Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

Omaggio a Maurice Jarre

E’ morto all’età di 84 anni uno dei più celebri compositori di colonne sonore. Il decesso è avvenuto nella notte del 29 Marzo, a Los Angeles.
Quattro Golden Globe (1965 Il Dottor Zivago, 1985 Passaggio in India, 1989 Gorilla nella nebbia, 1996 Il profumo del mosto selvatico), tre Oscar (1963 Lawrence d’Arabia, 1965 Il Dottor Zivago, 1985 Passaggio in India)

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marzo 31, 2009 Posted by | eventi, omaggi | , , | Lascia un commento

“Ferro 3”

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2004: Bin-Jip di Kim Ki-duk

“Un’alta lezione di cinema” definì la critica Primavera estate autunno inverno, il bellissimo film che ci ha fatto conoscere il regista coreano Kim Ki-duk. Come non ripetere questa definizione per Ferro3-La casa vuota?
Opere diversissime tra loro, ambedue impossibili da raccontare nella loro leggerezza e profondità ma da vedere. Trama strana e visionaria, una scommessa fare un film dove il dialogo è quasi assente ma tutto è basato sugli sguardi, sull’atmosfera, sui gesti e senza un attimo di noia. Si è totalmente coinvolti… e tante sono le domande che durante la visione ci poniamo (e non a tutte riusciamo a trovare una risposta): è possibile essere se stessi senza compromessi? la libertà è un’illusione? è così difficile essere compresi? il comunicare con le parole serve a qualcosa? in che tipo di società siamo costretti a vivere? la solitudine è veramente una condanna…?

Il regista coreano ha sempre diviso nettamente la critica. Questo film è un esempio raro. Tutti concordi, un capolavoro:
“Eleganza visionaria, leggerezza, profondità, spiritualità, personaggi quasi muti: ammirevole” (La Stampa), “E’ una parabola fra verità e sogno, una favola sulla leggerezza e invisibilità (…). Una storia d’amore senza una parola. Un massaggio per le tempie e l’anima” (L’Unità), “È una metafora paradossale che nel corso di un’ora e mezza si dipana coniugando con rara eleganza leggerezza e profondità” (Il Corriere della Sera), “Kim Ki-duk mette in scena un racconto davvero intelligente, imprevedibile e intrigante nel mescolare il fisico col metafisico, la fluidità narrativa con l’eleganza scenografica” (Il Mattino).

Pubblicato su MyMovies
Regia: Kim Ki-duk
Sceneggiatura: Kim Ki-duk
Cast: Hee Jae, Seoung-yeon Lee
Paese: Corea del Sud (2004)
Genere: Drammatico
Durata: 90’
Uscita Italia: 3 Dicembre 2004
Uscita Sud Corea: 15 Ottobre 2004
Trama:
Un ragazzo ha la strana abitudine di entrare nelle case momentaneamente disabitate e comportarsi come se ne fosse il padrone, lavando i panni sporchi dei proprietari e persino aggiustandone gli oggetti rotti o guasti. In una delle case in cui si introduce viene sorpreso da una giovane donna…
Note:
Inserito in concorso come “film a sorpresa” (il titolo è stato rivelato solo a rassegna iniziata), ha vinto 4 premi al 61° Festival di Venezia.

marzo 31, 2009 Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

“Cacciatore di teste”

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2005: Le Couperet di Costa Gavras

“Crudo, essenziale, neorealista. Soprattutto attuale ed agghiacciante”: il giudizio di “La Repubblica” su questo film del regista greco-francese. Da sottoscrivere in pieno.

Una feroce accusa alla direzione che la nostra società (sempre più influenzata da tutti gli aspetti negativi di quella americana) ha ormai da tempo intrapreso.
Costa Gavras (suoi gli indimenticabili Z L’orgia del potere del 1969 e Missing del 1982) ritorna al film politico, al film di denuncia del malessere che imperversa: il profitto vero deus ex machina del nostro mondo, il denaro unico motore della nostra vita.
L’individualismo regna sovrano, la solitudine impera, il concetto di solidarietà è sparito: ecco il quadro rappresentato da questo film, drammatico e ironico al contempo, che ha impiegato due anni per trovare un produttore.
Un thriller politico che ti lascia l’amaro in bocca, che ti pone mille interrogativi sui valori in cui crediamo e sulla vita che conduciamo: si perde sempre di più il concetto di qualità, l’importante è lavorare ed essere il più forte, essere il primo… e intanto non si ha più tempo per la famiglia, la riflessione, la lettura, lo studio… (giustamente il regista afferma che “viviamo in una società di Olimpiadi dove essere quarti o quinti vuol dire perdere”).
Fa venire i brividi questo ritratto di umanità in cui ognuno di noi può riconoscersi.
Dal momento che si è convinti che il lavoro sia tutto, il perderlo porta inevitabilmente alla capacità di compiere gli atti più estremi perché convinti della necessità del proprio gesto. Un disoccupato che si trasforma in killer per riacquistare l’unica cosa che può dargli una identità, una personalità (il lavoro, appunto), e senza odio o sensi di colpa, senza cattiveria e senza piacere… ma per dovere-necessità-pragmatismo: per una “giusta causa”, l‘unica causa meritevole, la sua. E’ semplicemente un qualcosa che va compiuto. Non c’è aggressività spettacolare, è semplicemente una possibile variante del libero mercato: pace e quiete le posso ottenere solo abbattendo gli ostacoli, gli altri esseri umani, rivali e quindi da eliminare. Combatto le spietate logiche aziendali, la ferocia dell’economia globale non per un ideale, in nome dell’umanità e della giustizia. Non è più tempo di solidarietà, di aiuto reciproco, di sogno utopistico: l’unica missione è sopravvivere, preservare il benessere finora raggiunto, proteggere la propria famiglia contro tutto e contro tutti.

Ispirato a un romanzo dell’americano Donald Westlake, il film evidenzia che ciò che negli States è ormai un imperativo categorico (“ognun per sé e Dio per nessuno”) si sta affermando anche nella vecchia Europa. Ci troviamo sempre di più in uno stato di guerriglia in cui l’unica soluzione possibile ai miei problemi è quella dei nostri progenitori: diventare un predatore…
Un film da vedere, su cui riflettere e discutere. Uno dei migliori lavori delle ultime stagioni cinematografiche che fa onore a chi lo ha realizzato e prodotto. Un’opera in cui tutto funziona al meglio, una perfetta miscela di estetica-intelligenza-profondità.
Un plauso particolare al protagonista, Josè Garcia, veramente straordinario nel suo andare dalla commedia al dramma con naturalezza e apparente facilità (giustamente Costa Gavras lo ha paragonato a Jack Lemmon).
p.s.
Bellissimo ed estremamente “logico” il finale

Pubblicato su Cinema4Stelle
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Regia: Constantin Costa Gavras
Sceneggiatura: Constantin Costa-Gavras, Jean-Claude Grumberg
Cast: José Garcia, Karin Viard, Ulrich Tukur, Olivier Gourmet, Yvon Back, Christa Theret, Geordie Monfils, Thierry Hancisse, Olga Grumberg, Yolande Moreau, Dieudone’ Kabongo, Jean-Pierre Gos, Vanessa Larre, Serge Larivière, Jeanne Savary
Paese: Belgio, Spagna, Francia (2005).
Genere: Drammatico
Durata: 122’
Uscita Italia: 10 Febbraio 2006. Uscita Francia: 2 Marzo 2005
Trama:
Bruno D., dirigente in una fabbrica di carta, dopo quindici anni di fedele servizio, un giorno viene brutalmente licenziato insieme a un centinaio di colleghi a causa di una ridistribuzione economica.
L’unico pensiero ora è sopravvivere, preservare il suo benessere, quello di sua moglie e dei suoi figli…

marzo 30, 2009 Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

“Stregata dalla Luna”

1987: Moonstruck di Norman Jewison

Il film che nel 1988 ha sbancato i botteghini di tutto il mondo, facendo altresì incetta di premi e riconoscimenti (Oscar, Golden Globe, Writers Guild of America, National Board of Review, Los Angeles Film Critics Association, Casting Society of America, David di Donatello, American Comedy Awards, Festival di Berlino…).

stregata-poster da vedere

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marzo 30, 2009 Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti