“Philadelphia”
1993: Philadelphia di Jonathan Demme
“Efficace, commovente, magnificamente diretto…” (La Stampa”, 5/03/1994). “Ogni scena, ogni inquadratura, ogni parola è calcolata al millimetro., ogni dettaglio ha il suo peso nell’economia del racconto. Eppure tutto, ambientazione, gesti, linguaggio, comportamenti, suona miracolosamente spontaneo” (Messaggero, 4/03/1994). “Una regia che strappa l’applauso” (Corriere della Sera, 11/03/1994).
Reduce dai meritati trionfi de Il Silenzio degli Innocenti, Jonathan Demme confeziona un prodotto perfetto nella sua capacità di soddisfare tutti i tipi di palato: abbiamo così una critica plaudente e un pubblico in visibilio per un film che ha fatto storia e ha conquistato i botteghini di tutto il mondo.
Misura ed equilibrio sono gli aspetti più evidenti di Philadelphia, insieme alla assoluta mancanza di volgarità, sentimentalismo, retorica, qualsiasi forma di clamore. Certo è impossibile non commuoversi, ma il film non è ricattatorio. Per nulla predicatorio ma sinceramente emozionante e a volte struggente, ci si sente coinvolti interamente, si partecipa alle sventure del protagonista (e lo si ammira con convinzione per il suo coraggio che tanti di noi vorrebbero avere), si apprezza incondizionatamente la eleganza della confezione e la perfomance degli attori (uno più bravo dell’altro).
La scena in cui lo stato d’animo del protagonista è espresso da Maria Callas nell’Andrea Chenier è ormai entrata nella storia del cinema e rimane indelebile nella memoria di ogni spettatore.
Nel 1990 Norman René aveva già parlato del problema Aids in Che mi dici di Willy (la storia di otto amici gay nell’arco di nove anni). Nel 1985 vi era stato Una Gelata Precoce, un bellissimo e intenso tv movie del 1985 di John Erman (con un formidabile quartetto di interpreti, Gena Rowlands, Ben Gazzara, Aidan Quinn, Sylvia Sidney), sul dramma di un giovane che deve affrontare la famiglia che non sa della sua omosessualità e della sua malattia. Ma è con Philadelphia che la problematica conquista l’attenzione del vasto pubblico e diventa oggetto di aperto dibattito. Hollywood non è nuova nella battaglia dei diritti civili: questo è uno degli esempi più famosi di lotta ai pregiudizi e alle intolleranze (“Il film non è… soltanto o soprattutto un film sull’Aids… E’ un film sulla giustizia e sul diritto alla giustizia”, Repubblica, “Quello che Demme sta raccontando… è questo uomo, non una categoria o un Tipo. È Andrew che chiede giustizia, non un omosessuale” Il Sole 24 Ore ). Emblematica la figura dell’avvocato, metafora dell’ignoranza, della discriminazione, della diffidenza e ostilità di molti per ciò che non si conosce.
Si esce dalla visione con molta malinconia ma senza angoscia: il film è in fondo ottimista sulle possibilità umane (e quale spettatore si rifiuta di credervi?).
Pubblicato da FilmAgenda
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Regia: Jonathan Demme
Sceneggiatura: Ron Nyswaner
Cast: Tom Hanks, Denzel Washington, Roberta Maxwell, Buzz Kilman, Karen Finley, Ron Vawter, Joanne Woodward, Jason Robards, Antonio Banderas, Daniel Chapman, Paul Moore, Anna Deavere Smith, David Drake, Freddie Foxx, Paul Lazar, Jane Moore, Charles Glenn, Peter Jacobs, Glen Hartell, Robert Ridgely
Fotografia: Tak Fujimoto
Montaggio: Craig McKay
Musiche: Bruce Springsteen, Howard Shore, Neil Young
Produzione: Edward Saxon e Jonathan Demme per la Clinica Estetico, Tristar Pictures
Distribuzione: Columbia Tristar Films
Paese: USA (1993)
Genere: Drammatico
Durata: 121’ circa
Uscita Italia:
Uscita USA: 23 Dicembre 1993
Trama:
Andrew Beckett, giovane avvocato, è stato licenziato dallo studio legale presso cui lavora. I suoi colleghi sostengono che non era competente; Andrew afferma di essere stato licenziato perché malato di AIDS. Deciso a difendere la propria reputazione, Andrew assume Joe Miller, un avvocato, perché lo rappresenti nella causa per licenziamento illecito: Joe dovrà confrontarsi con le proprie paure e i propri pregiudizi sull’omosessualità.
Note:
-Premi e riconoscimenti al film su IMDb.
-Nel 1994 il film ha avuto anche l’Oscar per la migliore canzone (“Streets of Philadelphia” di Bruce Springsteen).
-Tom Hanks, premiato con l’Orso d’oro al Festival di Berlino, bisserà l’Oscar un anno dopo con Forrest Gump.
Giugno 30, 2009 - Pubblicato da cinemaleo | cinema-recensioni | aids, antonio banderas, bruce springsteen, cinema, denzel washington, drammatico, festival di berlino, film, film review, jason robards, joanne woodward, jonathan demme, locandina, oscar, philadelphia, recensione, recensioni, scheda, tom hanks, trama | 7 Commenti
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Un film eccezionale sotto tutti i punti di vista: interpretazioni, regia, e soprattutto colonna sonora. Eccezionale.
Bellissimo e struggente al punto giusto. Ottimi gli attori (e di particolare efficacia il finale). Non ci si stanca di rivederlo
Un film che sicuramente ha fatto capire molte cose a chi è portato superficialmente a giudicare chi vediamo diverso e a mettere in primo piano un problema di cui all’epoca poco si sapeva. Veramente ottimo.
Un lavoro che ti rimane dentro per molto tempo. Tom Hanks è veramente insuperabile ma anche Denzel Washington è da Oscar
“La scena in cui lo stato d’animo del protagonista è espresso da Maria Callas nell’Andrea Chenier è ormai entrata nella storia del cinema e rimane indelebile nella memoria di ogni spettatore.”
Su questo non ci sono assolutamente dubbi.
Rivisto dopo tanto tempo giorni fa e debbo dire che a distanza l’ho maggiormente apprezzato: soprattutto per l’equilibrio e la misura (quanti sceneggiatori e registi, con un tema simile, avrebbero spinto l’acceleratore su sentimentalismo e retorica?).
Sembra impossibile che sia lo stesso regista de “Il silenzio degli innocenti”: quanta versatilità!