“L’amore sospetto”
2005: La moustache di Emmanuel Carrere
Il film che qualche anno fa ha entusiasmato, mettendoli d’accordo, critica e pubblico: “un grande cinema che naviga tra realtà e immaginazione senza paura di scardinare certezze e luoghi comuni” (Ciak).

L’amore sospetto (titolo italiano fuorviante) inizia con un uomo che decide di tagliarsi i baffi che porta da diversi anni. Ma nessuno se ne accorge, anzi moglie e amici sostengono che non li ha mai portati. Da questo avvenimento apparentemente banale, un susseguirsi di inquietanti domande: sta forse diventando pazzo? sono gli altri a volerglielo far credere? qualcuno lo vuole eliminare? ricordi di un trauma che ha dimenticato? sovrapposizione tra vita immaginata e vita reale? perdita della capacità di distinguere il presente dal passato? qualcosa nell’ordine del mondo è cambiato?
Con un sorprendente montaggio per falsi raccordi, una narrazione serrata e coinvolgente al massimo, Emmanuel Carrere (al suo primo lungometraggio) ispirandosi al romanzo da lui stesso scritto riesce a sorprendere lo spettatore e ad avvolgerlo compiutamente nell’angoscia e nella paranoia che travolgono il protagonista, un essere che perde se stesso e il contatto con il mondo circostante. Tutto è visto attraverso gli occhi di questo, un uomo che non sa più chi è (né chi sono le persone che gli stanno accanto) e con lui percorriamo “un viaggio nel dubbio e nella follia” (Repubblica), a metà strada tra Kafka Gogol e Pirandello, calandoci perfettamente nei suoi panni e vivendo le sue stesse emozioni.
Una storia in cui nessun tassello torna al punto giusto, un gioco ad incastro senza soluzione, una situazione senza via di uscita… che meglio di tanti dibattiti mostra l’alienazione e la solitudine del nostro vivere quotidiano, in un mondo che sembra aver perso ogni razionalità e in cui è impossibile comunicare.
Un lavoro spiazzante che insinua il dubbio che una realtà oggettiva, forse, non esiste.
Una opera in cui le cose non sono quelle che sembrano, impedendo così allo spettatore di farsi un’idea precisa, “giocata sul filo della psicologia e delle questioni irrisolte della follia, dei fragili equilibri della mente, del rapporto tra apparenza e realtà” (Emanuela Perozzi). Con un finale inquietante e inspiegabile: come la vita (nel romanzo, a differenza del film, il protagonista si taglia la gola con il rasoio).
Un plauso particolare alla musica di Philip Glass (molto simile a quella di The Hours): “queste note che si ripetono con minime variazioni evocano, insinuano, alimentano la tensione, aiutano a confondere le carte del gioco” (Silvia Angrisani).
Onore al merito ai due grandi protagonisti de L’amore sospetto (vincitore della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 2005): la performance di Vincent Lindon e Emmanuelle Devos è superiore a qualsiasi lode, ed è tutta da gustare, immagine dopo immagine.
Pubblicato su AlCinema
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Regia: Emmanuel Carrere
Sceneggiatura: Emmanuel Carrere, Jérôme Beaujour
Cast: Vincent Lindon, Emmanuelle Devos, Mathieu Amalric, Hippolyte Girardot, Cylia Malki, Macha Polikarpova, Fantine Camus, Frederic Imberty, Brigitte Bemol, Denis Menochet, Franck Richard, Elizabeth Marre, Teresa Li, Hin Wai Au, Jerome Bertin, Kwok Chan Chung, Perry Siu Fun Ho, Hung Siu, Hei Poon Yuen, Helene Devynck
Paese: Francia 2005
Genere: Drammatico
Durata: 100’
Uscita Italia: 23 Giugno 2006
Uscita Francia: 6 Luglio 2005
Trama:
Un giorno, pensando di far sorridere la moglie e stupire gli amici, un uomo si taglia i baffi che porta da dieci anni. Ma nessuno se ne accorge, o peggio, tutti fingono di non accorgersene, e presto anche il sorriso dell’uomo scompare, prima di venire cancellato definitivamente. Insiste, credendo a uno scherzo, ma gli altri rispondono che non ha mai portato i baffi…
Note:
Oltre che a Cannes, i due protagonisti sono stati premiati al Chicago International Film Festival e ai Chlotrudis Awards.
Il film è tratto dal romanzo omonimo dello stesso regista (1986).





Mi rammarico per non aver visto il film ma ho letto il bellissimo romanzo di Carrère uno scrittore che sa quindi fare anche il regista. Devo assolutamente recuperarlo.