Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Il Ladro di orchidee”

2002: Adaptation di Spike Jonze

“Una gara di bravura tra Meryl-Nicolas… non perdetelo!”, afferma giustamente Film Scoop, ma, stranamente, a parte della critica italiana il film non è piaciuto.

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Scrive Lietta Tornabuoni su La Stampa: “Chi esalta il capolavoro, chi lo accusa di essere artificioso, lambiccato, manierato”.
adaptatio-goldenglobesPersonalmente concordo in pieno con quanto è possibile leggere su Il Messaggero:
Il ladro di orchidee – Adaptation, geniale incrocio di realtà e finzione…   Cage, Streep e Cooper sembrano recitare per la prima volta tanto sono appassionati… Un gioiello”.

Anche a me Adaptation (preferibile il titolo originario: l’adattarsi a una sceneggiatura, l’adattarsi alla vita…)  è sembrata un’opera geniale, di una originalità assoluta (probabilmente sarà studiata ed analizzata per anni nelle accademie cinematografiche).
E’ una profonda riflessione sulla vita, è una spietata e sottile critica all’industria hollywoodiana, è un‘acuta indagine sui conflitti creativi di un artista. Un gioco intelligentissimo ad incastro, un film che descrive se stesso autocitandosi continuamente, dove il protagonista non racconta semplicemente se stesso ma racconta il suo raccontarsi…
Un film che tutti gli amanti dell’arte cinematografica dovrebbero vedere.

Eccezionali i tre protagonisti: la scena in cui Meryl Streep -che conferma il suo essere la numero 1- si lava i denti vale da sola l’Oscar!

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Al Festival di Berlino 2003 Il ladro di orchidee ha vinto l’Orso d’Argento come miglior film.

Ottimo quanto scrisse a suo tempo Kataweb:

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Il film, ironico e grottesco, cinico e poetico al contempo, sempre intenso, è diretto con particolare maestria da Spike Jonze (considerato  l’enfant prodige del cinema hollywoodiano) e sceneggiato da quel mago che è Charlie Kaufman (a cui si devono Essere John Malkovich, Se mi lasci ti cancello, Confessioni di una mente pericolosa), che qui s’inventa un fratello immaginario, Donald, che accredita anche come co-sceneggiatore del film (benché Donald sia un personaggio di fantasia, curiosamente ha avuto la nomination ai Golden Globes come se fosse reale).

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p.s.
Il film utilizza la tecnica della mise en abyme. Così Wikipedia spiega tale tecnica:
Mise en abyme (scritto anche mise en abîme) possiede diversi significati nell’ambito artistico e nella teoria della letteratura. Il termine trae origine dal francese e significa letteralmente collocato nell’infinito o collocato nell’abisso.
Nell’arte occidentale, mise en abyme indica una tecnica nella quale un’immagine contiene una piccola copia di sé stessa, ripetendo la sequenza apparentemente all’infinito.
Nel cinema, il significato di mise en abyme è simile a quello delle arti figurative, includendo però anche quello di sogno nel sogno. Per esempio, un personaggio si sveglia da un sogno e più tardi scopre che sta ancora sognando. Attività simili al sogno, come stati di incoscienza e realtà virtuale, vengono anch’esse definite mise en abyme
Un film che sfrutta ampiamente tale tecnica è Il ladro di orchidee (Adaptation), nel quale lo sceneggiatore Charlie Kaufman ritrae se stesso intento a scrivere la sceneggiatura del medesimo film di cui è protagonista”.

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Regia: Spike Jonze
Sceneggiatura: Charlie Kaufman, Donald Kaufman
Cast: Nicolas Cage, Meryl Streep, Chris Cooper, Cara Seymour, Rhegan Wallace, Maggie Gyllenhaal, Curtis Hanson, Tilda Swinton, Ron Livingston, Fred Lerner, Lupe Ontiveros, Stephen Tobolowsky, Peter Jason, Catherine Keener, Brian Cox, John Cusack, Judy Greer, Gary Farmer, Roger Willie, Jim Beaver
Genere: Commedia, Drammatico
Paese: USA (2002)
Durata: 114’
Uscita Italia: 28 Febbraio 2003
Uscita USA: 10 Gennaio 2003
Trama:
Lo sceneggiatore Charlie Kaufman è in crisi perché non riesce ad adattare per il cinema il libro di Susan Orlean “Il ladro di orchidee”, che racconta la storia vera di John Laroche, botanico così appassionato di orchidee rare che è disposto a rubarle. Nel bel mezzo del suo blocco creativo, Charlie riceve la visita del suo gemello Donald che ha intenzione di scrivere la storia di un serial killer…
Note:
Oltre che a Berlino e ai Golden Globe, il film ha ricevuto un’impressionante quantità di premi
Di Charlie Kaufman, Davide Bonacina scrive: “Lo stile unico delle sue storie, che mescolano surrealismo, spunti autobiografici, ritratti al vetriolo della società wasp americana nel pieno della sua decadenza, ha reso Kaufman una vera potenza hollywoodiana, tanto da venire inserito, rispettivamente nel 2003 e nel 2004, dalle riviste Premiere e Time nella lista delle 100 persone più potenti di Hollywood”

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maggio 5, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Confesso che all’inizio ero tentata di scappare dal cinema… Mi sono fatta forza… e il risultato è uno dei film più entusiasmanti e intelligenti che abbia mai visto. Originale e innovativo. Vi è tutta l’attuale società. Hai fatto bene a ricordarlo.

    Commento di Gianna | maggio 6, 2009

  2. Al cinema lo avevo perso, l’ho recuperato recentemente in dvd. visto con degli amici… è uno dei film che ci ha fatto più discutere (molto salutare): chi lo ha odiato, chi lo amato. Sono nel secondo gruppo.

    Commento di alessandro80 | maggio 6, 2009

  3. Charlie Kaufman e Spike Jonze ci regalano un gioiello bizzarro inconsueto ricercato. Un film che non a tutti è piaciuto (al cinema far funzionare il cervello è faticoso…) ma che onora il cinema americano.
    Streep come al solito superlativa, Cage una sorpresa, Cooper una conferma.

    Commento di petrella | maggio 6, 2009

  4. Bellissimo!! La sceneggiatura è fenomenale (come potrebbe essere altrimenti visto che lo sceneggiatore è Kaufman e racconta proprio se stesso?), ma non sono da meno la regia e soprattutto le interpretazioni (una di quelle rare volte in cui vediamo un Nicholas Cage splendente). Davvero molto bello, concordo con le parole da te usate per descriverlo.

    Commento di alessandra | maggio 6, 2009

  5. Se ne dovrebbero fare di più film come questo, film che sono uno stimolo alla intelligenza dello spettatore e che lo portano a riflettere, a discutere. Un film che non lascia indifferente sia per il tema sia per la magnifica interpretazione dei tre protagonisti.

    Commento di livani | giugno 8, 2009


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