Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Gli amici del Bar Margherita”

2008: Gli amici del Bar Margherita di Pupi Avati

Dopo il drammatico e intenso Il Papà di Giovanna, Pupi Avati riprende il filone che lo ha reso famoso: presentare una galleria di personaggi che rappresentino un affresco di un ben preciso momento storico del nostro Paese con l‘intento di non nasconderne luci e ombre .

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Il problema è che in questo film vi sono solo ombre e niente luci. L’assoluta mancanza di un personaggio positivo è la prima cosa che salta agli occhi: personaggi che vivono di espedienti più o meno leciti, quasi tutti senza personalità, misogini  e chiusi nel loro mondo piccolo, senza ideali o quasi, completamente disinteressati a quanto avviene intorno a loro.
Ma Avati ha veramente nostalgia di loro? Sono tutt’altro che simpatici e umanamente interessanti… perché allora rievocarli? L’intento forse era sottolineare il falso perbenismo tipico degli anni Cinquanta, la sua fondamentale ipocrisia, il suo accentuato maschilismo, la sua sostanziale immoralità seppur ben mascherata… Ma questo nel film non appare: non vi è critica, analisi sociologica, morale da trarne. Pupi Avati non giudica né condanna, si limita a presentare uno spaccato del passato che lascia il tempo che trova.
Non si comprende perché il ragazzo-narratore sia attirato dal gruppo e voglia farne parte (e perché noi spettatori dovremmo interessarci ad esso), gruppo che non fa assolutamente nulla: solo giocare a biliardo, parlare di donne, imbastire qualche bravata.
Una sceneggiatura poco solida e piuttosto sfilacciata, che spesso dà l’impressione di scarsa inventiva, ci presenta una storia (?) corale fatta di tante microstorie più o meno piccole che non coinvolgono, non catturano la nostra attenzione e si susseguono stancamente, senza sviluppo, senza evoluzione (sceneggiatura sfilacciata: perché dare tanta importanza all‘episodio del nonno e della maestra di pianoforte che con il Bar Margherita non hanno nulla a che fare?).
Il tutto è aggravato da una caduta, a volte, nel cattivo gusto (… cosa insolita in Avati) e da una colonna sonora incomprensibilmente del tutto sbagliata e che stona con l‘epoca che si vuole ritrarre (la musica riecheggia molto gli anni 60 e non ha nulla a che fare col 1954, anno in cui si svolgono gli avvenimenti rappresentati). Altro errore, la scelta di Laura Chiatti come femme fatale (negli anni 50 la bellezza era rappresentata dalle maggiorate fisiche e quindi la magrezza –valore oggi altamente esaltato nell’estetica femminile– era allora considerato un difetto e una condanna…).
Da sottolineare la lunga, interminabile, inutile presentazione dei personaggi che occupa quasi per intero il primo tempo del film e che pone un inquietante interrogativo: si doveva allungare il brodo non avendo nulla da dire o il regista ritiene che il pubblico sia lento a capire?

Il cast è ricco ma non a tutti gli attori è richiesto di fare qualcosa di particolare: spiccano Neri Marcoré (sempre credibile quando fa il bonario ingenuo) e Fabio De Luigi (bravo e giustamente patetico nell’impersonare l’aspirante cantante di Sanremo). Pollice giù per Diego Abatantuono (presenza perfettamente inutile nel non giustificato ruolo di leader del gruppo) e Luigi Lo Cascio (oltremodo fastidioso in una caratterizzazione esageratamente sopra le righe).

Alcuni critici hanno visto nel film un insieme di amarezza e di sorriso, di cinismo e di ottimismo, di riso e crudeltà…
Troppo buoni per “una rievocazione fine a se stessa” (Movieplayer), di cui, come detto, non si capisce il motivo.

tuttelerecensioni

gli-amici-del-bar-margherita-locandinaRegia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati
Cast: Diego Abatantuono, Pierpaolo Zizzi, Laura Chiatti, Fabio De Luigi, Luigi Lo Cascio, Neri Marcorè, Luisa Ranieri, Claudio Botosso, Gianni Ippoliti, Gianni Cavina, Katia Ricciarelli
Paese: Italia 2008
Genere: Commedia
Durata: 90’
Uscita Italia: 3 Aprile 2009
Trama:
La Bologna del 1954 vista con gli occhi di un ragazzo di diciotto anni aspira a diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua…
Note:
Le musiche sono di Lucio Dalla
La Bologna del 1954 è stata ricostruita, per gli esterni, a Cuneo

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aprile 9, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Sei uno dei pochi che ne ha parlato male, condivido in pieno (e con amarezza, sono un grande ammiratore di Pupi Avati). Una perdita di tempo, un’occasione sprecata.

    Commento di livani | aprile 24, 2009

  2. Purtroppo anche qui non ci troviamo d’ accordo. Il fatto che Avati “si limita a presentare uno spaccato del passato” é il vero punto di forza del film, che proprio a causa questo stile quasi documentaristico assume un’ aria genuina e realistica al massimo. I personaggi sono interessanti proprio per questo, perché sembrano realmente usciti da quell’ epoca, il film non dà mai l’ impressione di essere finto o anche solo artificioso. Infine, so a quale scena alludi quando parli di cattivo gusto, ma io la definirei, più morbidamente, un esempio di comicità grottesca, poco riuscito magari, ma che sicuramente non deborda nel cattivo gusto.

    Commento di wwayne | gennaio 30, 2011


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