Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Due partite”

2008: Due Partite di Enzo Monteleone

Critiche contrastanti: “Cinema teatrale molto raffinato” (La Repubblica), “…la sensazione è più quella dell’esercizio di intelligenza che d’introspezione” (Il Corriere della Sera), “Commedia acuta e spiritosa” (Il Giornale), “Monteleone… finisce con il fotografare la soggezione del mezzo cinematografico nei confronti del testo” (Sentieriselvaggi).

“È un film sulla vita. E su come le donne siano in grado di reagire e ricominciare, sempre” ha dichiarato il regista.
Due Partite non è esclusivamente un film di donne per donne. Parla di noi tutti, dei nostri problemi, e più di uno spettatore potrà identificarsi nei temi trattati.
Il film è la versione cinematografica della commedia di Cristina Comencini che per due anni ha riempito i teatri di tutta Italia. Sul palcoscenico quattro attici interpretavano sia le madri che le figlie (Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo), sullo schermo sono diventate otto (con l‘aggiunta di Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Claudia Pandolfi e Alba Rohrwacher): il che ha tolto mordente e parte dell’interesse che lo spettacolo aveva (era intrigante e più incisivo vedere una stessa attrice mostrare il cambiamento, nel tempo, delle donne… cambiamento che non ha procurato la felicità sperata).

Pur con un tono leggero e sorridente, Due partite è un lavoro amaro: l’evoluzione c’è stata nel passaggio generazionale ma i problemi sono rimasti (“gli uomini sono sempre assenti, come prima e più di prima. Non c’è un perché solo un dato di fatto”, Luciana Morelli).
Da elogiare sia quello che si dice che l’aspetto tecnico (un plauso particolare alla colonna sonora, ai truccatori, alla fotografia che è un trionfo di colori nella prima parte per poi incupirsi nella seconda), ma il film ha scarso ritmo e ha un sapore di costruito e di artefatto. Regia e sceneggiatura non hanno trasformato il linguaggio teatrale in linguaggio cinematografico, non uguali e con esigenze diverse. Sullo schermo sembra di vedere ‘teatro filmato’: interessante come documento storico ma non come spettacolo cinematografico (benché la macchina giri incessantemente intorno alle quattro attrici nel tentativo di creare movimento all’interno del set). Un che di falso serpeggia continuamente e, a volte, si rischia la noia.
Peccato, un’occasione sprecata di offrire un affresco sul ruolo della figura femminile nell’evoluzione dei tempi, nonché di celebrarla con le sue frustrazioni, le sue aspirazioni, le sue emozioni, le sue contraddizioni, la sua forza.

Ottima la prestazione delle otto attrici.

Le cose migliori del film sono il finale (cinematograficamente ben riuscito) e, naturalmente, la voce di Mina.

Pubblicato su Cineocchio


Regia: Enzo Monteleone
Sceneggiatura: Cristina Comencini, Enzo Monteleone
Cast: Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Valeria Milillo, Claudia Pandolfi, Alba Rohrwacher

Paese: Italia (2008). Uscita Italia: 6 Marzo 2009
Trama:
Analisi di un doppio universo femminile: quello degli anni ’60, vissuto attraverso le vicende di quattro donne (Gabriella, Beatrice, Claudia e Sofia) che si ritrovano davanti a un tavolo da gioco e, a quarant’anni di distanza, quello delle loro figlie.

http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=53705716,t=1,mt=video

marzo 8, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

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