“La pelle che abito”
2011: La piel que abito di Pedro Almodóvar
uscita italia: 23 settembre 2011 uscita francia (cannes): 19 maggio 2011 uscita spagna: 2 settembre 2011
Alla sua uscita a Cannes ha suscitato non poche perplessità.
All’estero la critica si è divisa (El Pais: “E’ un film patetico e involontariamente comico”, The Guardian: “Un film forse non proprio magnifico, ma di una tale intensità…”, Hollywood Reporter: “Alle ossessioni di sempre – come il tradimento, l’ansia, la solitudine, l’identità sessuale, la morte – Almodovar aggiunge stavolta l’elemento fantascientifico con sfumature horror. Solo un talento come Almodovar può tenere insieme tutti questi elementi senza far saltare in aria un intero film”), in Italia è stata pressoché unanime nel giudizio negativo (la Repubblica: “…una specie di thriller estremo o di horror comico. Si ride molto, moltissimo, ma forse anche quando l’autore non l’aveva previsto”, Il Fatto Quotidiano: “…troppo barocco e postmoderno, compiaciuto e annoiato, questo thriller fantascientifico è tutta pelle e zero arrosto”, La Stampa: “…il gioco, pur imbastito con la consueta maestria, rimane fine a se stesso: intriga, ma non coinvolge”, Yahoo: “I dialoghi risultano troppo spesso prevedibili, un gioco verbale di inerzia che oscilla tra banalità e grottesco”, Comingsoon: “…il risultato non è all’altezza delle ambizioni dell’autore”, Cinematografo.it: “…il film è uno shar pei, Pedro tutto panza e niente sostanza”).
E’ consuetudine che ogni lavoro di Pedro Almodóvar provochi polemiche e discussioni. Il suo cinema così pieno d’inventiva, personale anticonformista e provocatorio, da molti è -giustamente- idolatrato, da alcuni è vituperato. Appartenendo al primo gruppo, salutiamo con gioia ogni sua nuova produzione, aspettandoci sempre qualcosa che ci sorprenda e ci scuota. Questa volta però le aspettative sono andate in parte deluse. Da encomio il suo tentativo di fare qualcosa di diverso: La pelle che abito è lontano anni luce da gioielli come Pepi Luci Bom e le altre ragazze del mucchio, La legge del desiderio, Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Tutto su mia medre, Volver… Il problema è che La pelle che abito suscita nello spettatore noia più che emozione (1).
Certo non mancano le note caratteristiche del grottesco, del trasgressivo, dell’ambiguità sessuale nel rappresentare la vita con le sue assurdità (e il tutto espresso con i soliti colori vivissimi e la solita cura estetica) ma sono assenti sia l’ironia che il dramma. Il film (il suo diciottesimo) risulta stranamente lento e prolisso, a volte fastidioso, poco vivace nel racconto, eccessivamente freddo e trattenuto. Il cinema di Almodóvar è stato sempre surreale ma al contempo sempre verosimile, qui tutto appare invece poco plausibile… per non dire finto.
Il cast, come sempre nei lavori del regista spagnolo, è da encomio (ma è da sottolineare che la grande Marisa Paredes appare qui sacrificata in un ruolo di poco spessore). Ottima la colonna sonora di Alberto Iglesias.
“La magia del cinema di Pedro Almodovar -scrive Curzio Maltese- vive di paradossi e di uno in particolare: l’inverosimiglianza delle trame serve a esaltare l’assoluta autenticità dei sentimenti. In questo La pelle che abito fallisce troppe volte il bersaglio…”: concordo in pieno.
note
(1) Alcuni sostengono che questo film non sia piaciuto solo perché non si accettano i cambiamenti: La pelle che abito con si apprezzerebbe perché troppo diverso dal «solito» Almodóvar. Assurdo: Amarcord è un pianeta diverso rispetto a La strada, Settembre lo è rispetto a Manhattan… ma sono sempre gioielli, da tutti riconosciuti come tali.
premi e riconoscimenti




Dovrei andare a vederlo domani.
Personalmente, non mi preoccupo di trovarlo “diverso” da altri film di Almodovar perché ne ho visti solo due.
Come regista non mi è mai piaciuto troppo, lo ammetto, anche se ritengo Tutto su mia madre un capolavoro.
Comunque, se La piel che abito ha davvero una patina trash, ciò mi spinge a guardarlo più che ad evitarlo!!! XD
Commento di il bollalmanacco di cinema | settembre 28, 2011
Sapete chi è la cantante in abito rosso e come si intitola la bellissima canzone? grazie
Commento di laura | settembre 29, 2011
L’ho trovato banale e squinternato
Commento di alex | settembre 30, 2011
@ Laura: Buika nel film canta “El ultimo trago” e “Pelo amor”
Commento di cinemaleo | settembre 30, 2011
L’ho visto ieri sera.
Dopo un’inizio non proprio entusiasmante il colpo di scena mi ha lasciata senza parole. Assieme alla colonna sonora, alla fotografia, ai costumi leggermente vintage ha reso il film decisamente bello!
Commento di il bollalmanacco di cinema | settembre 30, 2011
Noioso e farraginoso, è la prima volta che Almodovar mi delude
Commento di riccardomilton | ottobre 2, 2011
Il tema affrontato è piuttosto attuale ma presentato in maniera del tutto improbabile. Bravo Banderas
Commento di maurizia | ottobre 3, 2011
Troppo freddo e poco coinvolgente, questa volta Almodovar ha fallito
Commento di joel | ottobre 5, 2011
Colori e musiche perfette, il resto un po’ meno
Commento di goldie | ottobre 7, 2011
Dramma triller noir… ma il tutto poco riuscito
Commento di miklos | ottobre 10, 2011
Visivamente molto bello, sconvolgente nello sviluppo.
Sono uscito a bocca aperta dal cinema, mi succede davvero raramente.
Comunque, a mio parere, inferiore ad altri Almodovar, autore che amo moltissimo…
Commento di bruno | ottobre 11, 2011
Oddio, mi cascano le cosiddette. Devo fidarmi di più di questi blogger che vanno al cinema più spesso di me.
Commento di agegiolm | novembre 13, 2011
Un film particolare interpretato benissimo: non mi ha convinto però
Commento di annapet70 | novembre 15, 2011
Visto qualche tempo fa… un buon film, certo non dei migliori di Almodovar. Ma la storia tiene.
LA PELLE CHE ABITO
Commento di amosgitai | dicembre 9, 2011