Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Ferro 3”

ferro3-locandina-italia

2004: Bin-Jip di Kim Ki-duk

“Un’alta lezione di cinema” definì la critica Primavera estate autunno inverno, il bellissimo film che ci ha fatto conoscere il regista coreano Kim Ki-duk. Come non ripetere questa definizione per Ferro3-La casa vuota?
Opere diversissime tra loro, ambedue impossibili da raccontare nella loro leggerezza e profondità ma da vedere. Trama strana e visionaria, una scommessa fare un film dove il dialogo è quasi assente ma tutto è basato sugli sguardi, sull’atmosfera, sui gesti e senza un attimo di noia. Si è totalmente coinvolti… e tante sono le domande che durante la visione ci poniamo (e non a tutte riusciamo a trovare una risposta): è possibile essere se stessi senza compromessi? la libertà è un’illusione? è così difficile essere compresi? il comunicare con le parole serve a qualcosa? in che tipo di società siamo costretti a vivere? la solitudine è veramente una condanna…?

Il regista coreano ha sempre diviso nettamente la critica. Questo film è un esempio raro. Tutti concordi, un capolavoro:
“Eleganza visionaria, leggerezza, profondità, spiritualità, personaggi quasi muti: ammirevole” (La Stampa), “E’ una parabola fra verità e sogno, una favola sulla leggerezza e invisibilità (…). Una storia d’amore senza una parola. Un massaggio per le tempie e l’anima” (L’Unità), “È una metafora paradossale che nel corso di un’ora e mezza si dipana coniugando con rara eleganza leggerezza e profondità” (Il Corriere della Sera), “Kim Ki-duk mette in scena un racconto davvero intelligente, imprevedibile e intrigante nel mescolare il fisico col metafisico, la fluidità narrativa con l’eleganza scenografica” (Il Mattino).

Pubblicato su MyMovies
Regia: Kim Ki-duk
Sceneggiatura: Kim Ki-duk
Cast: Hee Jae, Seoung-yeon Lee
Paese: Corea del Sud (2004)
Genere: Drammatico
Durata: 90’
Uscita Italia: 3 Dicembre 2004
Uscita Sud Corea: 15 Ottobre 2004
Trama:
Un ragazzo ha la strana abitudine di entrare nelle case momentaneamente disabitate e comportarsi come se ne fosse il padrone, lavando i panni sporchi dei proprietari e persino aggiustandone gli oggetti rotti o guasti. In una delle case in cui si introduce viene sorpreso da una giovane donna…
Note:
Inserito in concorso come “film a sorpresa” (il titolo è stato rivelato solo a rassegna iniziata), ha vinto 4 premi al 61° Festival di Venezia.

marzo 31, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Probabilmente, “Primavera etc.” è tra i film più belli che abbia mai visto. Poetico, penetrante, con una fotografia stupenda. “Ferro3” purtroppo mi manca. Fino ad un anno fa non conoscevo molto la cinematografia orientale, un po’ per superficialità mia, un po’ per la difficile reperibilità di certi titoli (per vedere “Primavera etc.” ho dovuto fare 70+70 chilometri). Quest’anno invece, oltre al già citato, ho amato molto anche “Hero”. Speriamo che capolavori del genere riescano in futuro ad avere una programmazione migliore…

    Commento di freestate | marzo 31, 2009

  2. Ho visto il tuo commento su un mio vecchio post quasi per caso e ti ringrazio. Avevo un blog di cinema, ma ho dovuto metterlo fuori linea perché non riuscivo a seguirlo. Penso che difficilmente andrei a vedere un film coreano. Ciao e a presto🙂

    Commento di Penultimo | marzo 31, 2009

  3. Penutlimo, peccato…
    Penso che per chi ami il cinema, i film di Kim Ki-duk siano imperdibili.
    Freestate, “Hero” lo avevo perso, l’ho recuperato grazie a Ski. Pochi film mi hanno entusiasmato come questo (che piacere devono aver provato coloro che lo hanno visto sul grande schermo!).

    Commento di cinemaleo | marzo 31, 2009

  4. Straordinario. Purtroppo per ora è l’unico che ho visto di Kim ki duk, però mi ha colpita veramente moltissimo!!

    Commento di Alessandra | aprile 1, 2009

  5. Davvero tante domande… ma a quante di queste possiamo rispondere e quante ancora ne sorgeranno?
    Una che mi ha colpito particolarmente è l’ultima: la solitudine è veramente una condanna…?
    Questo è un ottimo quesito a mio parere…

    Commento di s3tt0 | maggio 2, 2009

  6. il linguaggio silenzioso è la forma di comunicazione più efficace perchè, non necessitando del tempo, é in ogni istante. il regista coglie quanto caratterizza la poesia di Rilke e pone un ponte fra la terra e il cielo come è sempre nell’amore.

    Commento di angiolina | luglio 24, 2009


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