Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“Home”

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2008: Home di Ursula Meier

Esordio nella regia di un lungometraggio per Ursula Meier (finora specializzata in documentari e telefilm), ottima accoglienza all’ultimo Festival di Cannes:
La Repubblica: “Non capita tanto spesso di poter salutare, in un primo film, una rivelazione; ma è il caso di Home della regista franco-svizzera Ursula Meier: strano, coinvolgente oggetto cinematografico che comincia come una cronaca familiare prima di trasformarsi in parabola apocalittica”.
La Stampa: “…bel film intenso, disperato e singolare promette il meglio per il futuro della regista”.
Le Monde: “…al tempo stesso drammatico e burlesco, satirico e fantastico”.
Telerama: “Ursula Meier è riuscita a girare una fiaba piena di colori vivi e intrecci misteriosi, di tracce che ci indica senza mai obbligarci a seguirle…”
Liberation: “Semplicemente geniale…”
Variety: “…da non perdere”.

Metafora di una umanità che cerca un suo posto nel mondo e un significato da dare alla vita, rappresentazione dell’impossibilità di adeguarsi ai tempi che cambiano troppo in fretta, affresco di una società che corre verso non si sa dove, ritratto delle tante paure che ci attanagliano, Home -nonostante il finale che induce all’ottimismo– nella seconda parte è quasi un horror grottesco inquietante e surreale nella sua analisi di una famiglia che dall’isolamento passa alla follia.
La casa come rifugio, sembrerebbe: ma è una necessità non una libera scelta, in effetti una vera e propria prigione (qualcuno ha parlato di bunker o tomba).

“Per la nostra società -ha dichiarato la regista- la famiglia è ancora il porto sicuro per eccellenza, il valore fondante. In questo caso, invece, è una bomba pronta a scoppiare, perché il pericolo non viene dall’esterno, dall’autostrada, viene dall’interno, dalle persone, che lottano ciascuna per affermare la propria individualità”.

Si rimane perplessi dinanzi a questo film dalla trama al contempo semplice e complessa. Un film certamente interessante originale e provocatorio, ricco di creatività e di inventiva ma che spiazza nella sua netta divisione tra una prima parte decisamente burlesca in cui prevalgono serenità e felicità, e una seconda in cui dominano nevrosi e tensioni (fino a trasformare l‘opera in un “thriller claustrofobico”, Elle Entertainment). Sorge il sospetto che Home spinga troppo l’acceleratore versoun intento moralistico ed eccessivamente metaforico soffocante tanto quanto l’isolamento morboso della famiglia murata viva all’interno della propria abitazione” (Federico Larosa).
La messa in scena è perfetta ma asettica e quindi non coinvolge del tutto lo spettatore che a volte ha l’impressione che il film giri a vuoto e che non sappia bene quale strada prendere.
Ursula Meier è sicuramente una regista da tenere d’occhio “ma il suo primo lungometraggio appare troppo volutamente intellettuale per convincere davvero” (FilmUp).

Naturalmente brava Isabelle Huppert (che guiderà la Giuria al prossimo Festival di Cannes). Una delle migliori attrici del cinema contemporaneo ma… un consiglio: cambi tipo di ruoli… Da tempo si è specializzata nella parte della nevrotica o della sfasata, parti che interpreta sempre stupendamente, vi è però il rischio della ripetitività (qui “sembra fare il verso a quanto già interpretato in precedenza”, Movieplayer).

Home è stato candidato a tre Premi Cesar, l’equivalente francese degli Academy Awards americani.

Pubblicato su Cineocchio
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Regia:  Ursula Meier
Sceneggiatura:  Antoine Jaccoud, Olivier Lorelle
Cast: Isabelle Huppert, Olivier Gourmet, Madeleine Budd, Kacey Mottet Klein, Adélaïde Leroux
Paese: Svizzera, Francia, Belgio (2008). Uscita Italiana: 30 Gennaio 2009. Uscita Francia: 18 Maggio 2008
Trama:
Marthe, Michel e i loro tre figli vivono isolati lungo un’autostrada costruita da anni e mai inaugurata. Quando però l’autostrada viene messa in funzione e migliaia di macchine iniziano a sfrecciare, la famiglia attraversa impensate difficoltà.

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gennaio 31, 2009 Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Milk”

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2008: Milk di Gus Van Sant

Lodi a non finire da parte di tutta la critica:
La Stampa: “…un film bello, importante, appassionante…”
Comigsoon: “…così come perfettamente Van Sant riesce a lavorare con i suoi attori, su tutti, ovviamente, uno straordinario Sean Penn, ma anche i tanti comprimari…”
35mm: “…il regista non rinuncia alla sua inconfondibile cifra stilistica, scardinando così le regole del biopic hollywoodiano”.
Panorama: “Il film… si libra grazie allo straordinario lavoro di tessitura tra filmati d’epoca e fiction e per la passione civile che lo anima”.
L‘Espresso: “…è un ottimo, riuscitissimo film, ben fatto, coinvolgente, commovente”.
Il Messaggero: “Un grande film politico… Un ritratto insolito quanto straordinario, dominato da un Sean Penn oltre ogni elogio”.

Harvey Milk  fu il leader di un movimento allora ancora agli inizi (siamo negli anni Settanta) per diventare poi il primo omosessuale dichiarato  a essere eletto a una carica pubblica negli Usa (consigliere comunale a San Francisco). E’ importante che Hollywood dedichi un film a un uomo che ha contribuito, con la sua determinazione, a cambiare la vita di tante persone e lode all’Academy Awards che con coraggio non ha esitato a proporre per vari premi una storia non certo comoda.
Il tema è sempre attuale e riguarda tutte le minoranze discriminate: la salvaguardia dei diritti umani è purtroppo ancora argomento del giorno e quindi ben vengano lavori come questo che ricordano tappe importanti nella lotta per la difesa delle libertà individuali.

Formalmente Milk è perfetto: ottimo l’incastro con le immagini di repertorio, fedelissima la ricostruzione d’epoca, fotografia e musica in precisa e puntuale aderenza al periodo rievocato ma…
Nonostante quanto affermato da critici autorevoli, a me il film non è sembrato completamente riuscito. Oltre che durare troppo, commette l’errore di centrare tutta l’attenzione sul politico a discapito dell’uomo. Le varie fasi dell’ascesa di Harvey Milk sono presentate con precisione e in modo dettagliato (presentate una dopo l’altra finiscono con l’essere ripetitive e con l’ingenerare una lieve sensazione di noia) ma ciò che era dietro la faccia del militante non viene fuori: quasi nulla ci viene mostrato delle perplessità, delle esitazioni, dei dubbi, degli sconforti, dei tentennamenti che sicuramente il personaggio ebbe… la cui rappresentazione ci avrebbe maggiormente coinvolto ed emozionato.
Milk risulta un ottimo documentario storico ma, cinematograficamente parlando, concede molto poco allo spettatore che può seguire con interesse l’importante battaglia civile mostrata, rimanendo però freddo e distaccato da quanto il grande schermo gli fa vedere.

Da plauso la prestazione dell’intero cast: tutti gli interpreti, dai maggiori ai minori, sono perfetti e il loro impegno è encomiabile. Sean Penn è di una naturalezza impressionante ed offre forse la migliore performance della sua prestigiosa carriera: come detto da molti, è da Oscar (ma una nomination l’avrebbe meritata, oltre che Josh Brolin, anche James Franco).

Uno dei pochi film “in grande” di Gus Van Sant (che preferisce solitamente le produzioni a piccolo budget). “Tra i più interessanti registi indipendenti del cinema americano, attento alle brutture culturali del suo paese”, anche qui ha dato spazio, come nella quasi totalità dei suoi lavori, alle minoranze, “di cui egli stesso ha sempre fatto parte” (My Movies): Milk , nonostante i difetti, merita di essere visto grazie al suo messaggio di lotta a ogni tipo di discriminazione.

Pubblicato su Cineocchio
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Regia:  Gus Van Sant
Sceneggiatura:  Dustin Lance Black
Cast: Sean Penn, Emile Hirsch, Josh Brolin, Diego Luna, James Franco, Alison Pill, Victor Garber, Denis O’Hare, Joseph Cross, Stephen Spinella, Lucas Grabeel, Brandon Boyce, Zvi Howard Rosenman, Kelvin Yu, Jeff Koons, Ted Jan Roberts, Robert Boyd Holbrook, Frank Robinson, Allan Baird, Tom Ammiano, Carol Ruth Silver, Hope Goblirsch, Steven Wiig, Ashlee Temple, Wendy King, Kelvin Han Yee, Robert Chimento
Paese: USA (2008). Uscita Italiana: 23 Gennaio 2009. Uscita USA: 28 Ottobre 2008
Trama:
La vera storia di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad aver raggiunto una carica pubblica negli Stati Uniti.

gennaio 28, 2009 Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , , , , | 11 commenti

Screen Actors Guild Awards 2009

cinemaleoeventiEcco i vincitori degli Screen Actors Guild Awards (la Screen Actors Guild (SAG) è il sindacato statunitense che rappresenta più di 120.000 attori di cinema e televisione):

– Miglior attrice protagonista: Meryl Streep per Il Dubbio
– Miglior attore protagonista: Sean Penn per Milk
– Miglior attore non protagonista: Heath Ledger per The Dark Knight
– Miglior attrice non protagonista: Kate Winslet per The Reader
– Miglior cast: The Millionaire

tuttiglieventi

gennaio 27, 2009 Posted by | eventi | , , , , , | Lascia un commento

“Vuoti a rendere”

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2007: Vratné Lahve di Jan Sverak

Semplice e leggero, a tratti poetico e commovente (senza cadere mai nel facile patetismo) un film dolceamaro che la critica ha giudicato in modo positivo (e che ha ottenuto il premio del pubblico al festival di Karlovy Vary nonché tanti altri riconoscimenti):
Cinespettacolo: “Brillante e malinconico il film è una deliziosa commedia umana sulla terza età”.
Il Corriere della Sera: “Cast ottimo e vario… il tono del racconto è di esemplare, acida misura, non sbanda nella retorica…”
Il Messaggero: “Il tutto raccontato con un tocco lieve e scanzonato…”
Liberazione: “Ben girato e scritto, si sta bene in sala senza sentirsi troppo scorretti”.
Ciak: “…diverte, commuove e ci ricorda che il primo effetto speciale del cinema è la perlustrazione dell’animo umano”.
Movieplayer: “…un gioiellino di sensibilità e fine umorismo…”
Repubblica: “…aggraziata parabola morale…”

Zdenek e Jan Sverák (nella vita, padre e figlio: regista il secondo, sceneggiatore oltre che attore protagonista il primo) hanno realizzato un trittico sulla vita: 1992 il mondo dell’infanzia in Scuola elementare (Obecná škola); 1996 l’età adulta con Kolya (premiato con l‘Oscar). Vuoti a rendere, imperniato sul pensionamento e la vecchiaia, conclude la trilogia.

Vuoti a rendere (che ha ottenuto il miglior incasso di tutti i tempi nei cinema della Repubblica Ceca) non è solo un film che analizza la terza età con i suoi problemi (la solitudine, la stanchezza per un lavoro diventato ripetitivo, la crisi per un rapporto coniugale ormai logoro, il sentirsi un residuo della società…) ma è anche un affresco della “Praga moderna, piuttosto indifferente al richiamo di quegli ideali di cultura per cui tanti intellettuali (fra cui i due vecchi professori protagonisti, moglie e marito) lottarono in gioventù, ritrovandosi oggi esclusi da una società in rapido cambiamento e da un circuito produttivo sempre più incentrato su meccanismi automatici e poco interattivi” (Elisabetta Colla).

A prevalere comunque nel film sono un’arguta e sottile autoironia, un umorismo ben equilibrato e senza sbavature e con un tocco di giusta malinconia: una sceneggiatura intelligente e disincantata che dà una buona caratterizzazione ai diversi personaggi (tutti ricchi umanamente) e che offre più di uno spunto di riflessione.

Zdenek Sverak, in patria famoso anche come scrittore e commediografo, è bravissimo nel ritratto di “un personaggio che ha la carica di un ventenne, la curiosità di un bambino, e la testardaggine di un uomo di una certa età” (35mm).

p.s. Un po’ artefatto il doppiaggio

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Regia:  Jan Sverak
Sceneggiatura: Zdenek Sverak
Cast: Zdenek Sverak, Tatiana Vilhelmová, Daniela Kolarova, Alena Vránová, Jirí Machacek, Miroslav Táborský, Martin Pechlát, Nella Boudová, Jan Budar, Pavel Landovský, Filip Renc, Jirí Schmitzer, Ladislav Smoljak, Vera Tichánková, Ondrej Vetchy, Jan Vlasák
Paese: Repubblica Ceca, Gran Bretagna (2007). Uscita Italiana: 16 Gennaio 2009. Uscita Repubblica Ceca: 8 Marzo 2007
Trama:
Un professore in pensione non si arrende e riconquista il piacere di vivere intrufolandosi nelle vite degli altri…

gennaio 26, 2009 Posted by | cinema-recensioni | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento