“L’uomo che fissa le capre”
2009: The men who stare at goats di Grant Heslov
Presentato fuori concorso all’ultima Mostra Veneziana, il film ha avuto una buona accoglienza da parte della critica.
Filmora “Quando la realtà è più assurda della fantasia”, Liberal “…una commedia divertente e ricca di trovate”, MyMovies “…una commedia demenziale, nera e dissacrante verso quei monumenti intoccabili dell’autorità trattata spesso con reverenza”, Il Sole 24 Ore “È una commedia brillante e una satira piuttosto gustosa”.
Tratto dal libro di Jon Ronson “Capre di guerra”, il film (che parla di fatti assurdi ma incredibilmente reali… «questa storia è più vera di quanto possiate credere» avverte una didascalia prima dei titoli di testa) è interessante e certamente da apprezzare sia per la vena ironica che per il lodevole messaggio antimilitarista. Ma non convince del tutto. Troppi personaggi, troppi flashback, troppe digressioni… spezzano l’unitarietà del racconto e danno l’impressione di non assistere a una “storia cinematografica” ma ad una inchiesta televisiva ben orchestrata, godibile ma non coinvolgente (è evidente che il film è tratto da un’opera non narrativa). Colpa della sceneggiatura o della regia, non si entra in sincronia con quanto si vede nello schermo. Si sorride, si rimane sbigottiti che qualcosa del genere sia potuto accadere… ma nulla più.
Benché il pericolo noia sia in agguato, L’uomo che fissa le capre (che vede l’esordio alla regia di Grant Heslov, sceneggiatore di Good Night, and Good Luck, la cui fonte di ispirazione sono certamente i fratelli Coen) è da vedere per il coraggio di dire e mostrare certe cose (come la prenderanno gli Americani la cui politica non appare certo encomiabile?) e per la prestazione del cast stellare. Una vera e propria gara di bravura tra George Clooney, Kevin Spacey e Jeff Bridges: arduo stabilire chi sia più bravo. Meno convincente Ewan McGregor, ma probabilmente per l’impostazione data al suo personaggio (monocorde e non molto attendibile nel suo essere così candido e fiducioso).
Splendide la fotografia e la colonna sonora.
p.s.
Scrive Valentina D’Amico: “Prima o poi era inevitabile che l’esistenza del brillante libro di Ronson giungesse alle orecchie di George Clooney, attore che unisce lo status di star glamour di Hollywood a quello di artista politicamente impegnato, particolarmente sensibile alle magagne del governo made in USA. Non per nulla le sue prime due regie sono dedicate, rispettivamente, all’ascesa e caduta di un conduttore televisivo assoldato come spia dalla CIA (Confessioni di una mente pericolosa) e al crollo del maccartismo (Good Night, and Good Luck)”.




Cinico e grottesco… spero che lo vedano in tanti.
Divertente e mai banale che fa riflettere in quali mani siamo…
Attori bravissimi (soprattutto Bridges e Spacey) in un film in cui non è facile però “entrare dentro”.
Un po’ mi ha deluso. Ho apprezzato l’ottimo cast e il messaggio pacifista ma il film non mi ha catturato
Il tono antimilitarista è notevole e da lodare… ma mi sono tanto annoiato!
Non sai cosa è vero, cosa è falso in questa surreale storia in cui gli Americani non fanno certo una bella figura. Film consigliabile.
film da LSD