Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Le cose che so di lei”

2000: Things you can tell just by looking at her di Rodrigo García

Presentato come film di apertura nella sezione “Un certain regard” a Cannes 2000 (vincendo) e premiato al Sundance Festival, è il primo lungometraggio di Rodrigo García (figlio del Premio Nobel García Marquez), già stimato sceneggiatore e direttore della fotografia.

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“Un film agrodolce e spietato, straziante ma non privo di humour” (Stefano Selleri).
Cinque storie che si intrecciano e che solo apparentemente sembrano disconnesse (le accomuna la solitudine più o meno nascosta e il non voler sembrare ciò che si è). Uno sguardo, attento ai minimi dettagli, sulla vita di tutti i giorni: vita che è un girotondo (quante volte accade che più esistenze si intreccino senza sfiorarsi?).

le-cose-che-so-di-lei-locandina-italiaProdotto da Jon Avnet, specialista in animi femminili dopo aver realizzato quel piccolo gioiello di Pomodori verdi fritti…, Le cose che so di lei è forse il film più indicato per capire l’animo femminile.
Con lo sfondo di una anonima Los Angeles, “patria della solitudine contemporanea” (Corriere della Sera), l’ansietà l’isolamento la fragilità la durezza la tenerezza la disperazione il coraggio i desideri le pulsioni le frustrazioni le contraddizioni i tradimenti le difficoltà del comunicare che affliggono ogni donna di qualsiasi latitudine.
Ma è possibile scoprire la verità?
Il titolo originale è chiaro: Things you can tell just by looking at her (le cose che puoi dire solo a guardarla). Contrariamente alla certezza che suggerisce il titolo italiano, l’originario esprime chiaramente l’idea che è impossibile dire qualcosa di certo sulle donne guardandole semplicemente: ciò che è essenziale sfugge ai nostri occhi.

Un’opera lieve e delicata, nonostante i temi trattati, che ci offre l’eccezionale performance di un grande cast che fa scintille, e ci regala più di una pagina da antologia (basti pensare, ad esempio, alla straordinaria mimica di Glenn Close quando, ansiosa e muta, ascolta la lettura delle carte, al terribile primo piano del volto di Holly Hunter alle prese con l‘aborto. alla drammatica fissità di Cameron Diaz nell‘ipotizzare la vita della donna morta…).

Un film di una profondità rara che invita a riflettere e a discutere, forte e sottile al contempo, tutto introspezione psicologica ed emozioni (alcune appena sussurrate) che non possono non coinvolgere e destare la nostra continua attenzione. Un film originale e ammaliante, impreziosito dalla calda e tersa fotografia di Emmanuel Lubezki, veramente magnifica con i suoi colori tenui.
Un film profondamente vero, ben scritto e girato con mano sicura ed esperta (giustamente a Cannes si è dichiarato “García fa andare a braccetto la letteratura e il cinema, senza retorica, ma con un occhio attento alla realtà”.

Perfetta la considerazione de La Repubblica:
“Le cose che so di lei è un intelligente paradosso: un film scritto e girato da un uomo che, se circolasse senza firma, verrebbe sicuramente attribuito alla sensibilità femminile”.

Pubblicato su Cineocchio
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Regia: Rodrigo García
Sceneggiatura: Rodrigo García
Cast: Cameron Diaz, Glenn Close, Amy Brenneman, Holly Hunter, Calista Flockhart, Irma St. Paule, Gregory Hines, Matt Craven, Roma Maffia, Lauraleigh Hughes, Danny Woodburn, Miguel Sandoval, Erik King, Mika Boorem, Penelope Allen, Kathy Baker, Juanita Jennings, Noah Fleiss, Valeria Golino Ruoli ed Interpreti
Paese: USA (2000)
Genere: Drammatico
Durata: 106 Min
Uscita Italia: 3 Novembre 2000
Uscita USA: 22 Gennaio 2000
Trama:
5 episodi si intrecciano, legati dalla presenza di una suicida che ha incrociato le donne che ne sono protagoniste…

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maggio 4, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Un film diverso dal solito, un cast favoloso che non delude le aspettative… Da vedere senz’altro

    Commento di leanoa | maggio 5, 2009

  2. Con una colonna sonora molto appropriata, la storia di sette donne diverse accomunate dalla solitudine: sette donne interpretate magnificamente (non sai chi applaudire di più).
    Il miglior film di Rodrigo Garcia e uno dei più belli che abbia mai visto in vita mia.

    Commento di meryl | maggio 5, 2009

  3. …ora me lo ricordo e tempo fa cercavo di ricordarmi in quale film la Diaz faceva la sorella cieca… è questo.
    Poi c’è un’attrice che amo molto Holly Hunter, “Lezioni di piano” è uno dei film che preferisco, forse anche per un Keitel maori e molto erotico.
    Sono andata fuori tema? ma ogni film ne tira un altro (come le ciliegie).
    Leo, un abbraccio

    Commento di Marina | maggio 6, 2009


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