“Il Falsario”
2007: Die Fälscher di Stefan Ruzowitzky
Premiato con l’Oscar, presentato con successo (e con polemiche) al 57° Festival di Berlino, osannato dalla critica:
“Un film austriaco, di valore etico e cinematografico, ottimamente interpretato” (MyMovies), “…uno dei lavori più vitali e spiazzanti che il cinema abbia dedicato alla Shoah” (Il Messaggero), “Miscela di film giallo e film concentrazionario, ‘Die Fälscher’ schiera attori bravi, con facce ‘vere’, e vanta una notevole aderenza storica e soprattutto evita ogni retorica e ogni stereotipo” (Il Giornale), “… bel cast, sceneggiatura senza vuoti, efficace regia” (Repubblica).
Tanti giudizi positivi… con i quali non mi sento di concordare. Il falsario ha certamente il merito di raccontare una storia (vera) poco nota e interessante (un gruppo di ebrei viene internato nel lager di Sachsenhausen con il compito di falsificare valuta inglese e americana). Sarà che film su nazisti e campi di concentramento ne abbiamo visti tanti, ma ci sembra che questo non aggiunga nulla di nuovo (ricorrendo al solito cliché “tutti i buoni da una parte tutti i cattivi dall’altra”). Un lavoro in cui regia sceneggiatura attori… mi sembra non riescano ad emozionare e coinvolgere.
Il tema centrale dovrebbe essere le contraddizioni le paure i conflitti… di chi si mette al servizio del nemico per aver salva la vita, i sensi di colpa nei riguardi di chi non gode gli stessi privilegi e dei compagni che non si riesce a proteggere. Ma tutto questo non traspare nel film.
Ogni singolo personaggio è monolitico, senza sfaccettature… il che lo rende poco credibile: un emblema, un simbolo ma non un essere umano in cui ci si possa identificare. Si stenta ad appassionarsi alla vicenda narrata, si scivola a volte nella noia.
Da lodare tecnicamente (buoni le riprese con macchina a spalla, l’utilizzo del teleobiettivo, la fotografia livida, la forte accentuazione del chiaroscuro nelle immagini) il film (a cui è da rimproverare un eccesso di musiche non sempre usate a proposito) è diretto da Stefan Ruzowitzky, regista viennese piuttosto eclettico (al suo attivo documentari, video musicali, melodrammi, horror…).




Non condivido il tuo giudizio negativo. Struggente e sincero, non patinato hollywoodianamente. Un film da non perdere…
Commento di annafiore79 | dicembre 28, 2009
L’ho trovato di una rara crudezza… Oscar meritatissimo, a mio parere
Commento di fornaro | gennaio 8, 2010
film ampiamente sottovalutato…. molto bello!
Commento di mante2691 | febbraio 9, 2012