Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Bloody Sunday”

2002: Bloody Sunday di Paul Greengrass

Vincitore al Sundance 2002 e Orso d’Oro al Festival di Berlino, il film che rievoca ‘il giorno dell’infamia britannica’, è diventato ben presto un vero e proprio cult.

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Bloody Sunday ricostruisce dettagliatamente, con uno stile vivido e graffiante atto a rievocare nel migliore dei modi per noi spettatori la confusione e l’intensità della tragedia, uno degli episodi meno edificanti della storia inglese.

Per le tecniche di ripresa, per la macchina portata a mano in perenne movimento, per il montaggio, per il modo di portare avanti la vicenda… questo sconvolgente lavoro di Paul Greengrass è paragonabile a un video amatoriale, a un documentario in presa diretta.
Sconvolgente per quanto mostra e perché ci fa riflettere in che tipo di mondo si viveva (e ancor oggi si vive: purtroppo avvenimenti simili continuano ad accadere e sembra che nessuno possa porvi fine).

Una storia difficile da raccontare e da spiegare.
La rappresentazione è secca, oggettiva, quasi fredda. La regia sembra non metterci nulla di suo: lo spettatore è lasciato libero di giudicare da sé.
Il migliore omaggio a tante vittime innocenti, un terribile atto di accusa contro ogni forma di imperialismo. Difficile uscire dalla visione senza un nodo alla gola.

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Un film che coinvolge talmente tanto da farti star male, da non vedere quasi l’ora che finisca per poter ributtarti nella tua banale quotidianità, trovandovi conforto e sollievo.
E’ veramente un pugno nello stomaco per chiunque abbia un briciolo di sensibilità, un film che ti fa capire cosa sia la violenza, come e perché nasca. Un film, forse, che ci indurrà ad essere più vigili nelle cose di ogni giorno e a prendere posizione quando qualcosa contrasta con la nostra coscienza.
Da proiettare in tutte le scuole, in tutte le università.

Impegnato al massimo l‘intero cast, un plauso al protagonista James Nesbitt.

Pubblicato su Cineocchio
tuttelerecensioni

bloody-sunday-locandinaRegia: Paul Greengrass
Sceneggiatura: Paul Greengrass
Cast: James Nesbitt, Allan Gildea, Gerard Crossan, Mary Moulds, Carmel McCallion, Tim Pigott-Smith, Nicholas Farrell, Christopher Villiers, James Hewitt, Declan Duddy, Edel Frazer, Joanne Lindsay, Rhidian Bridge, Simon Mann, Jonathan O’Donnell, Thomas Mceleney, Gerry Newton, Grainne Costello, Rita Hamill, Robert O’Conner
Genere: Drammatico
Paese: Gran Bretagana, Irlanda (2002)
Durata: 107’ circa
Uscita Italia: 3 Maggio 2002
Uscita Gran Bretagna: 25 Gennaio 2002
Uscita USA: 09 Marzo 2008
Trama:
In Irlanda del Nord, il 30 gennaio 1972, a Londonderry tredici persone muoiono e quattordici sono ferite dai colpi sparati da soldati inglesi su cittadini inermi che manifestavano contro il decreto del governo inglese che autorizzava gli arresti preventivi. Quel giorno, passato alla storia come la “Bloody Sunday” (Domenica di sangue), segna l’inizio della guerra civile armata in Irlanda del Nord.
Note:
Il film è tratto dal libro “Eyewitness Bloody Sunday” di Don Mullan.
Come riporta IMDb, il film ha avuto innumerevoli riconoscimenti.

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maggio 16, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Lo vidi ai tempi e fu una “piacevole” visione. Assolutamente da recuperare e vedere.

    Commento di M. | maggio 18, 2009

  2. Paul Greengrass (una carriera che va dal giornalismo denuncia ai giocattoloni hollywoodiani) realizza qui il suo capolavoro, facendo dello spettatore un partecipante alla tragica “Domenica di sangue”

    Commento di streep | maggio 19, 2009

  3. Un film che colpisce direttamente allo stomaco su cose che non dovrebbero mai accadere, e invece…
    Non mi accade spesso di immedesimarmi così appieno in una vicenda… Un’opera indimenticabile, da vedere (rivedere) per non dimenticare. Leo, hai fatto bene a ricordarla.

    Commento di annafiore | maggio 19, 2009

  4. Qualche giorno fa, a 38 anni di distanza dalla domenica di sangue, il primo ministro inglese David Cameron ha dichiarato ufficialmente «I am sorry, deeply sorry», per una tragedia che è stato riconosciuto atto «del tutto ingiustificato e ingiustificabile».
    Meglio tardi che mai…

    Commento di cinemaleo | giugno 17, 2010


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