Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Old boy”

2003: Old boy di Park Chan-wook

Lo vidi in anteprima quattro anni fa, l’ho rivisto recentemente. L’impressione, sempre la stessa: un capolavoro.


Quest’anno ho particolarmente apprezzato il cinema coreano, soprattutto grazie a Kim Ki-duk e ai suoi due capolavori (forse i film più belli dell’intera stagione) Primavera estate autunno inverno e Ferro 3: film leggeri e profondi nello stesso tempo, strani e visionari, dove è importante la meditazione e non l’azione, dove il dialogo è quasi inesistente ma tutto è basato sugli sguardi, sull’atmosfera, sui gesti…

Con più di un anno di ritardo arriva ora in Italia un lavoro completamente diverso, un vero pugno nello stomaco.

Old boy è il classico film che dividerà il pubblico: alcuni lo esalteranno, altri lo odieranno. A mio parere è un grande film anche se durante la proiezione, non comprendendo dove volesse tendere a parare, ho provato a volte irritazione e fastidio. Un puzzle spesso incomprensibile e disgustoso ma gli ultimi venti minuti (i più belli, i più emozionanti, i più carichi di tensione) mettono tutte le caselle al posto giusto e rispondono agli innumerevoli interrogativi che per un’ora e mezza ci siamo posti: il messaggio è comprendere che sbagliamo credendo che le nostre azioni siano determinate dalla nostra volontà, che nella realtà le coincidenze non esistono, che tutto è controllato da qualcosa di inevitabile… E alla fine tutto risulta motivato, fluido, coerente.

Un po’ Kafka, un po’ tragedia elisabettiana, un po’ rivisitazione dei miti classici, un po’ noir… un ritratto impietoso della solitudine dell’uomo d’oggi, del suo anelito alla dimenticanza, del suo essere inconsapevole strumento di un qualcosa o qualcuno che lo sovrasta. Un film non facile (e con varie scene difficili da digerire, truculenti e inquietanti), ma fatto talmente bene che anche chi non gradirà non avrà sprecato tempo e soldi, un film che ha avuto un enorme successo in Corea (sede degli studios tra i più grandi e attrezzati dell’intera Asia) ma anche a Cannes dove, lo scorso anno, ha ricevuto uno dei premi più prestigiosi.

Funzionale al massimo la colonna sonora (raramente ne ho ascoltato una che accompagnasse in modo così giusto le varie sequenze), ottimo e sorprendente il montaggio (uno dei punti di forza del film), da dieci e lode la regia, impeccabile la recitazione dell’intero cast. Grande suspense, veramente sorprendenti i colpi di scena. Visivamente splendido, violento e spregiudicato, pieno di invenzioni stilistiche: un film che sicuramente i giovani, in cerca di emozioni e di cinema forte, adoreranno.

Qualche critico ha parlato di esplosività creativa dell’Est contro la anemia del cinema occidentale: sottoscrivo.


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Regia: Park Chan-wook
Sceneggiatura: Park Chan-wook, Joon-Hyung Lim, Jo-Yun Hwang
Cast: Choi Min-sik, Yoo Ji-Tae, Gang Hye-Jung, Yun Su-Kyeong, Yun Jin-Seo, Oh Dal-Su, Kim Su-Hyeon, Lee Seung-Ji, Park Myeong-shin, Ji Dae-Han, Kim Byeong-ok
Fotografia: Chung Chung-hoon
Montaggio: Kim Sang-Beom
Musiche: Young-Wuk Cho
Paese: Corea del Sud (2003)
Uscita Italia: 6 Maggio 2005
Uscita Sud Corea: 21 Novembre 2003
Genere: Thriller
Durata: 120’
old-boy-locandinaTrama:
1988. Oh Dae-soo, sposato e padre di famiglia, viene rapito, apparentemente senza ragione, proprio davanti alla sua casa. Poco dopo, si ritrova in una prigione privata, senza sapere per quanto tempo vi rimarrà. Il suo unico legame con il mondo esterno è una televisione attraverso la quale viene a sapere dell’omicidio brutale di sua moglie. Omicidio di cui lui è il principale indiziato. Dopo aver pensato a lungo alle possibili ragioni del suo sequestro, nella mente di Dae-soo la disperazione lascia presto il posto ad una rabbia che gli permette di andare avanti. Un solo pensiero lo tiene in vita: la vendetta. Trascorsi quindici anni, in modo del tutto inatteso, Dae-soo viene rilasciato. Poco tempo dopo, mentre mangia in un ristorante, riceve una chiamata dal suo sequestratore, in seguito alla quale perde i sensi…
Note:
Numerosissimi i riconoscimenti e i premi

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maggio 12, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

7 commenti »

  1. E’ uno dei film più sconvolgenti che abbia mai visto, sia a livello visivo che tematico. Un thriller fatto da uno che ha letto Dostoievski, forse meno “orientale” di altre pellicole coreane viste ultimamente (lo stesso autore ha dichiarato che è un parto della sua educazione cattolica) ma non per questo meno interessante, anzi

    Commento di alpoisson | maggio 12, 2009

  2. Molto si è detto su questa pellicola che non puo’ lasciare indifferenti, che ti contagia insieme con il protagonista nella sua follia allucinatoria, un film che lacera animo vista cuore cervello e stomaco.
    La regia rivela un grande talento non certo giovane (l’autore è classe 1963) e fa venir voglia di vedere gli altri suoi film…
    Interessante è in modo particolare l’accostamento tra la sua orientalità naturale e il prodotto della sua educazione cattolica, dichiarata in molte interviste da egli stesso anche per aiutare l’interpretazione di questo film (mentre trovo stuzzicante ma troppo fantasiosa la lettura “politica” letta su un sito, cioè il protagonista diviso come la Corea…).
    In fondo OLD BOY è un film di genere, parte da un manga, si sviluppa come un thriller ma poi ci lancia (senza impacci e senza compromessi) in labirintici viaggi nei meandri delle psicologie e nei profondi scavi vertiginosi nel buio pesto del male e dei tabù ancestrali
    La magia visionaria della regia è accompagnata da parole che pesano come massi e da una colonna sonora che genialmente rifiuta un possibile ammiccamento contemporaneo rifugiandosi in eleganti partiture. Il risultato di tutte le componenti produce una persuasione ipnotica a cui non si puo’ resistere e che lascia comunque tanti interrogativi anche a film concluso, com’è giusto che sia, come dovrebbe essere sempre.
    Non amo i film con verità assolute, o i film a tesi.

    Commento di alpoisson | maggio 12, 2009

  3. Alessandro, i tuoi commenti sono sempre preziosi. Peccato che tu abbia sciolto il Gruppo, mi manca. Ciao

    Commento di cinemaleo | maggio 12, 2009

  4. Grazie Leo ma in realtà il cinema mi soddisfa sempre di meno, in particolare questa stagione mi ha depresso.leggo comunque sempre volentieri le recensioni non tanto dei critici parrucconi ma quelle dei blogger più interessanti, tra cui tu sei senz’altro tra i più chiari e competenti.

    Commento di alp | maggio 12, 2009

  5. Concordo con la tua recensione e con i commenti. Davanti a un film del genere sono infatti rimasto senza parole e non ho ancora scritto niente. Meraviglioso.

    Commento di cinemasema | maggio 18, 2009

  6. Uno dei migliori prodotti della cinematografia sudcoreana che da qualche tempo spopola (giustamente) in tutti i festival.
    Un film teso e cruso come pochi, un film forse disturbante ma bellissimo per forma e contenuto. Più si vede più si apprezza.

    Commento di leanoa | giugno 20, 2009

  7. Io trovo che sia bellissimo, se non addirittura più lucido e coeso, l’ultima della trilogia, Lady Vendetta con la sua formidabile colonna sonora baroccheggiante, il cattolicesimo diffuso, maternità e violenza, vendetta e remissione dei peccati.

    Commento di antonellaferrara | luglio 17, 2009


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