“Le pagine della nostra vita”
2004: The Notebook di Nick Cassavetes
Un film che l’intera critica italiana ha giustamente bocciato, riconoscendogli un unico merito (“In una produzione made in Usa che sembra sempre più orientata a soddisfare le aspettative di un pubblico giovanissimo, «Notebook» si pone in controtendenza. Il target si ribalta, prevalgono le donne e la fascia di pubblico più anziano”, Il Manifesto).
Nick Cassavetess, figlio di una coppia d’oro di Hollywood (John Cassavetes e Gena Rowlands), si è fatto soprattutto apprezzare come regista di She’s so lovely (ottimo psicodramma che regalò la Palma d’oro a Sean Penn nel 1997).
Per il suo nuovo film trae spunto dall’ultimo romanzo di Nicholas Sparks. Questi, già autore dello zuccheroso “Le parole che non ti ho detto”, ha firmato un altro bestseller con gli stessi ingredienti: romanticismo a più non posso, sentimento (sentimentalismo) in abbondanza, passioni che sfidano il tempo e la decadenza fisica, tramonti rosso sangue e albe abbacinanti… (un critico ha detto: è uno scrittore “che, nel dar vita ai suoi libri, si arma di un calamaio colmo di miele, nel quale intinge la penna prima di lasciarla cadere su ogni pagina, conquistando così chi le volta leccandosi le dita…”).
Trattando un materiale di questo tipo è chiaro che il giovane regista si pone su una linea diametralmente opposta a quella scelta dal famoso padre (morto nel 1989), autore di lavori sempre anticonformisti, molto personali e spesso non facili.
Nick Cassavetes, che col nome che porta e con un film come She’s So Lovely alle spalle (ma qui aveva rispolverato un vecchio copione del padre) pareva destinato a ben altro, si è catapultato nel melodramma d’altri tempi descrivendoci una grande storia d’amore old style che in America ha riscosso un notevole successo e che, stranamente, è piaciuta alla maggioranza della critica statunitense.
Si parla di un uomo anziano che in una casa di riposo sta leggendo a una donna, anche lei anziana, pagine sbiadite dal tempo di vecchi quaderni di appunti: la storia di due giovani innamorati negli anni Quaranta…
Servendosi di una fotografia dai colori forti e molto patinata e di una ricca colonna sonora d’epoca, il regista intende mostrarci l’America felice, ingenua, libera di un tempo (ma è mai esistita?) in cui tutti sono spensierati, pieni di aspettative e fiduciosi nella vittoria contro i pregiudizi e le ingiustizie della società: un mondo dove l’amore supera ogni ostacolo e impedimento. Ma vi è un altro tema: il dramma esistenziale, la vecchiaia, la decadenza fisica, la malattia, l’oblio della memoria e il bisogno di ricordare.
A differenza di quanto accadeva in Pomodori verdi fritti… (la cui struttura Le pagine della nostra vita ricorda) i due piani non si armonizzano, non si integrano ma uno disturba l’altro e la loro combinazione appesantisce il tutto e fa sembrare l’opera più lunga di quanto effettivamente sia.
Il film non coinvolge, non commuove, non induce lo spettatore alla partecipazione: spettatore che è portato a chiedersi cosa stia vedendo (anche perché l’insieme sa tanto di soap televisiva). Se N.Cassavetes intendeva fare un omaggio al cinema di un tempo (come fece qualche anno fa Todd Haynes con lo splendido Lontano dal Paradiso) l’operazione è senz’altro fallita: troppa ricercatezza, troppa artificiosità, troppe ovvietà, troppe frasi ad effetto, troppa melassa elargita senza alcun pudore.
Buona la prestazione di James Garner e di Joan Allen, sprecato e inutile Sam Shepard.
Coraggiosa nel mostrare in pieno la sua vecchiaia Gena Rowlands (ma il trucco è eccessivo) e ci si sente quasi male quando vengono mostrate le sue vecchie foto (come dimenticare che donna splendida, e che attrice magnifica, era in Gloria del 1980…).
La coppia giovane è costituita da Rachel McAdams (piuttosto insulsa e monocorde) e da Ryan Gosling (di cui ricordiamo le notevoli performance in Lars e una ragazza tutta sua e Il caso Thomas Crawford).




Di quelli che citi ho visto solo “Pomodori verdi fritti” e “Le parole che non ti ho detto”. Il primo l’ho apprezzato molto, del secondo ho apprezzato solo il fatto che la protagonista si chiamava come me,e per una volta tanto non era grassoccia come molte terese del cinema italiano!Ciao
Avendo visto “Le pagine della nostra vita”, posso dire che è un bel film. E’ unn film romantico e molto profondo. Penso che ognuno di noi voglia vivere una vita simile a quella dei due attori, anche se è stata una vita difficile e piena di sofferenze. Nonostante mille difficolta, il loro amore è stato superiore alle mille difficoltà che hanno trovato nel loro percorso ma alla fine l’amore trionfa e trionferà per sempre. BY lo87
CHE DIRE NON CI SONO PAROLE X DESCRIVERE ….la sensibilita la profondita e il senso piu’ concreto l’amore!!!! con la A maiuscola!!! film geniale meraviglioso
E’ un po’ strappalacrime ma molto molto romantico. Profondo, insomma di puro sentimento. Saluti, stef.