Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Nella valle di Elah”

2007: In the Valley of Elah di Paul Haggis

Il titolo fa riferimento alla valle che vide lo scontro di Davide e Golia… Ma ora a vincere è Golia, sottolinea amaramente Paul Haggis (reduce dal trionfale esordio di Crash).

Uno dei più riusciti lavori sul crollo dell’american dream (“uno dei migliori film contemporanei sulla “perdita dell’innocenza” degli americani”, Repubblica) : un’opera tesa e massimamente asciutta (con l’andamento di un coinvolgente poliziesco) che sembra appartenere più alla migliore cinematografia europea che a quella hollywoodiana.

Commuove e sconvolge Nella valle di Elah, giustamente definito dalla critica “film doloroso, difficile, scomodo”.
A onore di Haggis il mostrare con decisione e senza ipocrisia (evitando accuratamente ogni forma di retorica o di facile melodramma) come la guerra faccia trasformi l’essere umano.
Attualissimo il messaggio: perché Saul ha permesso che Davide sfidasse il mostro? perché l’America permette che i suoi ragazzi facciano altrettanto con il mostro della guerra? L’America ha bisogno del resto del mondo, senza questo l’America non può farcela, perde militarmente ma soprattutto moralmente.
Bellissima l’ultima scena, che riassume compiutamente e dolorosamente il significato dell’intero film.

Due ore dove le pause, i silenzi, gli sguardi hanno la medesima importanza dei dialoghi e delle azioni… due ore che catturano la nostra attenzione procurandoci inquietudine, angoscia, orrore: inevitabile interrogarsi su cosa stia accadendo al mondo odierno.

Nella valle di Elah (a cui una delle ultime Mostre veneziane dedicò una vera e propria standing ovation) si contraddistingue anche per il desolante affresco di una provincia maschilista chiusa triste… che una suggestiva livida fotografia contribuisce mirabilmente a ritrarre.

Superiori a qualsiasi elogio le performance dei protagonisti.
La prova di Tommy Lee Jones è quanto di meglio si sia visto negli ultimi anni e non sarà facile dimenticarla. Charlize Theron offre una delle più sentite interpretazioni della sua carriera, evidenziando una ammirevole capacità di trasformazione e di immedesimazione. Susan Sarandon conferma di essere una delle migliori attrici del cinema contemporaneo: ha poche scene ma le bastano per rendere indimenticabile il suo personaggio.

Da far proprio il giudizio conclusivo di MyMovies:
“Una costruzione narrativa che non può essere scalfita sotto nessun punto di vista: intreccio, pathos, commozione, citazioni bibliche… sono impeccabili e rendono il film privo di qualsivoglia smagliatura”.

p.s.
Tutti gli addetti ai lavori ritenevano che il film avrebbe fatto incetta di Oscar: ha avuto solo una nomination come migliore attore (Tommy Lee Jones)

Pubblicato su Cineocchio

Regia: Paul Haggis
Sceneggiatura: Paul Haggis
Cast: Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Josh Brolin, Jonathan Tucker, Jason Patric
Paese: USA (2007). Uscita Italia: 30 Novembre 2007. Uscita USA: 13 Settembre 2007
Trama:
Mike Deerfield scompare misteriosamente subito dopo essere ritornato dall’Iraq, dove ha combattuto, e viene considerato “assente ingiustificato” dall’esercito. Il padre decide di mettersi alla ricerca del ragazzo, con l’aiuto di una riluttante investigatrice…

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marzo 3, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Mah, io non sono così entusiasta nei confronti di questo film. Ottimo il personaggio principale, ottimamente recitato, ma un pò troppo farcito di retorica e tra l’altro per certi versi (le scene d’azione) girato non poi così bene. Il personaggio della Sarandon a mio avviso è del tutto superfluo e sono stanca di dover vedere la Theron truccata da “brutta” per dimostrare che anche le gnocche sanno recitare. Comunque qualche buona riflessione il film la contiene, ci mancherebbe, però a mio avviso avrebbe potuto essere più originale.

    Commento di Alessandra | marzo 3, 2009

  2. A me è sembrato tutt’altro che retorico.
    Il personaggio della Sarandon rientra nel messaggio antimilitarista del film (è il rimprovero: il ragazzo scomparso è il secondo dei figli che l’eroismo del marito le ha tolto).
    La Theron, da bella o da brutta, ormai da tempo ha dimostrato di essere un’ottima attrice.

    Commento di cinemaleo | marzo 3, 2009

  3. anche a me è garbato parecchio devo dire, nonostante la modesta regia di paul haggis l’ho trovato assai doloroso (specie nella metafora, dolente, della bandiera rovesciata)
    mentre invece sono d’accordo con alessandra su una cosa: è retorico, ma la retorica è un linguaggio che appartiene al cinema, e quindi non c’è nessuna accezione negativa possibile nel dire che un film si serve della retorica. linguaggio che usa paul haggis qui e anche van sant in milk e anche clint eastwood in changeling etc etc
    tutto sta in cosa intendiamo con “retorica”

    Commento di honeyboy | marzo 4, 2009

  4. Honeyboy: mi piace la tua considerazione sulla “retorica”

    Commento di cinemaleo | marzo 4, 2009

  5. Perfettamente d’accordo con te.
    Piacque moltissimo anche a me, ma a quanto pare noi estimatori siamo una minoranza.
    Tanti cineblogger l’hanno selvaggiamente stroncato.

    Commento di Mr. Hamlin | marzo 4, 2009


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