Cinemaleo’s Blog

Il cinema è la vita a cui sono stati tolti i momenti noiosi (Alfred Hitchcok)

“2001 Odissea nello Spazio”

1968: 2001: A Space Odyssey di Stanley Kubrick

Nella classifica dei più grandi film di sempre, Imdb lo mette tra i primi cento.
Per l’American Film Institute è il miglior film di fantascienza di tutti i tempi.

Rimane il fatto che è un capolavoro assoluto.

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Un film su cui non si è smesso di discutere fin dal suo apparire, e le cui interpretazioni risultano ancora infinite.

E’ il caso di lasciare la parola agli addetti ai lavori:
George Lucas: “Uno dei miei film preferiti, in cui tutto è scientificamente esatto e immaginato partendo dal possibile. E’ veramente l’apice della fantascienza”.
Ridley Scott: “Il finale del film pone molti interrogativi a differenti livelli: sulla morte, su Dio… Questi interrogativi, questa situazione di inquietudine mi ha molto influenzato”.
James Ballard: “Ha segnato la fine del periodo eroico della fantascienza moderna… è l’immagine di uno spettacolo scientifico in costume trasformato in romanzo storico alla rovescia, di un mondo conchiuso e impenetrabile alla luce della realtà contemporanea”.
Digilander-Libero: “E’ probabilmente il più celebre fra i tredici lungometraggi che Kubrick ha diretto nella sua carriera cinematografica. Molte sequenze di tale film rimangono nella memoria collettiva, avendo fatto scuola a decine di registi, mentre i brani utilizzati come colonna sonora sono ancora inflazionati in pubblicità e citazioni varie.
Il film rimane come modello, archetipo della fantascienza, “precursore di una nuova era nel genere” (LoBrutto) che qui viene riscoperto e superato…”.
Ibs.it: “E’ un conto alla rovescia per il domani, una carta stradale del destino dell’uomo, una ricerca dell’infinito. E’ un abbagliante monumento visivo che ha meritato l’Oscar , un’irresistibile interpretazione della lotta dell’uomo contro la macchina, una stupefacente miscela di musica e movimento, un caposaldo così fondamentale, che Steven Spielberg lo considera il “Big Ben” dal quale ha tratto origine la sua generazione di cineasti. Per cominciare il suo viaggio nel futuro, Kubrick visita il nostro passato di pitecantropi ancestrali; poi, con uno degli stacchi più fantasmagorici mai concepiti, balza in avanti di millenni fino alla colonizzazione dello spazio; infine proietta l’astronauta Bowman in zone siderali inesplorate, forse fino al regno dell’immortalità”.
Centraldocinema: “Le tappe evolutive dell’intelligenza umana (dall’uso di un osso come arma da parte dei primati alle missioni spaziali) sono contrassegnate dall’apparizione di un monolito nero. In assoluto il più grande capolavoro cinematografico di tutti i tempi (“a milestone film” come ha scritto il critico americano Leonard Maltin), disegno di una mente geniale e superiore. Affluiscono in esso filosofia (il mistero dell’esistenza), scienza (i progressi tecnologici), religione (cosa rappresenta il monolito: Dio o un’altra vita superiore alla nostra), fisica e metafisica, poesia (le silenti scene spaziali al ritmo del valzer di Strauss), suspense (le scene col computer Hal 9000). Summa di tutti i generi, si può capire (non del tutto comunque) o non capire (la fine cosa vuol dire, l’intero film cosa vuol dire: è Dio o comunque un’entità superiore che dà la ragione all’uomo e nel finale l’uomo che ha carpito il segreto del monolito e dell’esistenza è destinato a morire e rivivere, sotto forma di “figlio delle stelle”, per aiutare gli uomini o per fondare una nuova e migliore stirpe) ma, anche proprio per la sua ambiguità e le diverse, possibili interpretazioni, non si può non amare ed osannare, anche solo per le spettacolari sequenze (a cominciare da quella onirica “dei colori”, ideata, pare, da Kubrick – che lo ha sempre negato comunque – sotto l’effetto di un allucinogeno) e le superbe musiche”.

L’elenco dei giudizi entusiastici non finirebbe mai…

Interessante quanto scrive Fabrizio Denunzio (“Pieghe del tempo”, Editori Riuniti 2002):
“Non è un film di fantascienza…
Kubrick, riferendosi al suo film, ha sempre parlato di storia mitica, di documento mitologico, e in effetti i materiali trattati non tradiscono mai questa intenzione: la Storia (scimmia-uomo), il Viaggio (Odissea, Discovery), il Demiurgo (ora l’occhio di Hal, ora l’indecifrabile Monolito) trovano il loro compimento nella struttura del mito…
Dalla fantascienza 2001 A Space Odyssey, film sul mito e sul cervello, prende l’idea dello spazio (nero, profondo, specificamente filmico), in quanto romanzo di genere, però, presenta significative novità: abbandona l’idea di eroi pieni, forti e imbattibili tanto cari alla space opera… nonché quella del viaggio come dimensione privilegiata dell’avventura e dell’azione, a vantaggio di protagonisti più cerebrali coinvolti nell’investigazione sul senso della civiltà e della tecnologia”.

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Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Arthur C. Clarke
Cast: Keir Dullea, Gary Lockwood
Paese: USA (1968). Uscita Italia: 11 Dicembre 1968. Uscita USA: 2 Aprile 1968
Trama:
Astronauti partono alla volta della Luna prima e di Giove dopo per indagare sulla comparsa di un misterioso monolite…
Note:
L’ AFI (American Film Institute) ha stabilito, tramite la votazione di una giuria di 1.500 personalità del mondo del cinema (da artisti a critici, attori e storici), la classifica dei 10 migliori film in 10 generi cinematografici

Marzo 24, 2009 - Pubblicato da cinemaleo | cinema-recensioni, classici | , , , , , , , , , , , , , | 12 Commenti

12 Commenti »

  1. Non lo considero solo un film di fantascienza (fatto bene per giunta…), ma un concentrato di teoria filosofica. Chissà come mai ha un seguito che non gli somiglia nemmeno…

    Comment di Gegio | Marzo 24, 2009

  2. Ti ho dato 3 solo perché la musica non accompagna il video fino alla fine

    Comment di Bladrunner86 | Marzo 24, 2009

  3. X Gegio:
    Nel 1971 fu realizzato “2002 La Seconda Odissea” (diretto dal realizzatore degli effetti speciali di “2001: Odissea nello spazio“, esordiente nella regia), senza infamia e senza lode.
    Il vero seguito del capolavoro di Kubrick fu però “2010 L’anno del contatto” del 1984: tanto atteso, tanto deludente.
    X Bluderrunner86:
    Guarda che è voluto…

    Comment di cinemaleo | Marzo 24, 2009

  4. Per me il più bel film di fantascienza di tutti i tempi e uno dei migliori di sempre. Ma non ho detto niente di nuovo.

    Comment di cinemasema | Marzo 27, 2009

  5. Concordo, è impossibile dire qualcosa di nuovo su questo autentico capolavoro se non che è un’opera che fa onore al cinema. Ciao

    Comment di Gianni87 | Aprile 23, 2009

  6. Questo film è magnifico!

    Comment di likelimp | Agosto 7, 2009

  7. Lo sapevate che Kubrick ha detto più volte che il doppiaggio italiano di Hal9000 era il milgiore e che ha mandato una lettera di ringraziamento al doppiatore?

    Comment di mrcicciobabumbo | Settembre 1, 2009

  8. Gianfranco Bellini (morto nel 2006) è stato uno dei doppiatori più famosi. Oltre ad aver prestato la voce a numerosi attori, era la voce narrante di “Francesco giullare di Dio” e di “Stalag 17″. E’ stata anche la voce di Bambi adulto in “Bambi”, della volpe in “Mary Poppins”, del libraio in “La Bella e la bestia”.

    Comment di cinemaleo | Settembre 1, 2009

  9. L’Apoteosi del cinema. Nascita, morte e resurrezione di un intero genere, capolavoro filosofico e visionario. Tutt’altro che perfetto, eppure troppo OLTRE per chiunque altro. A mio avviso, IL numero uno.

    Comment di VulgarHurricane | Ottobre 15, 2009

  10. Qual è il titolo della canzone all’inizio? Grazie.

    Comment di agucciardi | Novembre 1, 2009

  11. @ agucciardi: Christopher Franke:”Purple Waves”

    Comment di cinemaleo | Novembre 1, 2009

  12. Grazie!

    Comment di agucciardi | Novembre 27, 2009


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