“Gli Uccelli”
1963: The Birds di Alfred Hitchcock
Critica (odierna) e pubblico (da sempre) concordi: un capolavoro, innovativo e diverso. Presentato al XVI Festival di Cannes, ebbe allora giudizi molto negativi da parte degli “esperti”, “esperti” che fortunatamente si sono ricreduti. Il film è stato presentato in versione restaurata al Festival di Locarno nell’Agosto del 1999.
Tutto Hitchcock in questo film: il gusto di sorprendere, la maestria nel centellinare la suspense, l’abilità di costruire una apparente storia di contorno, il giocare intelligentemente collo spettatore.
Gli stupendi titoli di testa (con le lettere del cast frantumate dalle ombre saettanti degli stormi) si aprono a una commedia sentimentale come tante: poi piano piano, per piccoli tocchi, si arriva all’orrore apocalittico.
Quanta sapienza, quanta bravura!
Dopo quarant’anni continua ad essere un punto di riferimento: costruito con tecnica minuziosa vicina al perfezionismo ( il film si compone di quasi 1.400 inquadrature, 371 delle quali consistono in effetti speciali) è ancora capace di affascinare e tenerci inchiodati alla poltrona.
Sangue? E chi ha bisogno di sangue?
A Sir Alfred bastano un po’ di uccellini e due ore di angoscia non ce le leva nessuno.
Opera unica e inclassificabile, è un film ricco di tensione, originale e perfettamente costruito: da una novella di Daphne du Maurier, sceneggiata da Evan Hunter alias Ed McBain, è l’horror più riuscito di Hitchcock, con un cast azzeccatissimo (vorrei almeno ricordare l’eccezionale Jessica Tandy, oltre naturalmente la sua pupilla Tippi Hedren), un montaggio favoloso e un’incredibile colonna sonora (del fedelissimo Bernard Herrmann), una colonna sonora senza musica reale – onomatopeica – basata sull’alterazione di suoni, rumori e versi animali.
Metafora della paura di ciò che ci aspetta là fuori nel mondo esterno (la scena finale della macchina che si allontana lentamente tra gli uccelli calmi è entrata nella storia), dell’essere umano che si ritrova a fare i conti con la caduta del suo dominio, dell’incapacità degli uomini di reagire… (quante sono le interpretazioni date al film?) .
Quando Gli Uccelli uscì nelle sale infinite furono le discussioni sul finale aperto… Anni dopo lo stesso Hitch diede una spiegazione facendo notare che alla fine non compare il “the end”.
Pubblicato su Yahoo-Cinema
Le donne di Sir Alfred
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura: Evan Hunter
Cast: Rod Taylor, Tippi Hedren, Jessica Tandy, Suzanne Pleshette, Veronica Cartwright, Ruth McDevitt, Lonny Chapman, Richard Deacon, Ethel Griffies, Malcolm Atterbury, Joe Mantell, Elizabeth Ylson, John McGovern, Charles McGraw, Bill Quinn, Karl Swenson, Doodles Weaver, Doreen Lang
Fotografia: Robert Burks
Montaggio: George Tomasini
Musiche: Bernard Herrmann
Produzione: Universal Pictures
Distribuzione: Universal Pictures
Paese: USA (1963)
Genere: Drammatico, Thriller, Horror
Durata: 119’ circa
Uscita Italia: 31 Ottobre 1963
Uscita USA: 28 Marzo 1963
Trama:
In un negozio di animali a San Francisco si incontrano l’avvocato Mitch Brenner e la ricca e giovane Melanie, figlia dell’editore di uno fra i maggiori giornali della città. Indispettita e insieme attratta dall’atteggiamento dell’uomo, Melanie decide di fargli una sorpresa e di recarsi a Bodega Bay – dove Mitch trascorre i fine settimana in compagnia della madre e della sorellina Cathy- col pretesto di donare alla bimba, per il suo compleanno, una coppia di pappagalli “inseparabili”. Da poco arrivata sul posto, Melanie viene attaccata da un gabbiano che le ferisce il volto. È solo il primo di una serie di strani accadimenti che vedono protagonisti gli uccelli…
Note:
-Film irripetibile, eppure Hollywood sembra che ne stia ideando il remake (più demenza che coraggio!): protagonista Naomi Watts, alla regia il neozelandese Martin Campbel (che ha diretto recentemente Casino Royale).
-Nel ruolo della piccola Cathy fa la sua apparizione Veronica Cartwright che ritroveremo poi membro dell’equipaggio in Alien.





Ognuno ha il suo Htchcock preferito.
Il mio è “L’Ombra Del Dubbio” seguito dal mitico “Notorious”.
“Notorious”…e “La finestra sul cortile”.
Comunque difficile nominarne uno che non mi sia piaciuto, anche quelli definiti ‘minori’.
I miei preferiti: “La donna che visse due volte”, “Io ti salverò”
Straordinario. Anche se i miei Hitchcock del cuore sono “Vertigo”, “Notorious”, “Psycho” e “Nodo alla gola”.
Sto rivedendo (e recensendo sul blog) tutti i film di Hitch in ordine cronologico… questo “Uccelli” ancora devo rivederlo, ma è di fatto forse il suo “testamento” cinematografico… i miei preferiti sono comunque “La finestra sul cortile” e “La donna che visse due volte”.