’ora e mezza è finzione. La spedizione della protagonista in quello che sembra un altro mondo è tutta vera: Niloufar Pazira interpreta se stessa, è un profuga che ha realmente vissuto ciò che vediamo sullo schermo e che viene descritto in modo dettagliato, senza sbavature né inutili sentimentalismi.
Il regista, nel raccontare il viaggio, offre un’accurata analisi di ciò che già sapevamo ma che la forza delle immagini rende più incisiva moltiplicandone la denuncia: la terribile condizione delle donne in Afghanistan (non potevano studiare né lavorare, erano espulse dalla vita politica e civile, non era consentito loro mostrare il volto, non potevano lasciarsi visitare da un medico senza un intermediario maschio…).

Un documento che non si può non vedere, su cui però bisogna riflettere senza formulare giudizi schematici, manichei, semplicistici.

Durante la proiezione ho provato un senso di disagio, di inquietudine, di perplessità non chiari. Navigando poi in Internet (35mm.it) ho trovato una riflessione che ha portato il tutto alla luce: una riflessione che condivido in pieno e che pertanto riporto integralmente (e, mi sembra, attuale più che mai):
“NON LO STRUMENTALIZZATE. Non usate le immagini delle donne afghane e dei loro burqa per giustificare quello che in queste ore gli americani stanno facendo in Afghanistan. Nessuna bomba, nessun missile aiutera’ quelle donne. Nessuna guerra darà loro la libertà, e posso assicurarvi che la loro condizione e’ l’ultimo dei pensieri di Bush e della sua cerchia, che da ben altre molto meno nobili motivazioni sono spinti. Non fate l’errore di uscire dai cinema dopo aver visto Viaggio a Kandahar pensando che la guerra contro l’Afghanistan sia giusta perché libererà quelle donne dal regime oppressivo e oscurantista dei Talebani. Non è cosi’. La coalizione di mujaheddin, trafficanti, contrabbandieri e mercenari di ogni tipo che gli americani vogliono portare al potere a Kabul non è migliore dei Talebani, e ricordatevi che molte di quelle donne di cui questo film coraggiosamente parla, sotto le bombe americane di questi giorni hanno trovato la morte. Nessuna libertà, solo la morte. Un burqa che lascerà il posto solo a un sudario”.

p.s.
Ha dichiarato Niloufar Pazira : “Il primo attacco all’Afghanistan è costato due miliardi di dollari. Se solo un quarto di questo denaro fosse stato usato per azioni umanitarie tese all’istruzione che viene negata a queste donne. Gli Stati Uniti vogliono ancora sentirsi eroi, dicendo che colpiranno solo il Male, ma non credo che questo sia possibile”.

Pubblicato su Cineocchio
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Regia: Mohsen Makhmalbaf
Sceneggiatura: Mohsen Makhmalbaf
Cast: Niloufar Pazira, Hassan Tantai, Sadou Teymouri, Hayatalah Hakimi
Fotografia: Ebraham Ghafouri
Montaggio: Mohsen Makhmalbaf
Musiche: Mohammad Reza Darvishi
Produzione: Makhmalbaf Film House (Iran) – Bac Films (Francia) – Studio Canal
Distribuzione: BIM
Paese: Iran, Francia (2001)
Genere: Drammatico
Durata: 85’ circa
Uscita Italia: 12 Ottobre 2001
Uscita Francia: 24 Ottobre 2001
Trama:
Nafas è una giovane giornalista iraniana rifugiatosi in Canada durante la guerra civile. Un giorno riceve una lettera disperata da sua sorella, più giovane di lei, che le comunica la sua decisione di mettere fine alla sua vita prima dell’eclisse. Nafas decide di tornare a Kandahar per assistere la sorella…
Note:
Questo film (che a Cannes ha vinto il Prize of the Ecumenical Jury, e che dal National Board of Review ha ricevuto il Freedom of Expression Award) è raccomandato dall’UNESCO.

Sito Ufficiale

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giugno 3, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Un mondo lontano anni luce, una realtà tragica: quest’opera cinematograficamente lascia forse un po’ a desiderare ma di fronte alla realtà che mostra si rimane a bocca aperta. La storia non è molto sviluppata ma chiaramente la trama è solo un pretesto. Da vedere.

    Commento di streep | giugno 3, 2009

  2. Gran bel film, Machmalbaf è davvero un maestro…

    Commento di Monsier Verdoux | giugno 4, 2009


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