Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Dear Frankie”

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2004: Dear Frankie di Shona Auerbach

Trionfatore ai Festival di Sofia, Seatlle, Montreal, Los Angeles, Toronto, Cannes (ma l’elenco potrebbe continuare…), è certamente “un film nato per scaldare il cuore” (Ciak), ma grazie a “una scrittura asciutta e a una raffinata delicatezza nei dettagli, evita gli scogli del sentimentalismo” (il Morandini).

Chi non ama il silenzio farà bene ad evitare questo film. Chi ama il cinema “urlato”, la colonna sonora ridondante ed invasiva, gli effetti mirabolanti (tutto quanto insomma Hollywood ci ammannisce quasi quotidianamente per mascherare, il più delle volte, sceneggiature lacunose e povertà di idee) non amerà Dear Frankie: un lavoro dove a farla da padroni incontrastati sono gli sguardi, le pause, le immagini…
Una storia insolita ed originale, coinvolgente ed emozionante come poche e che non consente allo spettatore la minima distrazione. Un racconto di sentimenti profondi che narra di individui qualsiasi alle prese con le difficoltà della vita, grandi e piccole.

I film che vedono protagonisti bambini cadono spesso nel lezioso nel sentimentalismo nello sdolcinato… invitano alla lacrima facile e risultano quasi sempre insopportabili. Ma non è questo il caso.
Rispettando la dignità dello spettatore, la regista Shona Auerbach non lo ricatta: lo stile è massimamente sobrio e conciso, essenziale ed equilibrato. Ci si commuove a volte, ma il film procede con tale sottigliezza che la cosa è del tutto spontanea e naturale. Dear Frankie è un film caratterizzato dalla delicatezza e dalla semplicità, qualità sempre più rare nel cinema contemporaneo. Mai patetico, mai retorico.

Un’opera da ammirare anche per le qualità tecniche: da plauso soprattutto la fotografia, dalla luce armoniosa e morbida (non per niente la Auerbach ha un passato di lunga esperienza come fotografa e creatrice di spot pubblicitari).

Da dieci e lode la performance dell’intero cast costituito interamente da attori con alle spalle tutti una carriera poliedrica (ognuno di loro ha fatto cinema, televisione, teatro).
Jack Mcelhone, il bambino, ha una spontaneità veramente sorprendente, oltremodo accattivante e mai lezioso. Emily Mortimer, la madre, è di una bravura straordinaria: una vera donna (non la solita bellezza stereotipata), massimamente espressiva e dalla recitazione al contempo sottile e intensa. Un encomio a Gerry Butler, lo sconosciuto, che aveva poco convinto nel film che lo ha lanciato (Il fantasma dell’opera): qui, in un ruolo non certo facile, rivela notevoli qualità recitative.

Pubblicato su Cineocchio

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Regia: Shona Auerbach
Sceneggiatura: Andrea Gibb
Cast: Emily Mortimer, Gerard Butler, Sharon Small, Jack McElhone, Mary Riggans, Sean Brown, Jayd Johnson, John Kazek, Katy Murphy, Anna Hepburn, Rony Bridges, Sophie Main, Cal Macaninch, Anne Marie Timoney
Paese: Gran Bretagna (2004). Uscita Italia: 22 Luglio 2005. Uscita Gran Bretagna: 27 Agosto 2004

Trama:
Da quando é nato, Frankie non ha fatto altro che trasferirsi con la madre di casa in casa. L’ultimo domicilio é sulla costa scozzese; qui Lizzie, per lenire le sofferenze di Frankie per la mancanza del padre, scrive delle false lettere che vedono l’uomo…

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marzo 12, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. un film davvero splendido, delicato e coinvolgente… uno di quei capolavori che faro’ fatica a dimenticare. Bellissimo

    Commento di Davide | maggio 30, 2009


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