Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Memento”

2000: Memento di Christopher Nolan

Elogi da parte della critica tutta (“bel noir teso e teorico”, Il Messaggero; “ambizioso e intellettuale”, Film TV; “un noir d’autore insolito e spiazzante, dal ritmo sorprendente ed incalzante”, Cinemovie; “un tentativo audace che, con una costruzione funanbolica, cattura l’audience senza ricorrere ai trucchi di Hollywood”, 35mm ) per il secondo lungometraggio di Christopher Nolan, a cui si devono film come Insomnia, Batman begins e The Prestige.

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Presentato alla 57a Mostra del Cinema di Venezia, un film dalla trama, temporalmente frammentata, che dire complicata è poco… ma suggestiva e oltremodo avvincente.

memento0Il montaggio sorprendente da 10 e lode, la sceneggiatura labirintica che giustamente fu premiata al Sundance Festival (abilissima nel trasmettere al pubblico la confusione e lo smarrimento del protagonista), la regia di Christopher Nolan dal raro virtuosismo nel presentarci a rovescio le varie sequenze (l‘ordine cronologico è inverso), la fotografia particolarmente funzionale nell’illustrare piani narrativi diversi (“il bianco e nero per il monologo interiore, il colore per la storia nell’intrecciarsi di personaggi ricorrenti”, Francesco Gallo), l’ininterrotta suspense, la crescente inquietudine, la presenza di continue sorprese, l‘imprevedibile finale… fanno di questo film a suo modo innovativo un piccolo gioiello da non perdere (1).

L’attenzione dello spettatore è calamitata fin dai primissimi minuti. La sua partecipazione (con la mente e non solo con gli occhi) è richiesta espressamente per tentar di ricomporre il rompicapo (apparentemente impenetrabile) a cui si assiste. Tutto ciò che vive il protagonista lo viviamo anche noi (“noi spettatori ci troviamo nella stessa condizione di Leonard. La nostra memoria visiva è limitata ai pochi minuti della scena che vediamo. Non la comprendiamo fin quando non vediamo, come scattando un’istantanea o leggendo un appunto rivelatore su un foglietto di carta la scena precedente”, Daniele Del Frate): molti, giustamente, consigliano di vedere il film due volte.

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Memento non è solo un abile ed emozionante  thriller: è una profonda riflessione sulla necessità di accettare se stessi (e il proprio passato) e sull’importanza di avere uno scopo nella vita (averlo… non raggiungerlo). La sostanziale solitudine di ogni individuo, la sua fallibilità, il suo essere fondamentalmente fragile, il suo rifugiarsi nella menzogna come estrema difesa, il suo autocondizionarsi… costituiscono l’essenza di un film cinico e pessimista che ha fatto discutere e che continua a farlo: suscita dubbi, perplessità, interrogativi (merce sempre più rara, e quindi preziosa, nell’attuale cinematografia).

Molto bravo Guy Pearce, a cui tocca reggere l’intero film quasi da solo.

Pubblicato su Cineocchio

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Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher Nolan
Cast: Guy Pearce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano, Mark Boone Junior, Harriet Sansom Harris, Jorja Fox, Kimberly Campbell, Larry Holden, Callum Keith Rennie, Marianne Muellerleile, Russ Fega, Stephen Tobolowsky, Thomas Lennon
Paese: USA (2000)
Genere: Drammatico, Thriller, Noir
Durata: 113’
Uscita Italia: 19 Gennaio 2001
Uscita USA: 16 Marzo 2001

Trama:
Leonard, a causa di un incidente, è affetto da un disturbo della memoria: dimentica tutto quello che gli accade a breve termine, anche se ricorda tutto ciò che è successo prima del trauma. Ha un solo scopo: vendicare la moglie, violentata e uccisa…
Note:
Wikipedia così spiega la particolarissima struttura del montaggio: “…le scene che si susseguono sono alternativamente l’ultima in ordine cronologico, poi la prima, poi la penultima, poi la seconda, e così via. La scena finale del film è quindi quella cronologicamente centrale, che rappresenta il punto di scioglimento dell’intreccio”.
Il film è tratto da un racconto di Jonathan Nolan, fratello del regista.
Memento ha ottenuto i seguenti premi: 4 Independent Spirit Awards 2002 (miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura, miglior attrice non protagonista); Premio Waldo Salt Screenwriting Award al Sundance Film Festival 2001; British Independent Film Awards 2001 (miglior film straniero in lingua inglese); Premio della Critica e Premio della Giuria al Festival di Deauville.

(1) Interessante quanto scrive Alberto Farassino: “Se il noir classico degli anni quaranta aveva scoperto la memoria e il flashback, in questo noir postmoderno sembra non esserci più alcun tempo dominante, e l’incapacità del suo protagonista di ritenere gli avvenimenti è solo il riflesso di un mondo che si è fatto totalmente sfuggente e inafferrabile”.

maggio 1, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. D’accordissimo Leo🙂 è uno di quei film che non permettono distrazioni, se perdi il filo del discorso… ti tocca ricominciare da capo ehehehehe…

    Commento di Don Draper | maggio 2, 2009

  2. Lo vidi alla sua uscita una volta sola. Non ci capii molto effettivamente. Vorrei rivederlo.

    Commento di alessandra | maggio 3, 2009

  3. ottimo lavoro, complimenti!

    Commento di odioutube21 | luglio 8, 2009


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