Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“La Bestia nel cuore”

2005: La Bestia nel cuore di Cristina Comencini

Per la prima volta a Venezia, Cristina Comencini ha riscosso grande successo con questo film (l’ottava sua regia) tratto dall’omonimo romanzo di cui è autrice.

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E’ sicuramente un’opera al di sopra della media e che suscita più di una speranza sulle sorti del nostro cinema (dato sempre per morente). Senza scadere quasi mai nel melodrammatico e nel compassionevole, equilibrando il più possibile dramma e ironia, la regista affronta tematiche difficili e scomode che suscitano nello spettatore interesse e coinvolgimento, inducendolo a riflettere a discutere a porsi più di un salutare interrogativo… Da lodare senza riserve il coraggio della Comencini nell’affrontare argomenti non usuali nel nostro odierno cinema e di farlo con serietà e partecipazione.
Tutto bene quindi? Non proprio.

Il film non sembra riuscito completamente. Il difetto principale è che il lavoro presenta varie storie che non paiono intrecciate nel modo giusto, una struttura ad incastri poco unitaria ed omogenea. Forse c’è troppa carne al fuoco: l’incesto, i traumi infantili, i tradimenti, l’infedeltà, la paura di invecchiare, il sistema familiare in crisi, il passato che determina e condiziona la nostra vita, la violenza domestica, la televisione che banalizza tutto, il fallimento delle ambizioni artistiche… Il tutto narrato da storie slegate e disarmoniche. Sembra di vedere un insieme di film diversi (ognuno interessantissimo) con tanti personaggi separati l’uno dall’altro…

La regista nel bellissimo Il più bel giorno della mia vita (2001) era riuscita a comporre una complessa e variegata tavolozza di sfumature e di relazioni, mostrando un’ampia coralità di personaggi perfettamente amalgamati in qualcosa di unitario e non separabile. Qui, al contrario, si ha l’impressione che le tante storie narrate vivano ognuno per conto proprio e che più di una si possa eliminare senza che il film, nel suo complesso, ne risenta ( man mano che il lavoro va avanti si ha quasi la sensazione di assistere a un ottimo prodotto televisivo che ha esigenze proprie che nulla hanno a che vedere col cinema).

La Bestia nel cuore, pur con i suoi difetti (tra l‘altro, la scenografia non appare molto plausibile), merita comunque di essere visto ed evidenzia il talento registico della sua autrice. Alcune sequenze sono bellissime (il sogno della protagonista con la casa dei genitori: un lungo corridoio nero al termine del quale c’è un padre muto; la scena dell’amore saffico, struggente e delicatissima).
Da dieci e lode la conduzione degli attori. Raramente è visibile un cast talmente perfetto, una vera e propria gara di bravura che costituisce un godimento per il pubblico e che vale da sola il prezzo del biglietto.

Pubblicato su CinemaPlus
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la-bestia-nel-cuore-locandina-italiaRegia: Cristina Comencini
Sceneggiatura: Cristina Comencini, Francesca Marciano, Giulia Calenda
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Alessio Boni, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston, Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Lucy Akhurst, Lewis Lemperuer Palmer, Jeke-Omer Boyayanlar, Simona Lisi
Paese: Italia (2005)
Genere: Drammatico
Durata: 120’
Uscita Italia: 8 Settembre 2005
Trama:
Sabina è bella, ha un compagno che la ama, una vita serena. Da qualche tempo però, strani incubi la tormentano. Quando scopre di aspettare un bambino una finestra di ricordi si apre sul suo mondo interiore…
Note:
Da Il Corriere della Sera, 11 gennaio 2006: “La Bestia nel cuore, il film candidato dall’Italia all’Oscar, è stato presentato l’altro ieri a Los Angeles, con una proiezione all’Istituto di Cultura Italiano. E ha ricevuto un’ottima accoglienza di pubblico…
Polemico il produttore Riccardo Tozzi dietro le quinte della proiezione di Don’t Tell (così si intitolerà in America il film della Comencini in Usa, acquistato dalla Lion’s Gate): “Siamo stati lasciati molto soli dall’Italia… Il film di Cristina ha una grossa potenzialità, ce ne siamo resi conto dopo le poche proiezioni in Usa, ma è un parente povero, non sorretto da alcuna strategia pubblicitaria e tantomeno da una forte compagna nazionale all’estero”.

aprile 22, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. Leo, leggo sempre volentieri le tue recensioni. Sempre precise, sempre con qualcosa da notare in più che sulle altre. Vorrei che evidenziassi ancora di più l’andazzo del nuovo cinema italiano, ormai quasi tutto asservito alle esigenze della televisione che fa mettere nei film “troppa carne al fuoco”, come dici tu, in maniera sconclusionata, tanto per accontentare esigenze di dipendenti tivvuiani. Sono “costrizioni artistiche”. Non possono essere sviste e tanto meno errori di una regista come Cristina Comencini. Un saluto

    Commento di livani | aprile 23, 2009


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