Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“L‘Assoluzione”

1981: True Confessions di Ulu Grosbard

Regista belga, ma ormai da tempo americanizzato, Ulu Grosbard è diventato famoso con buoni prodotti come Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me? (1971), Vigilato speciale (1978), Innamorarsi (1984). L’Assoluzione è senz’altro il suo film più riuscito.


Scriveva Il Corriere della Sera il 13 Dicembre 1981: “All’ultima mostra di Venezia la giuria che doveva assegnare le «Fenici» di palazzo Grassi non ebbe alcun dubbio nel proclamare i due maggiori interpreti de L’Assoluzione: Robert De Niro e Robert Duvall sono certamente i massimi punti di forza del film…”. In effetti l’intero lavoro poggia sulla straordinaria interpretazione di questi due mostri di bravura. Misurati ed equilibrati al massimo, mai un gesto o un’espressione di troppo. Non recitano, vivono i loro personaggi, personaggi umanamente ricchi che ti sembra di conoscere da sempre, che ti coinvolgono e destano attenzione e partecipazione per l’intera durata del film, senza un attimo di distrazione (consiglio di vedere il lavoro soprattutto ai giovanissimi cinefili che stentano a capire come mai De Niro, di cui conoscono soprattutto le recenti orribili produzioni, sia un mito per noi di una certa età).
L’Assoluzione (preferibile il titolo originario, più rispondente al tema del film) li vede dominare la scena, contorniati da un prodigioso cast di caratteristi, facce notissime… il meglio di Hollywood: due fratelli apparentemente dissimili ma che alla fine si riveleranno portatori degli stessi ideali e degli stessi valori, ideali e valori che non recheranno loro fama e ricchezza ma serenità d’animo e accettazione del proprio destino.

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Una sceneggiatura scritta insolitamente bene che ci offre sia un affresco veritiero dell’America anni 40 che un intenso atto d’accusa dei compromessi e delle complicità della Chiesa cattolica quanto mai attuale. Primeggia però la dettagliata analisi psicologica di due individui alle prese col proprio dovere e con la propria coscienza, con il proprio passato e con le prospettive di un futuro diverso.
La regia calibrata, la colonna sonora sobria ed efficace, la fotografia calda e patinata al punto giusto… tutto è al servizio dell’amaro ritratto, che sotto forma di thriller, ci presenta due uomini in contrasto con una società ambigua e cinica che li vorrebbe diversi, accondiscendenti e malleabili ai propri fini non proprio edificanti.

Un film che costituisce sicuramente uno dei migliori prodotti hollywoodiani degli anni 80 e che pure ebbe, alla sua uscita, giudizi negativi da parte dei critici: Tullio Kezich scriveva ad esempio “L’Assoluzione è un film di mestiere diretto da un regista senza gran mestiere”, e Morando Morandini “Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe e vuoti d’aria”. Chi sa, forse rivedendolo oggi, cambierebbero parere.

Pubblicato su Cineocchio

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Regia: Ulu Grosbard
Sceneggiatura: Joan Didion, John Gregory Dunne, Gary S. Hall
Cast: Robert De Niro, Robert Duvall, Charles Durning, Kenneth McMillan, Ed Flanders, Cyril Cusack, Burgess Meredith, Rose Gregorio, Dan Hedaya, Gwen Van Dam, Thomas Hill, Jeanette Nolan, Jorge Cervera Jr., Darwyn Carson, Pat Corley, Louisa Moritz, Susan Myers
Paese: USA (1981)
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 103’
Uscita Italia:
Uscita USA: 25 Settembre 1981
Trama:
1947, Los Angeles. I protagonisti sono due fratelli: un monsignore ambizioso e un poliziotto che indaga su un caso di omicidio di una donna tagliata in due…
Note:
Il film è tratto dal romanzo True Confessions di John Gregory Dunne ed ispirato all’omicidio della Dalia Nera, il più famoso caso irrisolto di omicidio negli Stati Uniti (Nell’agosto 1946, Elizabeth Short arriva ad Hollywood con la speranza di poter entrare nel mondo dello spettacolo. Il 15 gennaio, il suo corpo nudo viene trovato squarciato all’altezza della vita, con vistosi segni di tortura e mutilato a Leimert Park, un quartiere meridionale di Los Angeles. Aveva 22 anni.
Molti furono i sospettati: tra gli indagati perfino il celebre cantante folk Woody Guthrie, l’editore del Los Angeles Times Norman Chandler, e Orson Welles.
Ne L’Assoluzione vi sono questi riferimenti ad Elizabeth Short: una rosa tatuata sulla coscia; una medium disse alla polizia che, per poter arrestare il killer, avrebbero dovuto seppellire Elizabeth con un uovo nel palmo della mano destra; Elizabeth fece la comparsa nel film Casablanca).

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aprile 30, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. Come, come? De Niro un mito per quelli della nostra età? Leo, De Niro è un mito e basta, probabilmente il più grande attore vivente. E poi se dici così mi fai sentire vecchio… 🙂
    A presto.

    Commento di the Tramp | aprile 30, 2009


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