Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Giulia non esce la sera”

2008: Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni

Il film ha destato l’interesse della critica pur non suscitando eccessivo entusiasmo.
Panorama: “…in modo insolito, almeno per il cinema italiano, cerca di coniugare il realismo e l’analisi psicologica con la divagazione verso mondi immaginari”.
MyMovies: “…non si può negare che Giulia non esce la sera si imponga per la sua capacità di guardarsi attorno, di comprendere meglio ciò che accade (soprattutto) in Italia, di mettere in discussione l’identità dei personaggi e di uscire “dalla chiusura domestica””.
Repubblica: “Piccioni… da autore alla maniera della nouvelle vague usa il cinema come un diario intimo, scava nei sentimenti e nelle relazioni interpersonali, e “l´inattualità” ricercata di quel che narra e mette in scena lo allontana (è quello che vuole, ma non è mai sicurissimo di volerlo veramente) dai riflettori puntati sui cosiddetti temi forti”.
Il Corriere della Sera: “Ci sono dei film dove i personaggi sono “meglio” della storia che interpretano, dove volti e comportamenti finiscono per lasciarsi alle spalle la trama per vivere di vita propria”.
Comingsoon.it: Il film “non gioca mai sporco, non usa espedienti che mirano a creare empatia col pubblico”.
Movieplayer.it: “Le ambizioni sono evidenti, ma nello stesso tempo la pulizia del racconto è priva di mordente”.
Il Giornale: “La Golino è ormai una brava attrice e s’appropria del film, mentre Valerio Mastandrea non differenzia sostanzialmente i personaggi dei suoi troppi film”.

A cinque anni di distanza da La Vita che Vorrei, torna Giuseppe Piccioni e non solo “come al solito fugge qualsiasi concessione al banale o al consolatorio” (Cinematografo.it), ma continua nel fare un cinema che si distingue dal tradizionale panorama italiano, “un cinema che non si piega alla furbizia di quello più commerciale e ha il coraggio di raccontare personaggi scomodi e storie in grado di far ‘lavorare’ la mente” (Movieplayer). Intento lodevolissimo quest’ultimo se però non è fine a se stesso ma al servizio di un qualcosa che si vuole dire e che il pubblico riesce a captare.
In Giulia non esce la sera è arduo decifrare cosa Piccioni ci abbia voluto comunicare: raccontare l’incontro tra due esclusi dalla vita, mettere a confronto due generazioni (benché sofferenti e tendenti all’egoismo i figli più maturi e responsabili dei genitori) e due classi sociali diverse (una borghesia annoiata e inconcludente, un proletariato alle prese con problemi concreti e tangibili), rappresentare lo sfacelo della famiglia come istituzione, analizzare la solitudine la fragilità l’infelicità dell’essere umano in quanto tale, fare il ritratto di un’Italia che cambia e che non sa cosa vuole, evidenziare l’ormai dominante impossibilità di comunicare, delineare la difficoltà del vivere, esprimere la tragedia della privazione (l’arte, la maternità)…
Forse tutto questo insieme e altro ancora: quel che è certo è che non si può non rimanere perplessi dinanzi a un’opera dal ritmo lento che concede poco allo spettatore, stenta a coinvolgerlo e ad emozionarlo. Solo a tratti ci si appassiona ai drammi dei protagonisti, si è portati ad osservarli con freddo distacco chiedendosi continuamente perché il regista li abbia accomunati. La sceneggiatura non riesce infatti a creare  “un ponte” tra i due personaggi principali: li fa incontrare, li fa interagire, li fa innamorare ma senza che l’uno cambi la vita dell’altro. Ci chiediamo: se non si fossero conosciuti, cosa sarebbe mutato nel destino di entrambi? Assolutamente nulla, le loro storie si sviluppano uno indipendente dall’altro. Si ha così l’impressione di assistere a due film diversi che ogni tanto si incrociano senza mai unificarsi. Aggrava il tutto l’inserimento di situazioni e figure che non si armonizzano con il resto e che sembrano parentesi nelle parentesi…

Valeria Golino e Sonia Bergamasco sono come al solito molto brave (e sembrano gareggiare a chi ha l’aspetto più “anoressico”, caratteristica saliente ormai di molte attrici italiane).
Valerio Mastandrea è, come sottolineato da molti critici, sempre uguale a se stesso e stenta ad esprimere la complessità che sulla carta il suo personaggio dovrebbe avere.
Sebbene in un ruolo poco importante, Piera Degli Esposti riesce a farsi notare e a far desiderare lo spettatore di vederla di più sullo schermo.

In definitiva un film esteticamente apprezzabilissimo (fotografia e scenografia al top, buona la colonna sonora dei Baustelle a cui validamente si aggiunge Valeria Golino nella canzone dei titoli di coda) ma che non appassiona: un film non chiaro e lineare nel suo svolgimento e che fa pensare a un progetto ambizioso che non mantiene le sue promesse.

p.s.
Come nota giustamente Antonio Bracco, “per apprezzare al meglio Giulia non esce la sera, è preferibile non conoscerne la trama più del dovuto”, il che si potrebbe dire della maggioranza dei film. Purtroppo la maggior parte dei critici italiani incorre nel difetto, recensendo un lavoro cinematografico, di attardarsi nel descrivere minuziosamente e dettagliatamente quanto accade sullo schermo, non rendendo così un buon servizio né al lavoro degli autori né all’eventuale spettatore.

Un’ultima postilla.
Valeria Golino è sicuramente una delle migliori attrici italiane ma qualcuno le dovrebbe dire che il pubblico ha diritto di capire quello che dice: se aprisse di più la bocca quando parla forse anche noi comuni mortali potremmo afferrare più dell’attuale 10% delle battute che pronuncia.

Pubblicato su Cineocchio

Regia: Giuseppe Piccioni
Sceneggiatura: Federica Pontremoli, Giuseppe Piccioni
Cast: Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Piera Degli Esposti
Paese: Italia (2008). Uscita Italia: 27 Febbraio 2009
Trama:
Il finalista di un prestigioso premio letterario si innamora di una misteriosa e affascinante donna, ma…

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febbraio 28, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , ,

11 commenti »

  1. bellissimo video.complimenti! *_*

    Commento di Debora | marzo 2, 2009

  2. …insomma da vedere se proprio non si ha di meglio, questo vuoi dire? ero pure indecisa ma quando si vive in un posto con soli 3 cinema che tengono i film per una settimana, forse lo vedrò, tanto per respirare la polvere delle poltrone rosse e sentire il fiato dell gente dietro di te…ciao Leo, come vedi sono sempre presente

    Commento di Marina | marzo 2, 2009

  3. Marina, con tutti i suoi difetti, è un film che può affascinare… e poi bisogna incoraggiare la volontà di fare un cinema italiano diverso.
    Debora, grazie

    Commento di cinemaleo | marzo 2, 2009

  4. Porto alla tua conoscenza la base di una nuova mozone alla carta di Kilombo

    http://sinistradelfia.blogspot.com/2009/03/kilombonuova-mozioneper-una-redazione.html

    Spero in un tuo intervento e nella tua collaborazione

    Commento di antonio | marzo 2, 2009

  5. Cinema italiano diverso? Questo è il cinema italiano velleitario che si faceva in Italia negli anni 80-90 e da cui ci stiamo liberando.Piccioni certo ha fatto di peggio ( gli orribili LUCE DEI MIEI OCCHI e FUORI DAL MONDO) ma anche questo è davvero inutile.

    Commento di alp | marzo 17, 2009

  6. Piccioni può non piacere, ma il suo cinema si distingue nettamente da quello che oggi il panorama italiano offre. Alp, ben ritrovato. Ciao

    Commento di cinemaleo | marzo 18, 2009

  7. Il cinema italiano di oggi è Sorrentino, Garrone, Crialese, qualche Salvatores, qualche Tornatore e qualche giovane. E basta: Piccioni è una patetica vecchia guardia dal passato inesistente.

    Commento di alp | marzo 21, 2009

  8. Piccioni dichiara:”Sono stato costretto a dei tagli”.
    Non sono bastati. Serviva tagliare ancora 105 minuti.
    “Io a galla ci so stare… Tutti si aggrappano a qualcosa… per te è difficile perdonarmi!” Ma basta con questi dialoghi, con personaggi schematici e macchiettari. Giulia non esce la sera, ma se esci ti prego: vai a vedere un altro film. Basta con il cinema italiano mediocre.

    Commento di battar | maggio 1, 2009

  9. @ battar: pensavo di essere stato severo ma tu mi batti

    Commento di cinemaleo | maggio 1, 2009

  10. …desta poche emozioni???? IO HO PIANTO DA QUANDO LEI VA AL BAR DALLA FIGLIA IN POI…. carico di emozioni direi… ti fa anche sorridere in alcune parti… ma la storia è straziante… e terribilmente bella! La Golino poi è meravigliosa…

    Commento di sarakat76 | dicembre 29, 2009

  11. Rivisto e continuo a non concordare, è un film bellissimo. Con interpreti fantastici, Valeria Golino su tutti. Grandissima colonna sonora, film nominato ai David e ai Nastri. Piangi Roma cantata da Valeria Golino stupenda. Io ho pianto e sorriso in questo splendido film!

    Commento di sarakat76 | luglio 11, 2011


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