Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Valzer con Bashir”

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2008: Vals im Bashir di Ari Folman

Giustamente premiato ai Golden Globe, un piccolo gioiello da tutti acclamato.
Il Manifesto: “…un lavoro duro e impressionante…”
El Pais: “…oltre ad avere un talento straordinario, Ari Folman ha un ammirevole coraggio”.
Il Messaggero: “Il risultato è un film che cambia tutto il modo di fare cinema”.
Corriere della Sera: “Valzer con Bashir si avvale di animazioni più realiste delle immagini reali”.
Il Tempo: “…un film di animazione più reale, e realistico, di un documentario dal vero”.
Il Giornale: “…un cartoon per adulti, toccante e mai fazioso, quasi un viaggio psicoanalitico dentro un’amnesia
individuale e collettiva insieme”.
Panorama: “Un film d’animazione che non è un cartoon, un racconto di guerra che è un viaggio nella memoria, un documentario che evoca fantasmi…”
Variety: “…un qualcosa di speciale, strano, originale e potente”.

The Times: “…un film potente, pacifista, fortemente personale…”

Grande successo (di critica e di pubblico) all’ultimo Festival di Cannes, un terribile atto d’accusa verso ogni guerra che commuove coinvolge indigna angoscia… e il tutto con  un “ammirevole eclettismo di tecniche impiegate – secondo i casi animazione classica, tridimensionale, flash ed effetti speciali –  e un’eccezionale creatività del montaggio” (Repubblica).
Valzer con Bashir mostra con coraggio e senza falsi pudori come ogni conflitto non sia altro che un insieme di orrori, di paura, di disperazione, di vigliaccheria, di prevaricazione, di ferocia, di traumi, di disumanizzazione, di mostruosità senza senso…
Di difficile collocazione per la coesistenza di stili diversi, “il film mescola abilmente il documentario politico e l’autobiografia, il genere guerra e la psicoanalisi, la trascrizione di sogni – fantasmi, reminiscenze – e una splendida animazione grafica” (Le Monde): in effetti nel lavoro di Ari Folman non sai se ammirare maggiormente la tecnica o il contenuto.

Nel fare emergere la memoria di una pagina buia della sua storia personale e di quella del suo paese, il regista israeliano mostra come realtà e immaginazione siano facilmente mescolabili: Valzer con Bashir è, e al contempo non è, un documentario e una fiction (mirabilmente fusi realismo surrealismo onirismo). Un’opera emozionante come poche, innovativa nel modo di presentare le cose mediante tavole disegnate ed effetti digitali, attuale più che mai oggi: una narrazione psicoanalitica che costituisce un salutare pugno nello stomaco dello spettatore, dall‘inizio alla fine.

Straziante e sconvolgente il finale. Si esce dalla proiezione incapaci di parlare.

Del suo film (ci son voluti ben quattro anni per realizzarlo!), Ari Folman ha detto: “Il messaggio è che ogni guerra è sbagliata. Dovunque nel mondo. Non è come nei film americani, non c’è alcuna gloria nella guerra. Di solito i giovani che guardano i film di guerra dicono ‘si, è dura là fuori, ma c’è comunque un grande senso di amicizia tra i soldati… voglio esserci anche io’… spero che con questo film dicano: ‘non vorrei mai essere lì”.
Giustamente Dario Arpaio, commentando la pellicola, ha scritto:
“Nessuno vince mai una guerra. Nei sopravvissuti restano solo immagini a due colori e qualche incubo ricorrente…
Per non dimenticare che la pietà non va alla guerra”.

Un vero peccato che il film venga distribuito in così poche sale.

p.s.
Per lo stile innovativo (benché su piani diversi) e per gli intenti, Valzer con Bashir non può non ricordare Redacted di Brian De Palma.
Un plauso particolare alla colonna sonora.

Pubblicato su Cineocchio
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Regia:  Ari Folman
Sceneggiatura:  Ari Folman
Cast: Ron Ben-Yishai, Ronny Dayag, Ari Folman, Dror Harazi, Yehezkel Lazarov, Mickey Leon, Ori Sivan, Zahava Solomon
Paese: Israele Germania Francia (2008). Uscita Italiana: 9 Gennaio 2009. Uscita Israele: 12 Giugno 2008
Trama:
Una sera, in un bar, un vecchio amico racconta al regista Ari Folman un incubo ricorrente nel quale 26 cani feroci lo inseguono. Lo stesso numero di animali, ogni notte. I due giungono alla conclusione che c’è un legame tra l’incubo e la loro missione nelle file dell’esercito israeliano durante la prima guerra del Libano, all’inizio degli anni ‘80…

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gennaio 23, 2009 - Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. come leggere un fumetto…ma alla fine ti senti indignato e sconsolato

    Commento di Marina Bove | febbraio 11, 2009

  2. Una notte, in un bar, un amico confessa al regista israeliano Ari Folman un suo incubo ricorrente: sogna di essere inseguito da 26 cani inferociti…

    Commento di penzo68 | settembre 16, 2011


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